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Archive del 12 Ottobre 2008

L’IMPLOSIONE!

Domenica, 12 Ottobre 2008

12 ottobre 2008

 

Non mi sono neanche accorta ed eccoci qua a fare i conti con un’altra settimana …

Fare i conti …

Vediamo :

Uno: è il boukaro dove dormo … e per fortuna che è solo uno, se no riuscirei a fare confusione anche in un altro. Mi sto guardando intorno, mentre scrivo, e per rendere l’idea l’unica descrizione è un’implosione!!! Domani riordino obbligatorio!!!!

Due: sono gli occhi che mi hanno fissato profondi come se mi penetrassero fino all’anima, gli occhi di un piccolo sordino di quattro anni, una piccola peste che saltella qua e la picchiando e facendo dispetti ovunque; non conosce i segni e comunica col mondo così! Ma lunedì ha avuto un momento di sconforto, senza motivo si è sciolto in un pianto inconsolabile, mi si è accoccolato in ventre come un cucciolo e con gli occhi pieni di lacrime mi ha fissato dritto nell’anima. Mentre cercavo di consolarlo provavo ad interpretare quello sguardo, ma non potevo capire, solo cercare di asciugare con un po’ d’amore quelle lacrime.

Tre: sono le mie piccole handy: Awa, Tchouto e Pratang; ogni giorno a scuola guardo i loro sforzi per riuscire a pronunciare un suono, una lettera o una parola. Vedo il loro impegno a tenere in mano il pastello, fermare il foglio e disegnare un quadrato, nel tirare una pallina nella direzione giusta, nel contare.

Le guardo e non vedo ciò che in loro è disabilità, ma ciò che in loro è un pregio grandissimo : la loro voglia, la loro allegria, la loro forza infinita e i loro sorrisi così contagiosi!

Cerco di farne tesoro, questo è ciò che mi regalano ogni giorno!!!

Quattro: sono i libri che avrei da leggere, ma arrivata a sera i miei occhi non chiedono che la carezza di Morfeo.

Cinque: le dita della mano. Mano che accarezza, mano che stringe e mano che lavora. Cinque sono le dita della mano che saluta e gioca. Tante piccole mani che tese ti ricordano di quanto amore abbiamo bisogno.

Sei: è il voto che do a me stessa per questa settimana … non è modestia, ma la sufficienza è perché ci ho provato, non di più perché da “mezza calzetta” che sono ho avuto i miei momenti di “debolezza” … niente descrizioni troppo dettagliate in questa fase!!!

Sette: sono i giorni della settimana, che mi accorgo che passano solo perché devo scrivere la relazione della settimana! Passano talmente veloci e sono talmente intensi che oramai ho perso la cognizione del tempo!!!

Otto: le birre che mi piacerebbe bere in certe sere in cui guardi il cielo  e pensi: “almeno se mi ubriaco per un momento mi dimentico di quanto sono piccola e insignificante di fronte a tutto questo!!!” ma poi mi ricordo che sono allergica alla birra e quindi … rimango lì a pensare a quanto sono piccola e insignificante … e sfortunata!!! Neanche la birra mi posso bere!Eh!eh!eh!

Nove: sono le vite che vorrei per poter capirci di più, conoscere di più, respirare di più, ascoltare di più, sentire di più …

Dieci: sono le ore che probabilmente ci metterei per tradurre in francese le battute e le scene di Pinocchio per la recita dei sordoni, ma c’è chi mi darà un aiuto meno male … e dieci le vite che mi servirebbero per imparare i segni talmente bene da potergli spiegare da sola tutto il lavoro che dobbiamo fare … per fortuna che ci sono gli insegnanti della scuola,a se no sbatterei la testa contro il muro … credo almeno una decina di volte!!!eh!!eh!!

 

A conti fatti, da zero a dieci, non saprei che voto dare alla mia settimana!

Si accettano suggerimenti … io, ora, ho troppe cose per la testa per pensare a dare un voto … se non faccio un po’ d’ordine rischio di implodere come il boukaro …

Oh no! Il boukaro … me l’ero dimenticato per un’attimo!!!eh!eh!

 

daniela

Oltre il giudizio…

Domenica, 12 Ottobre 2008

Il periodo del karal è il periodo in cui i bimbi qua sono lasciati più a sé stessi.

Durante due o tre settimane, viene seminato il nuovo miglio e quindi i grandi passano tutta la giornata al campo; partono appena fa luce e tornano quando il sole va a dormire.

Se sei fortunato e sei piccolo stai comodo sulla schiena di mamma o a casa con chi si occupa di te, se te la puoi cavare da solo, e quindi hai almeno due anni, passi la tua giornata al villaggio giocando o comunque in qualche modo la giornata passa senza difficoltà maggiori al solito.

Se invece non sei in grado di badare a te stesso perché sei piccolo e magari non proprio in salute, sia fisica che mentale, capita che vieni lasciato tutto solo con qualcosa da mangiare, quando è lusso.

 

Questa è la semplice e crudele legge della sopravvivenza, chi si arrangia vive!

E anche se ci sono dei casi dove, anche se sei il più sfortunato nella sfortuna, hai una famiglia che tiene a te, questa è la descrizione classica di come si può trovare un piccolo handy o un bimbetto che ha appena cominciato a camminare.

 

E’ dura da digerire, e fa tanta rabbia, ma non ci si deve fermare a questo …

E così ecco che lunedì arriveranno i due handy mascotte della fondazione … o meglio mascotte del mio cuore e di quello di Laura, educatrice specializzata che lavora qua da anni e che li ha visti rinascere, che passeranno qui un mesetto.

E capiterà ad Alice che ,finito il servizio civile, sta aiutando ad aprire una scuola materna in un villaggio vicino a qui, di veder arrivare i bimbi con il fratellino più piccolo al seguito …

 

Sono piccoli esempi, ma dovrebbero aiutare capire come è facile fermarsi al giudizio, alla condanna di un comportamento sbagliato, che rimane tale in coscienza, ma che se analizzato alla radice ti sembra più comprensibile.

 

Non penserai mai che lasciare un bimbo piccolo o un disabile a casa solo sia giusto, ma comprenderai che se non parti presto e non resti tutta la giornata al campo e lavori sodo, l’anno prossimo non avrai miglio da vendere e da usare per sfamare te e la tua famiglia.

 

Non penserai mai che avere un figlio “diverso” sia una condanna, ma comprenderai che la legge della sopravvivenza, alla quale devi sottostare, non ti permette di rallentare, e che devi pensare agli altri figli, ei nipoti e ai fratelli.

 

Non penserai mai  che tutto questo sia corretto e in coscienza accettabile, ma comprenderai la radice del problema e forse riuscirai a trovare un modo perché il problema non sia più sopravvivere, e probabilmente farai di tutto in modo che vivere per tutti sia la normalità!

 

daniela