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Maria
Antonietta Resta
All'amore, il
vestito, non serve!
Fin dalla primissima
infanzia (due anni) è colpita da 'distrofia
muscolare progressiva'. E' una malattia lenta ma
inesorabile, che debilita tutto il sistema
muscolare del corpo (risparmia solo il
cervello), portando gradatamente l'individuo
all'immobilità completa, e poi alla morte.
E' nata l'8 gennaio 1946
a Neviano, in provincia di Lecce, un paese che è
rimasto molto legato a lei, e che le ha dedicato
un libro: "Il canto di Maria": raccogliendo qua
e là i suoi pensieri, i suoi appunti, la sua
corrispondenza, le sue poesie.
I suoi amici dicono che
è uno splendido inno di amore alla vita, una
vita tutta da gustare, mistero di meraviglia e
di stupore. In realtà ha frequentato solo la
terza elementare! Forse è stata proprio la
sofferenza e la dose giornaliera di fede
regalatale a farle capire molte cose.
E poi è vero: non si è
mai arresa. Le piaceva cucire e ricamare, e ha
insegnato a molte altre ragazze a farlo. Anche
se, poi, la maggior parte di loro le diceva che
la cosa più bella che imparavano da lei era
un'altra: che tutto va vissuto intensamente,
senza passività.
L'incontro più
importante? A trent'anni, circa: con i
Silenziosi Operai della Croce e quindi
l'iscrizione al Centro Volontari della
sofferenza. E'
stato bello, prima ricevere e poi dare: fino a
scoprirsi sempre più come un punto di
riferimento: non solo per il CVS di Neviano, che
l'ha accolta come responsabile, ma anche per
tutta la diocesi di Nardò-Gallipoli.
Il periodo più
difficile, ma anche più bello, è cominciato
intorno ai 38-39 anni, quando è stata costretta
sempre più a fare amicizia con la sedia a
rotelle.
«Non esiste motivo
sufficiente per non amare la vita;
ci vuole coraggio: ecco tutto».
«Sì. sono contenta di
essere nata!
Sofferente e... felice».
Muore il 14 aprile 1999,
a 53 anni.
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