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Archivio di Settembre 2008

le tagliatelle di nonna pina!!!!!!

Domenica, 28 Settembre 2008

Il cibo qua al nord, non offre molta scelta, soprattutto se vivi al villaggio sostenuto solo dal tuo pezzo di terra coltivato col miglio.

Con la farina da esso ricavata si cuoce una specie di polenta insipida chiamata BUL, che si mangia con le mani accompagnata da delle salse di verdure e pesce secco, e alcune volte se ti va bene anche della carne.

Certe salse risultano un po’ difficili da digerire alla vista di noi europei, per il colore e la consistenza, soprattutto una: è fatta con una particolare verdura chiamata GOMBO, che una volta fatta a pezzettini e cotta risulta un po’ (tanto) “mocciolosa”, fa una bavetta tipo lumaca, ma il sapore è buono!

Si fanno delle specie di frittele che si chiamano BIGNE, e anche la versione salata con al posto della farina i fagioli macinati.

Ogni tanto si mangia anche pollo e riso, magari mais,banane e plantenne fritte,arachidi,  ma non è una cosa di tutti i giorni.

Poi ci sono mille altre cose che per noi risultano al limite del pensabile: cavallette fritte, termiti, topi alla griglie, etc…

Io le cavallette fritte le ho mangiate e vi dirò che sono pure buone!!!

Se vai in città trovi altre cose, ma che non tutti si possono permettere: come pesce alla griglia o con altre salse, pollo fatto in vari modi, baton, trovi anche la pizza se ti cerchi … ma non è roba per gente comune, è solo per noi “stranieri” o per chi ha più soldi.

Qui in fondazione noi mangiamo praticamente come a casa nostra, con qualche differenza sostanziale ma inevitabile, ma io personalmente assaggio sempre tutto quello che mi propongono non ho ancora trovato una cosa che non riesco a mangiare, anzi la bul mi piace molto!!!!

 

cavallette fritte…..gnam!!!!

seconda settimana…e vai col francese!!!

Domenica, 28 Settembre 2008

27 settembre 2008

 

Fa caldo … veramente caldo!!!

Umido, umido, umido …

Siamo a sabato ed un’altra settimana è passata, e  proprio non mi son accorta … il tempo è volato gli ultimi giorni perlomeno, perché lunedì e martedì sono stati luuuuunghi ….. ma veramente lenti e macchinosi!

Corso di francese intensivo … bella idea ma i primi giorni ci aspetta: “bon jour … ça va??? … etc …”

Nella mia mente è scattato l’inevitabile isolamento d’urgenza, e pensavo ai bimbi di fuori … pensavo e pensavo a un sacco di cose: bello il corso di francese, aiuta a pensare!!!

Poi però dai, siamo passati ai verbi e ad un po’ di conversazione e di lettura e già li mi era più utile e la mia attenzione si è risvegliata!

Ma i momenti migliori eran quelli di autogestione, dove la lettura si andava a trasformare  in una comica … soprattutto con Rita che, tentando di imitare i francesi, si dilettava a parlare con la bocca “ a culo di gallina” … fenomenale!!!!

 

Ora sto cercando di stendere il fantomatico programma scolastico della mia classe speciale, in francese ovviamente, e comincio ad avvertire molto molto più forte la classica “ansia da prestazione”.

Poi non ci sarà più la maestra perché è passata di ruolo e quindi lo stato l’ha mandata altrove, e con me ci sarà un ragazzo che comincia ora, speriamo bene! Ho tante idee in testa, ora sta a metterle in ordine e cercare di non perdermi … ma per fortuna non si è mai da soli e quindi un po’ mi sento sollevata!

 

Stasera dopo cena ci siamo trattenute con Rosa e Marie per due chiacchiere, ed è successa una cosa che ora mi gira in testa come un criceto nella ruota: ci stavano raccontando di alcuni bimbi che sono arrivati negli ultimi mesi e ridevano di gusto perché erano scene tragiche ma talmente assurde che non potevi far altro.

