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Mons. Luigi Novarese:
il fondatore dell'opera
Nacque a Casale Monferrato, in Piemonte, il
29 luglio 1914, ultimo di nove figli. Il padre
morì quando Luigi aveva appena nove mesi. Così
la giovane mamma Teresa, appena trentenne, si
dovette occupare da sola della numerosa
famiglia.
Sperimentò personalmente la sofferenza. All'età
di nove anni, gli venne diagnosticata una coxite
destra, per cui gli venne applicato un
apparecchio gessato per tenere dritte le gambe.
Iniziò così il continuo pellegrinaggio da un
ospedale all'altro, ma senza risultato. In quel
periodo sperimentò sulla sua pelle quali fossero
le gravi condizioni in cui si trovavano
solitamente gli ammalati.
La cosa che più lo faceva soffrire era
sentire i malati bestemmiare, a volte perché non
assistiti dal personale. Allora, con notevoli
sforzi cercava di aiutarli lui stesso, per
evitare che bestemmiassero ancora di più.
Il 17 maggio 1931, uscì dall'ospedale
completamente guarito, dopo una novena con i
ragazzi di Valdocco. Tornato a casa il suo
pensiero fu, come promesso alla Madonna, di
dedicare la sua vita agli ammalati. Continuò gli
studi per conseguire la licenza liceale e
iscriversi alla facoltà di medicina a Torino ma,
alla morte della mamma, nel 1935, decise di
farsi sacerdote e di servire gli ammalati dal
punti di vista spirituale.
Proseguì gli studi a Roma, presso l'Almo
Collegio Capranica. Venne ordinato sacerdote il
17 dicembre 1938, nella Basilica di San Giovanni
in Laterano. Nel 1941 fu assunto presso la
Segreteria di Stato e vi rimase fino al 1970,
quando fu distaccato per seguire esclusivamente
l'Assistenza Religiosa Ospedaliera d'Italia, di
cui ricevette incarico dal 1962.
Per la sua esperienza di malattia e di
sanatorio, volle dedicare la sua vita a un nuovo
apostolato: "la promozione integrale della
persona sofferente". Suo scopo era valorizzare,
recuperare la persona ammalata "integralmente",
partendo dalla sua anima e proseguendo in ogni
ambito della sua vita: il corpo, il lavoro, gli
affetti, ecc.
Mons. Luigi Novarese, con Sorella Elvira
Psorulla, alla quale chiese di collaborare in
questo suo nuovo apostolato, diede vita alle
fondazioni che, a diverso livello, si propongono
il sostegno spirituale, umano e materiale delle
persone sofferenti:
- la Lega Sacerdotale Mariana (1943),
- il Centro Volontari della Sofferenza (1947),
- i Silenziosi Operai della Croce (1950),
- i Fratelli degli Ammalati (1952).
Dal 9 al 15 settembre 1952 tenne, ad Oropa (BI),
il primo corso di esercizi spirituali al primo
gruppo di Silenziosi Operai della Croce
provenienti da diverse parti d'Italia. Fu in
quella occasione che si pensò di costruire una
casa per ospitare ammalati e handicappati che
desiderano vivere annualmente l'esperienza degli
esercizi spirituali. La prima di queste casa è
stata costruita a Re (VB), e venne dedicata al
"Cuore Immacolato di Maria".
Volendo fare di più per gli ammalati, Mons.
Novarese pensò a dei laboratori che
permettessero l'inserimento dei disabili nel
mondo lavorativo e l'indipendenza economica
dalle loro famiglie. Questo avveniva nel 1954
dopo un fatto miracoloso che coinvolse un membro
della comunità. È doveroso ricordare che in
quegli anni nessuno si occupava ancora degli
handicappati.
Qualche anno dopo, nel 1957, la prima
Comunità di Silenziosi Operai della Croce entrò
in quella che diverrà la "Casa Madre"
dell'associazione, presso il Santuario di
Valleluogo in Ariano Irpino (AV). Le opere
continuarono a crescere. Ma Mons. Luigi Novarese
aveva iniziato a pensare oltre i confini
italiani, sognando quella che definiva "l'unione
mondiale degli ammalati".
Mons. Novarese terminò la sua vita terrena il
20 luglio 1984, nella casa appena aperta a Rocca
Priora (RM) dove voleva stabilire il luogo di
formazione per coloro che desiderano entrare a
far parte dei Silenziosi Operai della Croce. La
sua opera è ora continuata dai Silenziosi Operai
della Croce che dirigono e coordinano
l'apostolato che si svolge a livello locale in
Italia e in alcune altre nazioni. |