Home Chi siamo Fotogallery Scrivici Sostienici Notizie da Mouda C.V.S. Admin

Archivi per la categoria ‘dentro il cuore’

…perchè l’amore basta all’amore…

Domenica, 5 Ottobre 2008
 
” L’amore non dà nulla se non se stesso,
e non prende che da se stesso.
L’amore non possiede,
é non può essere posseduto.
Perché l’amore basta all’amore. “

KAHILIL GIBRAM

 

 

rinascere…perchè no?!

Domenica, 28 Settembre 2008

Pauline è una piccola bimba di otto mesi e ora pesa tre chili … Pauline è malata, è sieropositiva … Pauline è una orfana sieropositiva … certe volte ti viene da pensare che se c’è un destino, se esiste un disegno per ognuno di noi, bè, certe volte è proprio crudele. Ti viene da pensare che si combatte contro qualcosa di troppo grande, qualcosa che vincerà sempre … ti viene il pensiero : “prenditela, non ci può stare tanta sofferenza in corpo così piccolo … e poi perché?”

Ma è lì che la stessa piccola vita ti confida il segreto più grande,ti suggerisce il suo destino e ti mostra il suo disegno. Con i suoi tre chili, con alle spalle mesi di malattia, nonostante tutto attaccata alla flebo in una piccola stanzetta d’ospedale lei lotta.

Lo vedi nei suoi occhi grandi e infossati, nelle sue piccole manine disidratate che toccano che stringono, vuole la vita e non la lascia andare e sembra che ti gridi in faccia quanto sia patetica la tua tristezza, la tua  codardia nel pensare che è tutto finito.

E te la vedi rinascere, ora per ora, giorno per giorno … sta vincendo la sua battaglia, e se vincerà la guerra non lo sappiamo ancora ma lei c’è, qua, ora …

La guardi e gridi a te stessa, per te stessa, per lei e per tutti gli altri … PERCHE’ NO?!

                                                                                                                                                daniela

…UN PASSO…

Mercoledì, 17 Settembre 2008

UN PASSO,

UN PASSO ANCORA …

UN ALTRO PASSO COSì,

SFIORANDO LA NUDA TERRA,

CON QUESTI MIEI NUDI PIEDI.

 

UN PASSO,

UN PASSO ANCORA …

E SENTO ME SU QUESTA TERRA,

E SENTO QUESTA TERRA SU ME.

 

UN PASSO,

UN PASSO ANCORA …

E LE SENSAZIONI TROVANO NUOVA FORMA,

E LE  IMMAGINI RITROVANO LUCE.

 

UN PASSO,

UN PASSO ANCORA …

SFIORANDO LA NUDA TERRA,

CON QUESTI MIEI NUDI PIEDI,

UN ALTRO PASSO COSì!

La mia grande famiglia

Sabato, 23 Agosto 2008

E così, a una settimana dalla mia partenza, siamo arrivati ai saluti…

 

Ormai dovrei esserne abituata, dovrebbe essere come una routine, ma non è così.

Così mi ritrovo ad emozionarmi, cercando di non farlo vedere, quando dico:  “a presto”, “ci vediamo a gennaio”, “ti scriverò”, ecc.

 

Inevitabilmente la felicità per questo mio ritorno in Cameroun, l’entusiasmo per i visi che riabbraccerò; si mescolano con la percezione sempre più forte di lasciare un pezzo di me qui, assieme  a chi impaziente attende il mio ritorno, a chi mi lascia partire con un sorriso ma con nel cuore la malinconia, e anche un po’ di preoccupazione… anzi diciamo anche tanta preoccupazione!!!

 

La soluzione per non perdersi in questo groviglio di emozioni e sentimenti contrastanti è tenersi legati a chi lasci con lo stesso filo che ti lega a chi raggiungerai, come la foglia che si proietta verso il celo ma che attraverso il tronco non abbandona mai le sue radici, che fanno parte della forza e della vita della foglia stessa.

 

Così riuscire a portare  con me ogni persona che, in un modo o nell’altro, fa parte della mia vita qui in Italia, e  nutrirmi  delle emozioni che mi danno per farne  la forza  nei rapporti che tesserò altrove.

 

Alla fine non ci sarà mai nessun addio e farò di ogni nuovo incontro, di ogni persona che lascerò o che lascerà la mia vita, di ogni persona che ne sarà parte importante e costante, o solo un satellite, di ogni sguardo che incrocerò o di ogni mano che stringerò, di tutti farò la mia famiglia..

 

Così i saluti saranno meno difficili…

 

daniela

 

 

 

Come crescono le ali

Mercoledì, 6 Agosto 2008

Mouda, novembre 2006

  

La storia che vorrei raccontarvi…non inizia con “c’era una volta ” , perché c’è ancora, e non finirà con “tutti vissero felici e contenti ”, perché non è ancora finita…è iniziata tre anni fa, quando fece capolino su questo mondo un bimbo…era come tutti gli altri, e nel suo piccolo cuoricino per tutto il viaggio che fece per arrivare a noi, si chiedeva entusiasta dove sarebbe capitato, come fosse davvero quella terra di cui tutti parlavano.

 Una volta arrivato era esausto, per l’ultimo tratto di strada aveva dovuto fare tanti sforzi, a quanto pare l’ingresso al mondo era un poco difficoltoso!!!

