9/10 novembre 2008
Cinque e venti della mattina e la sveglia suona … con gli occhi ancora pieni di sonno raccogliamo lo zaino e le borse e ci proiettiamo verso la nostra unica salvezza, il carburante senza il quale ogni viaggio non può avere inizio: il caffè!!!!!!!!!!!!!
Destinazione Roumsiki … e anche se il caffè è camerunense, quindi come niente, ce lo facciamo bastare.
Siamo in otto, noi quattro del servizio civile, Joelle( volontaria da Aosta), due novizie in stage alla fondazione e Tantine, un’educatrice che lavora nel sarè dei più piccolini.
All’agenzia dl car a Maroua dobbiamo aspettar un po’, come sempre si parte solo quando si riempie quindi mettiti comodo e rilassati … così inizia la classica fotomania : e vai col momento gita!!!!!!!!!!
E come ogni gita che si rispetti abbiamo dato fondo allo stomaco con ogni tipo di assaggino vario, cominciando giustappunto nell’attesa di partire con il frutto della cola…una schifezza mai assaggiata prima!!!!mai più!!!
Poi si sale… la regola è la stessa: tutti vicini vicini!!!! Che certe volte ti viene da paragonare questo tipo di viaggio, dove per forza o per piacere due parole le devi fare con chi ti sta “sul” fianco, alle tratte fatte su autobus o tram in Italia dove quasi non ti accorgi che c’è qualcuno al tuo fianco…sempre se non è l’ora di punta, dove comunque il massimo che fai è insultare chi ti salta sui piedi!
Comunque…
Siamo sul car, e quindi tu pensi che ti metti tranquillo almeno per un’oretta e mezza fino a Mokolo… invece nooooooo… è no perché qui niente va mai come pensi! Appena ti rilassi il car si ferma ad un posto dove si paga il pedaggio e non riparte neanche a pregarlo … e a quel punto puoi cominciare a prendertela e a vivere la prossima ora con il nervoso, o fare la scelta migliore: metterti buono e tranquillo sul ciglio della strada e aspetti, aspetti…ti guardi intorno, due passi…così senza troppo chiedersi quando ripartirai, perché sarebbe una domanda troppo complicata e il momento è delicato!!!!
La batteria del car è a terra e quindi ne avremo veramente per un po’..il posto non lo conosciamo, ci sono delle donne che vendono bigne e qualche altra cosa, un bimbo che stava con noi sul car se la gioca con Tantine; lo guardo e sorrido: deve davvero aver caldo chiuso dentro in quel completo giacca e camicia che la mamma le ha messo per il viaggio.
Dopo un po’ capita che anche i bisogni più primordiali iniziano a farsi sentire e così tutte a far pipì, e qui funziona che entri nel primo sarè e chiedi del bagno … e a noi è andata particolarmente di lusso che era recintato con la paglia!
Ci rimettiamo sul ciglio della strada a fissare l’orizzonte e un po’ anche ad imprecare contro il car…che poi tutto d’un tratto si riaccende e quindi : “ indilla Mokolo”; arrivati a destinazione veniamo completamente assalite dai mototaxi che fanno la tratta da li fino a Roumsiki… è una discussione all’ultimo franco cfa, ma alla fine abbiamo i nostri quattro centauri e si parte.
La strada è veramente tutto un buco e quindi c’è una parte di te che in quei momenti soffre più del solito, e la polvere che ti si attacca copiosamente sulla pelle non aiuta … ma il panorama è stupendo e quindi ti basta concentrarti su quello per dimenticare tutto il resto … sempre che la tua moto e quella che ti è subito dietro non comincino a fare i garetti a chi arriva prima! Così ti risvegli dal tuo momento riflessivo bruscamente … anche perché quella parte del corpo comincia davvero a gridare aiuto!!!!
Capita anche che ti devi fermar perché una delle quattro moto non va, e quando ce la fa si fa superare pure dagli asini!
Qui è così: non sai mai quando parti, figurati se e quando arrivi; quindi, quando inizi un viaggio, metti in conto che potresti anche non arrivare alla meta.
Ma a noi è dopotutto non è andata neanche malissimo, quindi all’una e mezza scendiamo dalle moto tutte impolverate ma sane e slave!
Mando a chiamare un ragazzino di nome Gerome, che ci farà da giuda in questo finesettimana , nel villaggio e nella valle.
Qui si sente e si vede molto la mano lunga dell’occidente, grazie alla particolarità della natura è diventato un posto abbastanza turistico … ma ci vengono per lo più bianchi con i soldi e quindi c’è un hotel di lusso…pure con piscina… e altri piccoli posti dove si può dormire e mangiare…ma sono troppo da bianchi.
Noi optiamo per andare a dormire in valle, dove c’è la possibilità di dormire presso una famiglia che ti da anche la possibilità di cucinare; così ci beviamo qualcosa di fresco, birra e cocacola, mangiamo qualcosa e poi facciamo la spesa per la cena: riso, olio in un sacchetto di plastica,concentrato di pomodoro e sardina, pane, patate dolci fritte e bigne di soja, frutta e…cavolo un sacco di cose…alla fine quando si fa gita bisogna mangiare!
