istantanee
E mi ritrovo davanti alla tastiera che non mi sembra di averla mai lasciata!
Sette giorni passati come se fosse stato solo uno, ma molto intenso e pieno.
Sto cercando di fare mente locale delle situazioni vissute e nella mia mente si materializzano delle scene come foto istantanee, e il mio cuore sussulta ad ogni scatto.
Vedo gli occhi stanchi di malattia e di lavoro di una persona a me molto vicina, ma vedo anche la sua forza nel suo sorriso, per continuare comunque ogni giorno la sua vita … i suoi occhi e le sue parole mi trasmettono forza e la sua presenza nella mia vita è parte di quella linfa che mi fa crescere ogni giorno … e anche se il suo mondo e il mio sono comunque diversi
abbiamo trovato un punto d’incontro e di scambio che ci permette di far parte una della vita dell’altra …
Vedo i colori dei palloncini lanciati in aria dai piccoli sordini, vedo i loro sorrisi e penso che in fondo basta poco, e spero di non dimenticarmelo mai!
Vedo il sorriso immenso di Guytia, la piccola ranocchia, ha cinque anni e sta crescendo un po’ più lentamente degli altri e con più difficoltà. E’ tornato in fondazione da solo una settimana, ma sembra già un altro bimbo … e spero che un giorno da quel sorriso nascano tante parole, le stiamo aspettando tutti.
E poi si ferma l’immagine sulle dita consumate di Meibi, ha undici anni ma il suo corpicino ne dimostra cinque; è nel suo mondo da quando è nata, è nel suo mondo e soffre, si mette due dita in bocca per calmarsi e le ha consumate. Meibi è autistica e malnutrita … Meibi è nel suo mondo e soffre e io mi
chiedo se un giorno là potrà esserci spazio anche per un sorriso.
Cambia la foto e vedo me e Tchouto che ci riprendiamo mentre facciamo le faccie buffe e le linguacce … ci divertiamo e in più a lei serve per migliorare il linguaggio … ridiamo di noi e per un po’ siamo solo io e lei in volo …
E tra le mie preferite c’è anche l’immagine di quando sulla mia faccia, e su quelle di chi mi sta davanti, scoppia una risata dopo che tento e ritento di ricordarmi le parole per costruire una frase, anche cortissima, in foufouldè ( dialetto locale) … e poi mi dico che me le devo scrivere, ma oramai non ci crede più nessuno, perché lo dico da sempre e non lo faccio mai!!!
Ma la foto più importante è quella che più mi emoziona, e che ho deciso per ora, di non scattare davvero perché mi sembra di rompere un incantesimo. Pauline, la piccola che avevamo portato all’ospedale, cresce a vista d’occhio ogni giorno di più, questa settimana poi, giuro sembra si sia mangiata un elefante da quanto ha preso peso. Ride, gioca e vive … la guardo, la stringo e il mio cuore si riempie di grandezza …
Una canzone mi risuona nella testa tutte le volte che incrocio i suoi occhi, osservandola stando in disparte, quasi con la paura di scoprire che è solo un’illusione : “ … perché sei un’essere speciale, ed io avrò cura di te …”
Vedo questo e molto altro … tante foto che non posso scattare che per me stessa, ma che costruiscono un grande album nella mia anima.
daniela
