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Archivio di Ottobre 2008

nero e bianco

Sabato, 25 Ottobre 2008

 

 

E così, prima del previsto sta arrivando soffiando sempre più forte l’Armatan,vento dal deserto che porta tanta polvere e frescura … che a dicembre diventerà freddo dalla sera fino alla mattina!

Un vento che oltre a ribaltare il clima ribalta i colori di tutto quello che ti circonda, e cambia anche il tuo colore: i bianchi diventano marroni e gli africani diventano bianchi … potere della polvere!!!!

Il colore diventa relativo … bianco e nero …

Una mattina a scuola la ragazza che lavora con me ha chiesto a Haoua di mostrarle delle cose  bianche che stavano in classe, e lei le ha indicato prima un foglio e poi me; io ho preso il foglio e l’ho avvicinato alla mia pelle e le ho chiesto se era uguale, lei ha sorriso e ha detto no, poi ho avvicinato un pastello nero alla sua pelle e le ho fatto la stessa domanda, e lei ha sorriso ancora … haoua ha otto anni ma ha capito quello che volevo dire e ha detto: “ non sei nasara( che vuol dire uomo bianco)!”

Invece la mia collega ha detto “ comunque sei bianca!”

Lo so che io resterò sempre e comunque nasara, e che loro reseteranno sempre e comunque balegio ( uomo nero), ma se possiamo essere anche di altri colori, bè alla fine possiamo essere più vicini e simili di quello che sembriamo … ma questo è solo un pensiero 

 

                                                                                                                       daniela

…capita che…

Sabato, 25 Ottobre 2008

 

Penso e penso … ma questi giorni sono stati davvero intensi che uno si confonde nell’altro e faccio davvero fatica a prendere il capo della matassa per  iniziare a raccontare.

È stata come una danza che mi ha portato a momenti di gioia inesprimibile a momenti di buio profondo, ma che mi hanno fatto davvero riflettere su tante cose.

Ciò che è stata gioia mi ha dato molta forza per andare avanti, come la piccola Marie Eleonore, una nuova bimba della riabilitazione che parla una lingua tutta sua e che quando stiamo insieme mi sorride e mi abbraccia forte, giochiamo e parliamo … io nel mio “bellissimo francese” e lei nella sua lingua, ma nonostante tutto sono le chiacchierate più belle che faccio!!!!!!

La sua mamma starà qua ancora un po’ con lei, ma è incinta quasi al termine e quindi non può portarla in giro, così capita che il finesettimana resta al sarè sola, così io la prendo e la porto dai bimbi.

Lei è felice, ma al momento di rientrare piange e vuole restare con me … certe volte penso a quanto sotto sotto l’amore che riversiamo sui bimbi e un po’ “egoistico”, perché poi ce ne andiamo e a loro che rimane? Sicuramente è più quello che noi guadagniamo noi …

Mi dà gioia e forza il gruppo del laboratorio di teatro, non siamo in tanti: tredici sordi e quattro insegnanti ma ci divertiamo un mondo e lavoriamo bene tra di noi; stiamo legando e passiamo dei bei momenti.

La storia che metteremo in atto è quella di Pinocchio, ma per ora stiamo facendo degli esercizi e giochi di espressività, concentrazione e fiducia.

Vedo che si stanno sciogliendo e hanno meno timore a fare le attività che propongo, e sono sicura che lavoreremo bene; loro mi insegnano la voglia di fare e l’impegno, mi fanno capire che un problema non ha mai una sola soluzione possibile, e lo fanno con tanti sorrisi e con l’affetto che ti trasmettono.

Poi quando sono un po’ così basta che entro nel sarè della joie e tutto riprende il colore, ci sono un sacco di piccoli sorrisi, mani che ti prendono e ti chiedono un abbraccio, canti una canzone assieme o fai un gioco, una chiacchierata con le ragazze, prendersi in giro e ridere di gusto, piccoli momenti di vita che nella loro semplicità ti riempiono di aria i polmoni.

E anche lo “scompisciarsi” dalle risate di Guytia è uno dei momenti  che amo di più; ha fatto un cambiamento così grande che quando lo vedo correre e fare i dispetti agli altri, buttarsi per terra e farsi una grassa risata, ballare con alla musica dello stereo, non posso far altro che  pensare che tutto è possibile, basta che tu lo vuoi!

Ma la vita qui, come in ogni parte del mondo, non è fatta solo di sorrisi e quando arrivano i momenti bui è li che si vede quanto davvero tu sia pronto a combattere, quanto la tua volontà di andare avanti sempre e comunque sia forte.

Allora capita che una giornata a scuola non vada per i verso giusto per motivi che non dipendono da te e ti fai prendere dalla rabbia, ma poi te la fai passare, perché è un sentimento che ti fa indietreggiare e infossare.

