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Cristiano Pavan
Cavaliere
dell'Immacolata...
e suo povero straccione.
«Viva l'Immacolata.
Gesù, Maria, salvate le anime!»
Il Signore ha voluto - come segno della sua
misericordia e del suo amore - togliergli la
vista e il movimento.
E' nato il 14 marzo
1923, a Fara, un paesino della pianura
vicentina. La sua famiglia ha sofferto molto per
gli stenti (tant'è che suo padre è dovuto
persino emigrare in America...), ma è sempre
stata ricca dei «dollari della sofferenza» e
della fede; e dell'amore verso Maria.
E' stata questa fede e
questo amore a sostenerli quando la cecità e la
paralisi lo hanno colpito. ...E aveva appena
dieci anni!
Ringrazia l'Assistente
dell'Unitalsi veneta, Mons. Prosdocimi,
arciprete di Breganze e gli amici unitalsiani
che ha avuto l'occasione di conoscere durante le
intense celebrazioni mariane organizzate da
quest'Associazione, se ha potuto entrare più in
intimità con la Madonna e superare l'inevitabile
primo momento di crisi.
Ricorda con commozione
quegli anni, quando si radunavano attorno al suo
letto i suoi amichetti e qualche nonnina, per
recitare la corona del Rosario; e quando poi -
allo scoppiare della guerra - gli incontri si
infittirono e moltiplicarono, consentendogli di
donare a tante persone la medaglia miracolosa
della sua 'Signora'!
Ma quelli che non potrà
mai dimenticare sono i favori celesti ricevuti
dopo il maggio del '43, quando consacrò la sua
vita alla Tutta Pura: l'amicizia con Fra Andrea,
del Santuario della Madonna dell'Olmo, che
riuscì a organizzare il suo primo viaggio a
Lourdes (era il 1950), il crescere del gruppo
unitalsiano presso la sua casa, la costruzione -
grazie alle offerte - di un piccolo 'pilone'
votivo mariano: la sua piccola Lourdes,
personale luogo di preghiera e contemplazione.
...E ovviamente
l'incontro con i Volontari della Sofferenza.
E' stato uno dei
'quarantotto' del primo corso di Esercizi
spirituali di Oropa, uno di quelli che hanno
vissuto per primi il 'sogno' della fondazione
della Casa di Re, sogno al quale ha consacrato e
consacra tutte le sue sofferenze. Uno di quelli
che - tornato a casa - non ha resistito al
bisogno di farsi Silenzioso Operaio della Croce.
Era la festa dell'Immacolata del 1952.
Ora è a Thiene, presso
il santuario della Madonna dell'Olmo. Trascorre
le sue ore dividendosi tra l'adorazione
eucaristica, l'impegno di Responsabile dei
Volontari della Sofferenza del Veneto, i
contatti epistolari e telefonici, gli incontri
personali.
«Ringrazio la Vergine
Santa che, anche in mezzo a tutti i dolori, mi
fa gustare tanta gioia! Le chiedo di essere
sempre più generoso e dal mio altare di dolore
mi faccio vittima riparatrice».
«Mater mea, fiducia
mea».
Compie il suo ultimo
viaggio, verso la Signora, il 19 – 4 - 1968, a
45 anni. |