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Angiolino
Bonetta
La mia
vocazione è soffrire,
fino alla fine.
Angiolino era un
Silenzioso Operaio della Croce. Era
semplicemente un ragazzino malato. La gamba l'ha
dovuta amputarla per colpa di un sarcoma osseo.
La broncopolmonite è cronica, causata dalle
metastasi.
Aveva quattordici. Era
nato il 18 settembre del 1948. La Madonna e
Monsignor Novarese gli hanno fatto lo stesso
questo regalo e così è diventato un Silenzioso
Operaio della Croce!
Il 21 settembre 1962: che
«bel giorno», il giorno del suo " sì ".
Era troppo piccolo per
farlo, ma il caso di urgenza, lo ha consentito.
Sapeva tutto sul suo
male. Ma era tranquillo. Gli sarebbe piaciuto
andare almeno una volta a Lourdes, per chiedere
alla Madonna la grazia di continuare a stare con
Lei e lavorare per gli ammalati.
Ma se il Signore non
vuole, va bene lo stesso. La sua vocazione era
«soffrire, fino alla fine».
Certo, non lo immaginava
quando giocava a pallone in Oratorio o quando
improvvisava per il pubblico dei suoi amici le
sue comiche scenette o il Carosello TV (... una
volta rappresentò persino una messa, con i
grembiuli della mamma usati come vestiti da
prete!).
Ma non lo immaginava
nemmeno quando cominciò la malattia; quando
rispose al primario dell'Ospedale di Brescia:
«Se è necessaria l'amputazione, tagliate pure».
E alla mamma: «una gamba in più... una gamba in
meno!».
Una cosa però aveva
cominciato a scoprirla già da allora: che poteva
«offrire tutto per la conversione dei
peccatori». E perciò «non aveva paura:
Gesù mi viene sempre in aiuto».
Nella corsia
dell'ospedale aveva conosciuto Don Battista, la
Signorina Maria Rovetta, Maria e Fausto Gei, e
tutti gli amici del CVS di Brescia. Scoprì che
anche loro facevano questa offerta, e che anche
loro erano innamorati come lui di Maria!
Che bello inserirmi nei
loro incontri, nelle loro preghiere, e poi agli
Esercizi spirituali, nell'estate del 1961, a Re,
«la mia seconda Casa», dopo quella di Cigole, il
suo paesino.
E poi l'incontro con
Monsignore, l'anno seguente, a Offlaga. «Lui ha
portato le stampelle come me... e perciò ci
siamo capiti subito».
Gli raccontò dei rosari
recitati in corsia; di come faceva le sue
'missioni' con le stampelle da un letto
all'altro, di quella notte che si era buttato
sul pavimento per pregare per un protestante
svizzero, che - gli avevano detto - aveva
bisogno di qualcuno che offrisse la sofferenza
per lui...!
Monsignore mi ha
risposto che la Madonna mi ricompenserà, perché
«non si lascia battere in generosità. Noi ci
doniamo a Lei e Lei prende il nostro posto nel
luogo dove siamo e fa quello che noi non
possiamo fare».
«Ho fatto un patto con
la Madonna. Quando sarà l'ora... verrà Lei a
prendermi! ...E volerò subito in Paradiso».
E' volato in Paradiso il
28 - 1 – 1963, a 14 anni.
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