Un bimbo è arrivato in una scatola, coperto con una zanzariera (per tenerlo al cado) dietro una bicicletta, un altro ha viaggiato cento chilometri nudo perché i genitori erano scoraggiati visto che era nato con i piedi torti, e un altro era figlio di due appena ragazzini e non sapevano neanche loro che succedeva, poi una mamma ha portato il suo bimbo avvolto in un telo senza alcun vestito ne pannolino perché non pensava sopravvivesse visto che i due precedenti bimbi erano morti appena nati …

Mille pensieri ti si accavallano nella testa, non capisci e le emozioni ti piovono addosso come sassi … e anche ora mi succede, che ne ho già viste di queste cose … così per cercare di scaricare la tensione e tornare con i piedi a terra bisogna sdrammatizzare .. d’altronde lo sai che tante ancora di queste cose succederanno, che avrai ancora tanto da vedere e sentire, speri che le cose migliorino, lavori per questo ogni giorno, e se ci credi magari preghi il tuo Dio perché questo accada, ma poi devi difenderti in qualche modo, anche se sembra brutto anche a te stesso.

 

Sogno un posto, a metà tra il celo e la terra …

 … sogno che il silenzio e la musica si cedano il passo con gentilezza …

… sogno che la luce danzi con la notte teneramente …

… sogno un posto, a metà tra il cielo e la terra dove tu sono io …

… sogno un posto , a metà tra il cielo e la terra.”

daniela

rinascere…perchè no?!

Domenica, 28 Settembre 2008

Pauline è una piccola bimba di otto mesi e ora pesa tre chili … Pauline è malata, è sieropositiva … Pauline è una orfana sieropositiva … certe volte ti viene da pensare che se c’è un destino, se esiste un disegno per ognuno di noi, bè, certe volte è proprio crudele. Ti viene da pensare che si combatte contro qualcosa di troppo grande, qualcosa che vincerà sempre … ti viene il pensiero : “prenditela, non ci può stare tanta sofferenza in corpo così piccolo … e poi perché?”

Ma è lì che la stessa piccola vita ti confida il segreto più grande,ti suggerisce il suo destino e ti mostra il suo disegno. Con i suoi tre chili, con alle spalle mesi di malattia, nonostante tutto attaccata alla flebo in una piccola stanzetta d’ospedale lei lotta.

Lo vedi nei suoi occhi grandi e infossati, nelle sue piccole manine disidratate che toccano che stringono, vuole la vita e non la lascia andare e sembra che ti gridi in faccia quanto sia patetica la tua tristezza, la tua  codardia nel pensare che è tutto finito.

E te la vedi rinascere, ora per ora, giorno per giorno … sta vincendo la sua battaglia, e se vincerà la guerra non lo sappiamo ancora ma lei c’è, qua, ora …

La guardi e gridi a te stessa, per te stessa, per lei e per tutti gli altri … PERCHE’ NO?!

                                                                                                                                                daniela

LA PRIMA SETTIMANA

Lunedì, 22 Settembre 2008

 21 settembre 2208

 

È si la prima settimana è volata, tra un saluto e l’altro e tra un abbraccio e l’altro.

La pioggia non è mancata e neanche le zanzare che ora sembrano anche trapassare la protezione dell’autan … si vede che gli piace!!! Ma per fortuna che abbiamo i nostri beneamati ragni che ne mangiano un po’.

I giorni sono passati abbastanza tranquilli e lenti tra i vari giri esplorativi e le uscite a Maroua, la città più vicina, che sta a trenta chilometri.

Siamo andate la prima volta martedì mattino ed abbiamo accompagnato una piccola orfana all’ospedale; ha otto mesi e pesa appena tre chili, è sieropositiva e in questo ultimo periodo è stata molto malata, diarrea e vomito, poi non mangiava … sono rimasta con lei tutta la mattina mentre le altre con Rosa sono andate a far spese.

La guardavo e mi chiedevo quante ancora ne avrei viste così, poi vedevo la sua voglia di vivere negli occhi e nelle manine e capivo che la mia tristezza non sarebbe servita a niente, e tantomeno a lei … era molto disidratata ma ora va meglio, è rinata e sembra che domani torni a casa.

