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Anna Nobile
Il sorriso
discreto che rivela
la bellezza di un'anima.
«Il Signore sta
permettendo nella mia vita, diciamo, un po' di
sofferenza, che mi toglie la possibilità di
muovermi e di fare tutto quello che vorrei». E
forse questo è il dolore più grande.
Già prima di questo
tumore, la malattia, la TBC, li è stata,
infatti, sempre compagna. E la sua compagnia le
ha impedito di entrare in Comunità, come avrebbe
voluto. Ma non ha potuto fermare il suo
desiderio di entrare tra i Silenziosi Operai
della Croce, sebbene nella forma di 'vita in
famiglia'.
E non ha potuto frenare
il suo bisogno di spendere tempo e forze per il
CVS e la diffusione dell'apostolato a Taranto,
dove è nata il 13 aprile del 1931.
Era l'8 dicembre del
1960, quando, a Re, si è consacrata. E tutti gli
anni rinnova i suoi impegni preparandosi con
tanta preghiera, soprattutto fiduciosa della
bontà e misericordia di Dio.
La Vergine Santa l' ha
aiutata molto ad attirare sull'associazione le
grazie necessarie, e ad essere, nel mondo,
strumento di salvezza per il bene di tante
anime. Sì: se
l'Ordine Francescano Secolare, nel quale è
cresciuta negli anni della giovinezza, le ha
fatto scoprire la bellezza della povertà e del
servizio vocazionale, il CVS le ha fatto
scoprire la vocazione che poteva coltivare non
solo nella sua esistenza, ma in tutto il vasto
campo della sofferenza umana e spirituale. E la
condivisione del dolore degli altri, per quanto
facesse crescere il suo, ha arricchito
infinitamente le profondità del suo cuore.
Per questo, ora soffre
di più. Non può più «essere vicina» a chi
soffre, perché non può più muoversi con
facilità; cammina con le sue gambe solo per
andare a Messa, perché la chiesa è vicina, e
altrove va quando ha qualcuno che le dà un
passaggio con la macchina.
Sa bene, però, che anche
questo è un dono. E spera che il Signore le
conceda tante grazie, per vivere la sua chiamata
con sempre maggiore amore e generosità.
Due preghiere
particolari sono sempre nel suo cuore: «per
tutti i Fratelli e Sorelle d'ideale», e le
necessità dell'Associazione; e, in particolare,
per il CVS di Taranto, il Centro che ha visto
nascere - insieme alla cara Itala Ferrero.
La salute cede un po'
alla volta. Ma la sapienza del Vangelo e di
Maria, e le linee direttive di Mons. Novarese,
che sente tanto vicini e solleciti per il bene
della sua anima, le danno forza e serenità.
...E, in fondo, gioia.
Muore il 18 novembre
1998, a 67 anni.
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