…e siamo a tre!!!
5 ottobre 2008
Ricordo che una volta mi è stato detto che quando un bambino muore nasce una nuova stella in cielo … non ricordo chi me lo ha detto, e sinceramente non gli ho dato mai importanza, ma durante le ultime sere, in cui il cielo sembra un prato di piccole luci, questa frase mi è tornata alla mente.
Ho quell’immagine impressa dentro che mi tormenta da martedì …
Un piccolo della riabilitazione non ce l’ha fatta, era qui da due settimane a causa di una lesione alla colonna vertebrale, soffriva molto e come se non bastasse aveva una tosse fortissima che non lo lasciava mai e dolori ovunque.
Martedì mattina era peggiorato davvero tanto così è stato portato all’ospedale di corsa, lì hanno provato di tutto ma la morte ha avuto la meglio questa volta.
La cosa più incredibile è che lui la sentiva … diceva che stava per morire … quando me lo hanno raccontato ho avuto i brividi.
Lo hanno riportato poi qui in fondazione per prepararlo e portarlo al suo villaggio.
E’ stato avvolto in un lenzuolo con le mani sul viso, poi coperto da una nat (stuoia) e caricato in macchina.
Rivedo quel lenzuolo molto spesso nella mia testa e mi si stringe lo stomaco … non è la prima volta che vedo la morte prendersi qualcuno ma, in fondo, quando tocca un bimbo non puoi fare a meno di chiederti ancora una volta perché.
Quando sono arrivati al suo villaggio nessuno sapeva ancora niente, c’era l’altra moglie di suo padre che si è messa subito a gridare, poi è arrivato il nonno che ha messo a tacere tutti dicendo che il bimbo sarebbe stato sepolto nel suo sarè e non in quello dei genitori.
Questo perché a quanto sembra è stata colpa dell’altra donna che lo ha spinto ed è caduto, da allora non ha più camminato, e non è mai stato più lui.
E qui ti viene da pensare che alla fine la “fortuna geografica” conta molto …
Ma questa settimana non è stata solo morte … c’è stata tanta vita, tanta festa, e tutta la tristezza scivola via … scivola via nei sorrisi contenta dei piccoli mussulmani che, vestiti a nuovo, martedì scorrazzavano per la fondazione gioiosi per la festa del ramadan.
Scivola via nei canti e nei balli della messa per l’anniversario della missione giovedì, nelle urla dei bimbi durante i giochi e i balli del pomeriggio. 
C’era tanta confusione, ma loro si sono divertiti un mondo e io con loro … alla fine, la prima cosa che si impara qui, è che basta poco: un po’ di colore sulla faccia, una bandiera e via che l’anima prende il volo.
E la tristezza è scivolata via nella fantastica classe ”speciale” dove ogni giorno è una sorpresa, dove si fatica un sacco, dove ci capisci poco, ma dove basta un piccolo successo, anche solo per un secondo e dici: uau!!!!!
Non so se riuscirò o come farò a gestire tutto questo, ma so che mi darà tanto e che sicuramente cresceremo assieme …
In fondo siamo tutti un po’ “speciali” …
daniela