La mia grande famiglia
E così, a una settimana dalla mia partenza, siamo arrivati ai saluti…
Ormai dovrei esserne abituata, dovrebbe essere come una routine, ma non è così.
Così mi ritrovo ad emozionarmi, cercando di non farlo vedere, quando dico: “a presto”, “ci vediamo a gennaio”, “ti scriverò”, ecc.
Inevitabilmente la felicità per questo mio ritorno in Cameroun, l’entusiasmo per i visi che riabbraccerò; si mescolano con la percezione sempre più forte di lasciare un pezzo di me qui, assieme a chi impaziente attende il mio ritorno, a chi mi lascia partire con un sorriso ma con nel cuore la malinconia, e anche un po’ di preoccupazione… anzi diciamo anche tanta preoccupazione!!!
La soluzione per non perdersi in questo groviglio di emozioni e sentimenti contrastanti è tenersi legati a chi lasci con lo stesso filo che ti lega a chi raggiungerai, come la foglia che si proietta verso il celo ma che attraverso il tronco non abbandona mai le sue radici, che fanno parte della forza e della vita della foglia stessa.
Così riuscire a portare con me ogni persona che, in un modo o nell’altro, fa parte della mia vita qui in Italia, e nutrirmi delle emozioni che mi danno per farne la forza nei rapporti che tesserò altrove.
Alla fine non ci sarà mai nessun addio e farò di ogni nuovo incontro, di ogni persona che lascerò o che lascerà la mia vita, di ogni persona che ne sarà parte importante e costante, o solo un satellite, di ogni sguardo che incrocerò o di ogni mano che stringerò, di tutti farò la mia famiglia..
Così i saluti saranno meno difficili…
daniela