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Flavio De Gaspari

Il dolore?… una cosa da niente!
Passa presto!

E' nato il 9 dicembre del 1964 a Trino, in provincia di Vercelli.

Le sue ‘dimensioni ridotte’ dipendono da una malattia che ha dalla nascita (ostegenesi imperfetta), ma tutto questo non gli ha impedito di ‘crescere’.

Con l'aiuto del fratello Gianluca (il suo braccio!) ha adattato i suo attrezzi e la sua carrozzella in modo da renderli utilizzabili dalle sue deboli braccia.

Motore, campanelli, sirene, clacson di camion, banda CQ, specchietto retrovisore per avere tutto sotto controllo.

E' stato Responsabile del Settore giovani del CVS di Vercelli.

Per il suo cammino deve ringraziare Margherita Quaranta (la ‘fondatrice’ del Centro a Vercelli con Don Gino Momo).

Don Luigino Garosio, a Moncrivello, lo ha incoraggiato a maturare un impegno a pieno regime, nell’apostolato. Era la fine del 1990. Rispose: «Chi vivrà, vedrà!». …A saperlo che si sarebbe ritrovato così pieno di lavoro!

C’era poi il volontariato nell’AVGIA (Associazione Vercellese Giovani Invalidi e Amici) e soprattutto la Cooperativa sociale “Camminare Insieme”: era un socio-lavoratore.

Si occupava in particolare di riproduzione di disegni ed eliografie. Ma c'erano tanti altri settori (assemblaggio, battitura di testi a computer, fotocopiatura, servizio di pulizia per enti pubblici…). L’importante era che anche il disabile possa inserirsi a livello sociale e lavorativo.

Ovviamente non si vive di solo lavoro! Pizze, uscite, gite, serate all’aperto… tutto è importante per stare bene e far stare bene. Dicono di lui che è «un terremoto, un casinista, un peperino…»!

L’esperienza più forte? A Denver, in America, per le Giornate mondiali della gioventù.

Il suo sogno era realizzare un Centro per accogliere i ragazzi disabili e aiutarli a vivere autonomamente con le proprie forze.

Sabato 7 dicembre 1996, in teatro, sta organizzando una piccola dimostrazione di quello che anche i portatori di handicap possono fare. E’ un musical, una testimonianza-spettacolo dal titolo “Schegge di vita”: i disabili si esibiscono raccontando le loro esperienze e dicendo come son riusciti a convivere con le loro infermità.

Il ricavato servirà per aiutare un bimbo vercellese malato di tumore. La morale del musical? La vita è degna di essere vissuta, nonostante tutto.»

Non potrà partecipare allo spettacolo; né compiere 32 anni; muore, infatti, il primo dicembre 1996.

 

  

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