Capita che Dawa a ricreazione si isoli chiudendo la finestra in aula, e quando lo trovi riverso in lacrime ti si accoccola in braccio facendo una crisi epilettica, ti sale un nodo in gola perché sei impotente e devi solo lasciare che passi per poi riportarlo a casa in modo che si riposi.

e poi ci sono quelle giornate che nascono con il piede sbagliato, dove ogni cosa sembra fatta apposta per buttarti giù, e ti sembra che anche solo camminare sia uno sforzo troppo grande … arrivi a sera con gli occhi e il cuore stanco e ti domandi come fai a essere ridotta in quello stato quando alla fine, pensandoci, non ti sembra di aver fatto un granché.

Vorresti prendere a testate un muro vedendo  una madre battere sulla testa con forza  la figlia paraplegica e spastica, perché non mette giù bene il piede, quando sai che quella gamba si è irrigidita e piegata a causa della stessa mamma che non le da le medicine.

E allora quando scavare un buco e nascondersi dentro ti sembra l’unica soluzione, bè è li che stando qui un po’ capisci che ti devi rialzare, volente o nolente, e aggrapparti e nutrirti di quei momenti di gioia, e pensare che sempre e comunque vale la pena di trovarsi pronti per un nuovo giorno che arriva, con il suo carico di problemi e di gioie.

Capita allora che ti fermi sotto un cielo di stelle e ti scende, con un sorriso, una lacrima dolce amara …

 

                                                                                                                                    daniela

 

il compleanno

Sabato, 18 Ottobre 2008

Il tredici abbiamo fatto la festa per i due anni della mia piccola cucciola: palloncini, un dolce e un succo e la creche si è trasformata in un paradiso di sorrisi e risate …

Ha fatto due anni la mia piccola e ancora me la ricordo quando è arrivata, la prima volta che ho visto quel fagottino che mi ha rubato il cuore.

Piano piano ho seguito la sua crescita, un po’ lenta forse rispetto agli altri, ma ora è sbocciato un piccolo fiorellino.

Un fiorellino un po’ diffidente e  non troppo sorridente, ma che quanto si apre in una risata sembra che la felicità si incarni in lei.

Ha un faccino sempre pensieroso e il naso  qualcuno ha dimenticato di disegnarglielo,  ha sempre quella linguetta fra i denti come quando era in fasce .. più la guardo e la stringo e più il mio cuore si colma d’amore.

La mia piccola sta crescendo e sono orgogliose come una mamma lo è del suo cucciolo.

                                         daniela

istantanee

Sabato, 18 Ottobre 2008

19 ottobre 2008

 

E mi ritrovo davanti alla tastiera che non mi sembra di averla mai lasciata!

Sette giorni passati come se fosse stato solo uno, ma molto intenso e pieno.

Sto cercando di fare mente locale delle situazioni vissute e nella mia mente si materializzano delle scene come foto istantanee, e il mio cuore sussulta ad ogni scatto.

 

Vedo gli occhi stanchi di malattia e di lavoro di una persona a me molto vicina, ma vedo anche la sua forza nel suo sorriso, per continuare comunque ogni giorno la sua vita … i suoi occhi e le sue parole mi trasmettono forza e la sua presenza nella mia vita è parte di quella linfa che mi fa crescere ogni giorno … e anche se il suo mondo e il mio sono comunque diversi abbiamo trovato un punto d’incontro e di scambio che ci permette di far parte una della vita dell’altra …

Vedo i colori dei palloncini lanciati in aria dai piccoli sordini, vedo i loro sorrisi e penso che in fondo basta poco, e spero di non dimenticarmelo mai!

Vedo il sorriso immenso di Guytia, la piccola ranocchia, ha cinque anni e sta crescendo un po’ più lentamente degli altri e con più difficoltà. E’ tornato in fondazione da solo una settimana, ma  sembra già un altro bimbo … e spero che un giorno da quel sorriso nascano tante parole, le stiamo aspettando tutti.

E poi si ferma l’immagine sulle dita consumate di Meibi, ha undici anni ma il suo corpicino ne dimostra cinque; è nel suo mondo da quando è nata, è nel suo mondo e soffre, si mette due dita in bocca per calmarsi e le ha consumate. Meibi è autistica e malnutrita … Meibi è nel suo mondo e soffre e io mi chiedo se un giorno là potrà esserci spazio anche per un sorriso.

Cambia la foto e vedo me e Tchouto che ci riprendiamo mentre facciamo le faccie buffe e le linguacce … ci divertiamo e in più a lei serve per migliorare il linguaggio … ridiamo di noi e per un po’ siamo solo io e lei in volo …

E tra le mie preferite c’è anche l’immagine di quando sulla mia faccia, e su quelle di chi mi sta davanti, scoppia una risata dopo che tento e ritento di ricordarmi le parole per costruire una frase, anche cortissima, in foufouldè ( dialetto locale) … e poi mi dico che me le devo scrivere, ma oramai non ci crede più nessuno, perché lo dico da sempre e non lo faccio mai!!!

