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piccolo fiore

Domenica, 7 Dicembre 2008

 

Finalmente ce l’ho fatta … il piccolo fiore continua a crescere felice e io ho trovato il coraggio di immortalarlo in tutto il suo splendore!Sembra un piccolo miracolo, o forse lo è davvero, ma quello che è importante è che la piccola Pauline è sempre con noi ogni giorno più forte, e più sorridente e quindi la paura svanisce in ogni suo sguardo contento.

 

                                                                                                                     daniela

 

festeggiare la speranza

Domenica, 7 Dicembre 2008

Così eccoci qui, sono già passati tre mesi e fra poco si torna a casa per un piccolo periodo …

Questa settimana è stata letteralmente teatrale!!!!

È si: abbiamo cominciato le prove della recita degli handy, così scuola fino alle dieci e poi prove, prove e prove … l’inizio è stato un po’ confusionario, ma alla fine stiamo trovando un capo e una coda, e tra le risate a crepapelle e i canti sembra che anche quest’anno daremo spettacolo … e che spettacolo, ve lo assicuro!!!

Sinceramente il fatto che sia Natale non lo sento molto, manca ogni elemento che da tradizione te ne fa respirare lo spirito, ma alla fine caldo o freddo, neve o armatan, pandoro o bul … l’importante è che si festeggi, si canti e si onori questo grande mistero d’amore.

Io ho tutto un mio pensiero e un mio modo di credere in questo “mistero”, e non voglio ne pretendo che lo si condivida, ma so che in quel giorno, dal quel ventre , è nata una speranza …

Quella speranza che ci fa credere che l’amore può tutto … ed è una speranza che va aldilà di tutto, aldilà di ogni credo e religione, aldilà di ogni pratica o tradizione, aldilà di ogni colore o lingua …

Così in quel giorno io, nel mio piccolo, festeggerò questa speranza …

Quella stessa speranza che si respira vedendo un piccolo portato dal suo papà in fondazione, perché viva …

Che si vede negli occhi di chi crede in quello che fai più di te, e che ti sostiene con le sue parole sagge …

Quella speranza che sboccia in quella bimba che cresce ogni giorno, mangia e sorride, ignara che ha perso da poco una sorella perché non ha avuto la fortuna di mangiare abbastanza …

Ed è la stessa che hai nel cuore quando vedi soffrire qualcuno a cui vuoi bene, e lo vedi che si adagia nel suo dolore e non vuole reagire … quella speranza che diventa forza e rabbia … e che a quanto pare funziona anche!!!!

È Natale fra due settimane e anche qui si comincia con i preparativi … festoni, regali, pranzo …

Tutto fatto in modo discreto e essenziale, ma nella speranza che festeggiare la vita, gridando a gran voce, sia un modo per farle ritrovare la sua dignità e la sua importanza anche qui …

 

                                                                                                                             daniela

 

…l’augurio…

Martedì, 2 Dicembre 2008

“ Fai buon viaggio …” è la frase che mi risuona in testa se penso alla settimana che è appena passata.

Queste sono le parole che ho sussurrato al piccolo Mamai mentre lo accarezzavo per l’ultima volta …  perché il mio cuore non può e non vuole concepire la vita con un inizio e una fine, la vita è un continuo moto, un viaggio eterno …

Un viaggio nel quale ti ritrovi su questa terra cercando il tuo scopo e la tua strada …

Un viaggio in cui gli incontri sono all’ordine del giorno, persone che staranno con te per tutto il tempo o che ti sfioreranno soltanto, persone che amerai e che odierai, persone che ti aiuteranno o che ti ostacoleranno, ma ognuna ti lascerà qualcosa e arricchirà così il tuo viaggio … qualcuno si porterà via un pezzo di te per tenerselo stretto o per gettarlo, ma comunque sarà uno scambio.

Mamai ha fatto parte della mia vita e io della sua per poco ma c’è stato uno scambio che in me ha lasciato tanto tanto amore e forza … spero che almeno un poco i miei sorrisi e i miei baci per lui un po’ lo accompagneranno …

E anche la sorpresa sabato di rivedere due visi fantastici : Fanta e la sua piccola Loumle, vivevano qui l’anno scorso e io le adoro … ci univa un affetto fatto più di sguardi che di parole, e con la piccola giocavamo un sacco: correvamo e ridevamo fino a sederci sfinite ridendo come matte … sono quelle presenze che seppur per poco ti donano tutto …

Così fanno parte fondamentale del tuo viaggio quelle persone cha non sai per quanto saranno nella tua vita, ma che ora ti sono così vicine che il tuo sangue sembra mescolarsi con il loro, in un sentimento così profondo che va aldilà di tutto. Ogni scambio di idee, ogni visione differente o uguale, ogni abbraccio e ogni minuto sai che è come un tesoro grandissimo e che sarà per te fonte di grande arricchimento.

