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L'attività del
CVS:
Servizio nella Chiesa: l'autoevangelizzazione.
Un primo momento che
vede il CVS particolarmente attivo nella Chiesa
conduce ogni aderente ad un’accettazione non
passiva della propria situazione di vita.
La prima attività del
Volontario della Sofferenza è quindi quella di
accettare la propria vita compiendo in se stesso
una sorta di auto-evangelizzazione.
Il segreto e la forza di
questo cammino che compiono gli aderenti al CVS
si trova nella comunione con Cristo, crocifisso
e risorto, sorgente di valore, di vita e di
speranza.
Mons. Luigi Novarese
così esprimeva questo concetto: il Volontario
della Sofferenza deve operare in sé «una piena
adesione della volontà, per una coraggiosa
accettazione della propria vita, senza
rassegnarsi al male ed alla debolezza, senza
fuggire o nascondere la propria situazione di
sofferenza, crescendo nel bene e sradicando da
sé il male».
Questa "evangelizzazione
di se stesso" trova chiara espressione nel nome
della associazione (Centro Volontari della
Sofferenza), che vuole esprimere appunto "la
piena adesione della volontà".
Si tratta, potremmo
dire, di "volere vivere la propria vita",
desiderandola in pienezza ed operando per
sottrarla al "non senso" del male e della morte.
E' questo un momento
determinante della persona, che vede la propria
vita passare dal rifiuto della sofferenza, con
la conseguente negativa rassegnazione, ad una
accettazione consapevole e piena.
Accettazione che a sua
volta porta a vivere nella gioia la propria vita
di persona e di cristiano: chiaro esempio di
"testimonianza credibile" che colpisce in modo
positivo chiunque incontra sul proprio cammino.
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