 

Ma la foto più importante è quella che più mi emoziona, e che ho deciso per ora, di non scattare davvero perché mi sembra di rompere un incantesimo. Pauline, la piccola che avevamo portato all’ospedale, cresce a vista d’occhio ogni giorno di più, questa settimana poi, giuro sembra si sia mangiata un elefante da quanto ha preso peso. Ride, gioca e vive … la guardo, la stringo e il mio cuore si riempie di grandezza …

Una canzone mi risuona nella testa tutte le volte che incrocio i suoi occhi, osservandola stando in disparte, quasi con la paura di scoprire che è solo un’illusione : “ … perché sei un’essere speciale, ed io avrò cura di te …”

 

Vedo questo e molto altro … tante foto che non posso scattare che per me stessa, ma che costruiscono un grande album nella mia anima.

                                                                                                                           daniela

L’IMPLOSIONE!

Domenica, 12 Ottobre 2008

12 ottobre 2008

 

Non mi sono neanche accorta ed eccoci qua a fare i conti con un’altra settimana …

Fare i conti …

Vediamo :

Uno: è il boukaro dove dormo … e per fortuna che è solo uno, se no riuscirei a fare confusione anche in un altro. Mi sto guardando intorno, mentre scrivo, e per rendere l’idea l’unica descrizione è un’implosione!!! Domani riordino obbligatorio!!!!

Due: sono gli occhi che mi hanno fissato profondi come se mi penetrassero fino all’anima, gli occhi di un piccolo sordino di quattro anni, una piccola peste che saltella qua e la picchiando e facendo dispetti ovunque; non conosce i segni e comunica col mondo così! Ma lunedì ha avuto un momento di sconforto, senza motivo si è sciolto in un pianto inconsolabile, mi si è accoccolato in ventre come un cucciolo e con gli occhi pieni di lacrime mi ha fissato dritto nell’anima. Mentre cercavo di consolarlo provavo ad interpretare quello sguardo, ma non potevo capire, solo cercare di asciugare con un po’ d’amore quelle lacrime.

Tre: sono le mie piccole handy: Awa, Tchouto e Pratang; ogni giorno a scuola guardo i loro sforzi per riuscire a pronunciare un suono, una lettera o una parola. Vedo il loro impegno a tenere in mano il pastello, fermare il foglio e disegnare un quadrato, nel tirare una pallina nella direzione giusta, nel contare.

Le guardo e non vedo ciò che in loro è disabilità, ma ciò che in loro è un pregio grandissimo : la loro voglia, la loro allegria, la loro forza infinita e i loro sorrisi così contagiosi!

Cerco di farne tesoro, questo è ciò che mi regalano ogni giorno!!!

Quattro: sono i libri che avrei da leggere, ma arrivata a sera i miei occhi non chiedono che la carezza di Morfeo.

Cinque: le dita della mano. Mano che accarezza, mano che stringe e mano che lavora. Cinque sono le dita della mano che saluta e gioca. Tante piccole mani che tese ti ricordano di quanto amore abbiamo bisogno.

Sei: è il voto che do a me stessa per questa settimana … non è modestia, ma la sufficienza è perché ci ho provato, non di più perché da “mezza calzetta” che sono ho avuto i miei momenti di “debolezza” … niente descrizioni troppo dettagliate in questa fase!!!

Sette: sono i giorni della settimana, che mi accorgo che passano solo perché devo scrivere la relazione della settimana! Passano talmente veloci e sono talmente intensi che oramai ho perso la cognizione del tempo!!!

Otto: le birre che mi piacerebbe bere in certe sere in cui guardi il cielo  e pensi: “almeno se mi ubriaco per un momento mi dimentico di quanto sono piccola e insignificante di fronte a tutto questo!!!” ma poi mi ricordo che sono allergica alla birra e quindi … rimango lì a pensare a quanto sono piccola e insignificante … e sfortunata!!! Neanche la birra mi posso bere!Eh!eh!eh!

Nove: sono le vite che vorrei per poter capirci di più, conoscere di più, respirare di più, ascoltare di più, sentire di più …

Dieci: sono le ore che probabilmente ci metterei per tradurre in francese le battute e le scene di Pinocchio per la recita dei sordoni, ma c’è chi mi darà un aiuto meno male … e dieci le vite che mi servirebbero per imparare i segni talmente bene da potergli spiegare da sola tutto il lavoro che dobbiamo fare … per fortuna che ci sono gli insegnanti della scuola,a se no sbatterei la testa contro il muro … credo almeno una decina di volte!!!eh!!eh!!

 

A conti fatti, da zero a dieci, non saprei che voto dare alla mia settimana!

Si accettano suggerimenti … io, ora, ho troppe cose per la testa per pensare a dare un voto … se non faccio un po’ d’ordine rischio di implodere come il boukaro …

Oh no! Il boukaro … me l’ero dimenticato per un’attimo!!!eh!eh!

 

daniela