Ma anche quegli incontri fortuiti, sguardi incrociati sul car o per strada … sono solo piccoli frammenti ma che ogni qualvolta vorrai potrai ripescarli tra i ricordi, e faranno parte del tuo viaggio sempre.

“Fai buon viaggio “ e anche l’augurio che ti fai quando parti per un finesettimana con le tue compagne di avventura … che poi come augurio non funziona per niente se due di loro mangiano del pesce non proprio buonissimo … e qui soprassiederei … ma tutto sommato ho dei bei ricordi!!!!

Anche la scuola speciale è proprio un bel viaggio, così contorto e duro ma così profondamente ricco di sorprese e soddisfazioni, come se per ogni galleria buia ci sia alla fine una luce calda che ti invita a continuare per quella strada; e la gioia è grande quando cominciano a riconoscere i colori e a contare fino a cinque …

Poi ci sono le persone fisicamente lontane da te, amici e parenti, che ami e che sono la tua famiglia, alle quali dedichi un pensiero ogni giorno e senza le quali il tuo viaggio ora non avrebbe senso … e così c’è anche chi sta come te in un posto lontano da casa, le conosci da poco ma  ti possono capire perfettamente perché stanno vivendo un viaggio simile al tuo, e le loro parole ti donano tanta forza per non mollare mai.

Questo viaggio spero non finisca proprio mai … e che continui ininterrottamente a darmi sorprese,fatiche, ostacoli e curve, tramonti e albe … frenate e accelerate fino a perdere il fiato …

“ fai buon viaggio” è l’augurio che con il cuore do’ a chiunque lo sta facendo accanto a me …

 

                                                                                                                            daniela

…scorrere…

Domenica, 23 Novembre 2008

Sedia a dondolo fuori dal boukaro…tre ragazzini come guardie del corpo che fissano lo schermo del coputer come se fosse la televisione e una musichetta di sottofondo…

L’aria è meno calda ora, l’armatan comincia soffiare più forte.

I giorni scorrono come l’acqua di un fiume, e quasi non ti rendi conto di ogni goccia che ti passa tra le dita…

Sono tante, diverse e poterle descrivere diventa ogni volta più complicato perché più passa il tempo e più fanno parte di te, del tuo profondo, di quel tuo essere che non trova migliore spiegazione se non il tuo vivere stesso.

Forse è un concetto complicato ma è proprio così…

Ogni giorno ti alzi e metti la tua mano nel fiume, la bagni e senti scorrere tra le tue dita il sorriso di ogni viso che incrocerai… come quello di Likamata, un piccolo che ha fatto il suo ritorno al sarè  e che sei andata a trovare per  vedere come se la passa in quella sua nuova vita.

Lo vedi sorridere ed è come se quelle gocce danzassero con le tue dita un canto di gioia…

Lo stesso canto che senti nella tua testa al tuo ritorno in moto verso casa, quanto il cielo comincia a colorarsi di notte e guardi la scena da fuori e ti vedi su questo trabicolo dietro all’assistente sociale, che è un’omone gigantesco, che porta una buffa maschera contro la polvere, e un gallina a testa in giu sul manubrio…ti guardi da fuori e quell’acqua ti fa sorridere…

E tra le mani ti accarezza dolce il tepore di un piccolo corpicino attaccato alla tua schiena, che dorme e respira assieme a te…cammini e pensi che un giorno forse anche tu proverai il grande mistero della vita…

Lo stesso tepore che prova il tuo cuore mentre a ricreazione Tchouto ti si avvicina barcollante e  ti si accoccola tra le braccia.

….ti accarezza il viso con fatica perché le sue manine no gli permettono movimenti normali…

Sei li e per un’attimo ti dimentichi di tutto, e così capisci che l’amore ha la forma di quelle mani e la dolcezza del suo sguardo di bimba.

