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Mario Capone

Sii paziente;
Dio non ha ancora finito con te!

Nacque ad Ariano Irpino, il 22 maggio del 1925.

Il suo sogno era diventare medico, ma ha dovuto abbandonare gli studi molto presto, per colpa di una fastidiosa tubercolosi, che lo ha costretto a trasferirsi al Nord e peregrinare per dieci anni da un sanatorio all’altro.

Dieci anni persi? Certo no. Non tanto per il risultato esterno di una parziale guarigione: infatti gli acciacchi e gli interventi chirurgici sono continuati!

Su un foglietto li ha tutti segnati: riduzione della gabbia toracica, asportazione del rene, infarto miocardico… e tanti altri… .

Diceva: il vero guadagno è stata la scoperta della forza interiore che può donare la sofferenza. Perciò, quando – indirizzato dal Vescovo di Ariano, Mons. Pasquale Venezia – ha conosciuto il CVS e Monsignor Novarese, non gli sembrava vero! Era la sua vocazione!

E così nel 1960 si consacrò Silenzioso Operaio della Croce: manco a dirlo… mentre si trovava in ospedale!

Il suo primo incarico è stato a Roma, in ufficio (spedizioni postali, collegamento tra i GdA, ecc.).

Poi, dopo un breve passaggio per Montichiari, gli è stato affidato il Centro di Riabilitazione per giovani tubercolotici di Arco di Trento, dal 1966 al 1971: quando, l’obbedienza, lo ha chiamato presso la Casa di Moncrivello: una Casa aperta su sollecitazione di Sorella Margherita Quaranta, grazie al Vescovo Albino Mensa, negli ex-locali del Seminario minore di Vercelli.

Divenne Direttore dei Corsi di Riabilitazione e del Centro di Formazione Professionale. I settori di formazione erano diversi: legatoria, ortofrutticoltura, fotografia, riparazione elettrodomestici… Il numero dei ragazzi variava tra i 50 e i 75. Il suo motto con loro era: «Perché non fai questo? … prova e ce la farai!».

Nel 1993 ha avuto la gioia di ottenere l’approvazione della ‘Cooperativa Giuseppe Atallah’.  Si chiama così dal nome di un giovane arabo che è stato ospite a Moncrivello e che ha lasciato in eredità una cospicua somma per il progetto.

La Cooperativa finalmente aveva coronato il suo sogno di poter dare reali possibilità di lavoro e copertura giuridico-assicurativa ai giovani portatori di handicap. Non c’è promozione reale dell’ammalato senza promozione umana e sociale e senza inserimento lavorativo.

E' morto il 6 – 1 – 1994, a 68 anni.

 

  

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