Appena aprì gli occhi gli venne da piangere, ma lui non sapeva ancora cosa voleva dire piangere, sentì solo delle calde gocce d’acqua che gli rigavano il viso e una strana aria gli entrava dentro…quando si abituò a tutto questo smise e cominciò guardarsi attorno.

 Era strano questo mondo,faceva davvero tanto caldo,attorno a lui c’erano dei giganti,alcuni sorridevano,tante voci,confusione,non capiva molto ma tra tutte quelle voci ne  riconobbe una: l’aveva sentita per tutto il viaggio e gli era sembrata così dolce che vedere finalmente da chi provenisse gli sembrava così bello.

Era la voce di uno di quei giganti, guardò il suo viso e pensò che probabilmente niente al mondo sarebbe stato così dolce, caldo, bello…gli si attaccò forte e avrebbe voluto non staccarsi mai…

 Era stanco; ad un certo punto dal suo pancino sentì una cosa strana, come un rumore,e pensò che aveva bisogno di riempirlo e forse quel rumore se  ne sarebbe andato…col tempo purtroppo imparò che quel rumore si chiamava fame.

Quel dolce gigante buono gli fece un sorriso e gli avvicinò alla bocca una cosa strana che aveva attaccato sopra la pancia e con gioia il bambino scoprì che da quel strano sacchettino usciva un liquido caldo e buono…ma non era tanto, infatti finì presto, prima che sparisse del tutto quel rumore.

Si sentiva strano e anche un po’ arrabbiato e quelle strane gocce calde iniziarono a scendere copiose di nuovo dai suoi occhietti; il gigante buono lo strinse forte a sé, così  una parola prima mai conosciuta si era come materializzata nella sua testa:”mamma”.

Questa parola era calda come quel gigante buono, e decise che l’avrebbe chiamato d’ora in poi così.

Il tempo passava e lui cominciò a prendere confidenza con il mondo attorno a se, ma dopo poco capì che qualcosa non andava per il verso giusto; prima di tutto quel rumore dal suo pancino non se ne  andava mai del tutto, i giganti attorno a lui facevano cose strane e molte volte si chiedeva se, quel mondo di cui tutti parlavano da dove era venuto lui, non fossero solo racconti, bugie, o forse lui aveva sbagliato uscita.

Nessuno gli aveva parlato di quel rumore oramai insopportabile, e non riusciva a capire perché mai quelle ali che tutti dicevano gli sarebbero cresciute col tempo, a lui non erano ancora uscite.

E ad un certo punto si sentì talmente triste e arrabbiato, solo e sconfitto che si convinse che aveva proprio sbagliato strada e smise di credere alle ali, smise di credere a tutto quello che gli era stato raccontato e non sorrise più, non fece più uno sforzo, non voleva neanche piangere per non sentire ancora più forte quel rumore nella pancia che oramai aveva capito che si chiamava fame.

Un giorno però lo portarono in un posto, era la prima volta che se ne andava da quel mondo che aveva sempre visto attorno a sé e si chiedeva se, magari, stesse andando finalmente sulla terra che sempre gli avevano descritto.

Ma presto si ricredette, perché in quel posto tutti i giganti intorno a lui  gli volevano far fare cose che proprio lui non voleva fare, e sorridevano mentre lui soffriva e non capiva cosa avessero tanto da esser contenti.

Il mondo non era una cosa fantastica e le ali non crescono a nessuno…le ali non esistevano…

Passava il tempo e imparò a conoscere i giganti intorno a lui e capì che in fondo non erano così malvagi… gli stavano pure facendo passare quel rumore dalla pancia…oramai quasi l’aveva dimenticato.

Un giorno sentì una cosa strana, come una spinta forte dalle sue gambe e improvvisamente si senti come più leggero… le ali.. forse erano quelle le ali… e se stessero crescendo anche a lui???

Da quel giorno non smise più di cercare, sforzarsi di mettere un piede davanti all’altro, pensava che così le ali gli sarebbero cresciute più in fretta.

Si ritrovò a sorridere e ridere di nuovo, come quando era appena arrivato al mondo, quasi se l’era dimenticato come si faceva.

Più metteva un piede davanti all’altro e più si sentiva libero e forte e un giorno decise che voleva provare da solo…voleva fare una sorpresa a quei giganti che l’avevano aiutato e raccolse tutte le sue forze e cercò di spiegare le ali… un’ immenso calore lo avvolse tutto e mise da solo, per la prima volta un piede davanti all’altro.

Pensò che probabilmente ce le aveva sempre avute ma non avevano potuto crescere perché il suo gigante mamma non aveva niente per aiutarlo!!!

Non aveva sbagliato uscita, era solo capitato in un posto un po’ più duro di quello che avevano raccontato gli altri ma, anche se non c’era tutto quello di cui aveva sempre sentito parlare, una cosa c’era ed era la più dolce che si poteva sentire…la cosa più grande,la cosa più colorata, la cosa più luminosa.. ora la conosceva anche lui e aveva un suono stupendo, era amore…che per lui faceva rima con ali.

Questa storia è anche quella di tanti altri bambini, uomini, donne  che pensano di aver sbagliato l’uscita e non riescono a spiegare le loro ali…

Sta a noi, alla nostra coscienza, aiutarli a far in modo che il mondo in cui vivono non sia per loro l’uscita sbagliata …possiamo dare loro le ali..

 

                                                                                                         Daniela