Poi l’acqua si fa più impetuosa e la tua mano ha un sussulto…fai fatica a controllare la corrente quando ti scontri con il vestitino sudicio, strappato e incrostato di vecchi escrementi di una bimba che viene alla tua scuola…come non controlli la corrente quando chi ti vuole bene e sta a casa, ti butta addosso tutta la sofferenza della tua lontananza, e ti senti schiacciare il cuore da quelle gocce amare…

Ma poi torna la quiete e le dita ricominciano a danzare assieme alla corsa dei bimbi del sarè, che appena ti vedono di saltano addosso…o assieme alle risate la sera con le tue compagne di avventura, che fanno parte oramai della tua vita con la stessa importanza di chi lo è da quando sei nato, perché con loro provi  e condividi le gioie e dolori di ogni giorno…

Così stasera, su questa sedia a dondolo… e con i ragazzini che aumentano di numero ad ogni parola che scrivo…pensi che quell’acqua che ti scorre tra le dita e più preziosa di ogni tesoro… e anche se non potrai mai afferrarla, potrai sempre danzare e giocare con lei, placare la tua sete e rinfrescare la tua anima…

E anche se la sua corrente certe volte e tanto forte da schiacciarti, riuscirai a nutrirti anche di quella forza, sicuro che prima o poi tornerà la calma e la dolcezza del suo scorrere eterno…

                                                                                                                                  daniela

…è già mercoledì…

Mercoledì, 19 Novembre 2008

E siamo già a mercoledì e io sto qua ancora a pensare alla settimana scorsa … non è diventata un’ossessione, è che sta diventando ormai complicato raccontare ogni cosa, anche per il semplice fatto che le cose si moltiplicano e si accumulano e tu ti ritrovi a faticar a trovare un pensiero che esprimi logicamente certe cose.

Provo…

Allora pensano alla scuola mi viene in mente un album da disegno e quella sensazione strana mista a paura ed entusiasmo quando incominci a tracciare le prime linee: la sindrome da foglio bianco. Ogni giorno è così perché anche se ti basi sul disegno fatto prima, sulle emozioni provate, sui risultati raggiunti e su quelli più difficili da perseguire, è sempre un reinventare e ricostruire a nuovo… e la difficoltà sta nel far si che le idee che ti vengano siano davvero utili al fine e non muoiano lì…ed è difficile soprattutto per i vari casi da manuale che si trovano concentrati nell’aula…e io quel manuale lo sto prendendo in mano giustappunto ora…sperema…

Poi c’è il quaderno di scuola di Dawa dove ad ogni pagina mi si apre tutto un mondo… e anche se a volte mi fa impazzire di rabbia perché si mette a far una confusione mai vista o non gli va proprio di lavorare, so che poi sorriderò e riderò…alla fine ad ogni passo in più che fa è come se mi portasse avanti con lui!

Questa settimana però è arrivato un nuovo bimbo: si chiama Israel ed è come si dice: un caso!

Ha undici anni ma fa i discorsi come uno di quattro, non scrive ne legge, conosce le lettere e i numeri in maniera confusionaria e non tutti e non li riconosce, non disegna e ha problemi di organizzazione spazio-temporale…questo e altro… e oltretutto è davvero davvero viziato!!!

Quindi il mio pensiero va spesso e volentieri verso un muro da prendere a testate…ma poi quel muro so che si romperà perché la mia testa è troppo dura…e quindi la vinceremo in qualche modo questa lotta!

La lotta che inizia quando mi sveglio al mattino (sempre prima delle sei)con gli urli dei vari sordi del sarè, che sbrigano le varie faccende prima della scuola e penso: voglio dormireeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee…

Ma alla fine ti alzi, guardi fuori, e dopo esserti resa conto che si sveglia ti accorgi che tutte quelle faccette sorridenti, un po’ furbe , sono il miglior buongiorno che mai potresti ricevere…poi alla sera li maledici un po’ quando cominciano a starti addosso chiedendoti un sacco di cose, e prendendoti in giro per ogni qualsivoglia minimo movimento diverso che fai…caspita sono sordi ma la vista è fantastica: non puoi fare assolutissimamente niente senza che loro se ne accorgano, neanche quando pensi di essere da sola…qualche volta è quasi inquietante!eh!eh!

Come è inquietante la velocità con la quale si parlano tra di loro nel linguaggio dei segni…è pauroso!

Ho fatto vedere il cartone animato di pinocchio al gruppo di teatro e hanno passato tutto il tempo a gesticolare in un modo incredibile…mi girava la testa alla fine.

Poi arriva la sera, e come ogni giorno la stanchezza è davvero tanta e il tuo corpo chiede pietà…ti fermi un’attimo ma la tua testa no,  e continua a macinare pensieri e immagini, rielaborare e inventare, sussultare e gioire…come se fosse tutto un’eterno movimento…

E l’immagine nella quale ogni pensiero converge e trova voce è un grande sole … è faticoso camminare quando batte forte e ti sfinisce, ma è poi lo stesso sole che ti illumina la strada e ti scalda quando tira il vento…

                                                                                                                                     daniela