|
Tina Aceti Fiorani
Dai sempre il
meglio...!
Il resto verrà da sé.
Tina è nata a Cologno
nel bergamasco, il 27 agosto 1935.
Le tremende prove della
sua vita, che la avrebbero umanamente annientata
se non avesse avuto come dono la fede, l'hanno
invece fatta crescere «nella consapevolezza che
solo la sofferenza riesce a purificare a fondo
l'anima».
Sin da piccola ha
conosciuto stenti e fatiche: i problemi
economici, la morte del padre, il trasferimento
a Cameri (Novara) e qualunque lavoro (dalla
mondina all'inserviente di ospedale), pur di
sopravvivere.
Un po' di serenità era
venuta con l’impiego come operaia tessile, con
il matrimonio con Giovanni, e con la nascita di
Francesca e Mario. Ma, nel giro di pochi anni,
la malattia e la morte glieli hanno strappati
tutti e tre.
Alla sofferenza morale
si aggiunse quella fisica, nella forma di una
malattia subdola, la policitemia vera. ... Ma si
è fatta forza. Si era detta che doveva dare agli
altri quello che non aveva e non trovava in se
stessa.
Cominciò così a mettere
a frutto quei talenti che Dio le aveva donato:
soffrì con il fratello che non aveva lavoro, non
aveva salute, era in carcere, con chi piangeva,
con chi era solo o senza pane, o senza casa.
...E che cosa dire
dell'esperienza con il CVS, se non che è stato
il luogo dell'apostolato più fecondo e ricco di
grazie?
Ricordava con commozione
le settimane passate a Re per gli Esercizi
spirituali, nel servizio agli ammalati e,
proprio lì, l'incontro con Silvano, che è
diventato poi suo compagno di apostolato, e suo
amato, secondo marito. Era il 7 dicembre del
1987. Cominciava una seconda vita, un
costruttivo cammino a due: il braccio e la
mente.
E vedeva i benefici che
ne riceveva tutto il CVS diocesano (i volontari,
gli adolescenti, i giovani, il gruppo attivo...)
ma anche più in generale la parrocchia, in
particolare nelle sue membra più deboli:
tossicodipendenti, alcolizzati, anziani,
disadattati...
Sì, bisogna solo avere
coraggio e tenacia.
E «dare sempre il
meglio: il resto viene da sé».
Muore il primo novembre
2001, per l'aggravarsi della policitemia in
leucemia.
|