…ricevere il sole…
Sabato, 1 Novembre 2008Una cosa che continua stupirmi di questo mondo è che il dolore e la leggerezza si mescolano come niente…
Come per dirti sempre e comunque la vita deve continuare.
Domenica mattina sono andata al villaggio fuori dalla fondazione, li abita Doudou con i suoi figli; dovevamo preparare assieme il pranzo e poi ci avrebbero ragiunti Amadou, che lavora con lei dagli handy, e Laura.
Bul con sugo di sesamo e pesce il menù…
C’era anche la sua sorella più piccol,a con un bimbo appena nato e la sua primogenita ; appena l’ho vista seduta sulla nat mi è preso un colpo, ho guardato la mia amica e ci siamo capite senza parlare.
Un piccolo scheletrino con gli occhi spenti con in mano delle arachidi, ho avuto i brividi ma me lo sono tenuto per me; ho chiesto che era succeso e mi ha detto che la bimba è malata da molto, e il padre non dava i soldi alla moglie per farle fare gli esami perché i pochi spiccioli che aveva se li beveva per le strade della città.
La bimba soffriva per l’assurdità del mondo, a soli due anni e poco più…
Siamo scese assieme al dispensario e loro gli hanno prescritto ancora chinino, ferro e la soluzione salina da mettere nell’acqua per reidratarla…
La tenevo in braccio per farla bere e mi sembrava di non avere in braccio niente da quanto era leggera, beveva ma poi vomitava e cos’ con il cibo…
Noi nel frattempo abbiamo finito di fare il pranzo e abbiamo mangiato assieme…ma il mio pensiero era nella stanza accanto da quegli occhi.
Il giorno dopo è stata portata in ospedale ma era troppo tardi…e l’altro ieri se n’è andata…
È dura e rivedo ancora di notte i suoi occhi e le sue manine, ma la vita va avanti…
Anche perché se ti fermi rischi di far restare indietro chi ancora è li con te.
Quindi con un sorriso, anche se certe volte un po’ sforzato, cominci il nuovo giorno con forza e vedi sgambettare qua e la quei bimbetti che tanto ami e ti dici che ne vale sempre la pena.
Poi c’è la scuola speciale, che oramai è diventata la mia scuola… ci vuole tanta energia, ma ne ricevi altrettanta!
Faccio ancora fatica a fare la maestra, ma alla fine non è quello l’importante… l’importante è il sorriso di Dawa davanti a una novità, lo sforzo di Pratang nel ricordarsi destra e sinistra, l’impegno di Haoua nell’iniziare a fare le operazioni e il broncio di Tchouto che fa finta di offendersi quando non arriva a fare una cosa, ma che poi scoppia in una risata se la stuzzichi un po’!!!
Alla fine ciò che piano piano impari è che se ti fermi davanti al dolore e non ti fai trasportare dalla gioia non fai altro che sprecare il tuo tempo, quindi : “ vento in faccia, alzo le braccia, pronto a ricevere il sole…pronto a ricevere il sole!” (Banda Bardò)
E il sole è li ogni mattina e tu (ovviamente dopo il caffè…camerunense quindi è un po’ pretenzioso chiamarlo caffè!) non puoi fare a meno di ricevere la sua luce e il suo calore, come non puoi fare a meno di correre con dietro un battaglione di pesti che ti vogliono fare i dispetti; come non puoi fare a meno di ridere di gusto alle frasi buffe e molte volte senza senso di Gaiwe… un handy che è qui da secoli e che di testa non è che ci siamo proprio, ma che a volte salta fuori con alcune frasi che..bisogna vederlo e sentirlo per capire!!!
Poi quando magari stai per rientrare nella tua capannella , e sei un po’ stanca, ti sbucano dal nulla le tue due “guardie del corpo”: Bada e Armand, due ragazzetti “so tutto io”, che amano sfinirti di parole e dispetti, ma che in fondo chiedono solo un po’ di attenzione, e mi diverto un sacco con loro… se non li vedo per utto il giorno mi mancano…anche se sanno essere veramente pesanti se si impegnano!!eh!eh!
Alla fine è così, il dolore si stempera di leggerezza ed è l’unica ricetta per ricevere il sole ogni giorno…
E l’unico motivo per il quale io certe volte mi trovo a sussurrare a me stessa che sempre e comunque si va avanti, un passo dopo l’altro e che ciò che i miei occhi vedono e il mio cuore vive è un grande tesoro…dolore o leggerezza che sia.
daniela