Poi gambe in spalla e via si scende in valle, e cammina cammina e cammina … e continua a camminare… ti guardi intorno e la tua testa comincia a farsi un viaggio tutto suo, parallelo, mille pensieri, un po’ filosofici e un po’ malinconici … e poi scorgiamo in fondo tre sarè e finalmente ci siamo!
Sono entrata oramai tante volte in un sarè, dal più povero e malconcio, al più ricco e pulito, ma comunque ogni volta mi sento sempre un po’ strana…come se violassi non so quale equilibrio nascosto…
Forse perché è in quei momentio che il mio essere bianca prende più luce… non lo so ma la cosa passa subito quasi sempre… ed è stato così perché dopo aver salutato il capofamiglia che stava lavorando il legno, mi sono diretta all’interbi dove la moglie stava macinando le arachidi contornata dai figli, e dopo un sorriso le ho dato una mano.
E’ strano come succede che, senza sapere niente uno dell’altro ci si metta fianco a fianco a lavorare senza porsi alcun tipo di problema o domanda.
Io e Tantine ci siamo occupate della cucina e poi abbiamo raggiunto le altre al fiumiciattolo per lavarci … sembrava di stare in un film classico…eh!eh!
La cena poi è stata fantastica: su di una nat fatta con un sacco di plastica, abbiamo mangiato il riso e la bul che ci hanno offerto, patate dolci fritte, sardine e frutta…pane…insomma di ogni senza ritegno..ridendo e scherzando..il tutto con le mani, illuminate da una torcia…fantastico!!!
Riordino veloce e poi Tantine ci dice che ci sono dei bimbi che stanno cantando poco più in la e la raggiungiamo…
L’immagine che mi si presenta mi ha fatto sentire il cuore in gola, e batteva al ritmo del tamtam…la luce della luna e la polvere dei piccoli piendini in movimento sembravano fare una magia che si esprimeva nei canti che si perdevano nel silenzio della valle. Seduta li guardavo e … neanche un video potrebbe restituire quell’emozione forte, quella sensazione di immenso…
E poi la notte passata a pensare che non sarebbe passata mai: in otto strette strette nel boukaro, dove i nostri corpi sono diventati uno solo dolorante… e infreddolito…
Ad un cero punto sembrava che fosse passato un sacco di tempo, ma quando abbiamo scoperto che era solo l’una Ambra ha detto: “ è l’una di notte e tutto vabene!”, e da fuori si sente: “ Beeeeeeeeeeeeee”, la capra che conferma … la risata incontenibile è stata immediata… e ha peggiorato la situazione già precaria delle nostre posizioni su quella nat!
Alle cinque poi non ce l’ho più fatta e sono uscita, il freddo sembrava essermi entrato nelle ossa… ma fuori dal sarè, nel campo di miglio oramai spoglio, stava la mamma con i suoi piccoli che si riscaldavo al fuoco e con un sorriso mi hanno accolto tra di loro.
Ma non è stata la brace a scaldarmi, ma il mostro parlare senza comprenere l’uno la lingua dell’altro, i sorrisi e le risate e il senso di casa che in quel momento ho sentito così forte.
Piano piano tutti le mie compagne di viaggio hanno fatto capolino dal boukaro e lo spettacolo di chi aveva il viso più devastato ha avuto inizio… ma come sempre l’ha vinto Rita!
Colazione veloce con biscotti e frutti avanzati, un pezzo di cioccolata e via con la scalata per tornare al villaggio.
Mentre salivo, oltre a sentire la terra e i massi sotto le mie hall star vecchie e cosumate, sentivo che quei sorrisi e quel fuoco non mi avrebbero più lasciata…
Al villaggio abbiamo fatto mercato…fino allo sfinimento tra artigianato e frutta, bignè di soya e bigne di fagioli…penso che non ne mangerò più per un po’!!!bastaaaa!!!!
Abbiamo salutato Gerome e aspettato i centauri…questa volta abbiamo fatto cambio moto e io ho preso la moto/carretta…è stato davvero un parto arrivare fino a Mokolò!
E il car che buca…come se non bastasse arrivati nei pressi di Mouda dobbiamo aspettare ancora l’altro car…aspetta aspetta e aspetta…sempre per sottostare alla regola che non sai quando parti figurati se sai quando arrivi…
Ma alla fine stanche morte siamo arrivate in fondazione…
Scottata dal sole la sera a letto ripensavo a questi due giorni sentendo ancora quel fuoco dentro…come se mi avesse seguito per ricordarmi che si può sempre sorridere, lavorare e cantare sotto le stelle, non importa chi sei e che fai, quanti soldi hai e quello che mangi…
Il giorno dopo oltre tutto questo è rimasto anche…acido lattico a volontà!!!ma questo è dato dal fatto che sono un po’ una mezza calzetta e non sono abituata a queste scarpinate!!!eh!eh!
“E’ l’una di notte e tutto vabene…beeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!!!!!”
daniela