 Poi di nuovo a Maroua  il sabato, tutte sole solette per far fare alle altre un po’ di conoscenza della città, con i classici mezzi di trasporto (car e moto-taxi). E’ stato stancante ma bello, artigianato e mercato, poi pranzo in un piccolo ristorantino consigliatoci da Rosa, a base di riso, plantenne fritte, pesce e carne … buono, niente da dire, ma io non amo andare in questi posti dove ti senti ancora più lontano dalla gente. Amo invece la carne presa per strada da quei “barbecue” caratteristici, con la macelleria a fianco, tutto alla luce del sole, poco igienico questo è certo, ma mi sento più a mio agio … e poi è molto buona!!!

Abbiamo già fatto acquisti, dei tessuti: i pagne; ne abbiamo presi due uguali per farci il completo della festa, e l’abbiamo già battezzata “la divisa delle scv” … eh!eh!eh!

 

Come speravo i momenti  “comici-gita” non mancano … e così ogni cosa, almeno per me, viene digerita meglio … ridere fa bene!!!

 

A questo punto la sensazione di non essermene mai andata è sempre più forte e un po’ mi fa sentire strana, ma non in male, è uno strano-piacevole, difficile da spiegare!

I bimbi mi hanno riconosciuta, e anche se me lo aspettavo è stato davvero emozionante.

Ma la cosa più commovente è stato il sorrisone che mi ha fatto la mia picola Gerardine, che ho adottato a distanza e che ho visto crescere durante le mie permanenze precedenti.

Non ci speravo, essendo così piccola, ma appena mi ha vista è stata un po’ a scrutarmi, e poi mi ha fatto il sorriso più bello del mondo e mi è venuta in braccio!!! Che volere di più dalla vita?!

Anche i miei amici handy sono stati tutti fantastici, e ritrovare i loro baci bavosi è stato davvero davvero il massimo.

 

Ora, da domani, si comincia a fare sul serio: una settimana di corso intensivo di francese per tutte e quattro le “scv”, e poi si inizia a lavorare, io starò al mattino in una classe speciale composta da tre sordini con vari problemi psicologici e comportamentali, un bimbo con turbe dell’apprendimento e disturbi comportamentali e tre bimbe disabili gravi.

Affiancherò la maestra, sarà una bella sfida perché è una situazione nuova anche per lei, bisogna fare tutto nuovo … io sono entusiasta e ho mille idee per la testa, come se avessi un criceto che gira sulla ruota, ma allo stesso tempo sono un po’ preoccupata: spero di essere all’altezza, di riuscire a tirare fuori qualcosa che sia almeno un poco positivo.

Al pomeriggio invece laboratori di arte e teatro con i bimbetti sordi … e lì come sempre sarà come divertirsi assieme, perché sono più le soddisfazioni che ti danno loro che tutto il resto … è faticoso ma i loro sorrisi fanno tutto.

 

C’è un detto qua che dice: “un ferro da solo non fa rumore”, e io sono sempre più convinta che è una verità importante, ed è quello che si respira qua, ci sono un sacco di problemi e di difficoltà ma si è assieme e con un sorriso, tanto sforzo e lavoro si va avanti, si lotta.

Ognuno di noi è un ferro e credo che insieme si possa fare della bella musica … basta volerlo!!!!

                                                                                                                                      daniela

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…IO CON LA MIA PICCOLA GERARDINE…

IN VIAGGIO VERSO…

Giovedì, 18 Settembre 2008

Così tutto ha avuto inizio con la sveglia che segnava le cinque di venerdì 12 settembre 2008, ma i miei occhi  erano fissi al soffitto già da un po’… mi ripetevo, senza troppo credermi, che era il giorno che aspettavo da mesi … uau!!! Era l’unica cosa che la mia testa riusciva a partorire e che il mio cuore voleva gridare.

Alle nove e mezza avrei preso l’aereo per Zurigo e poi un altro per Yaoundé, capitale del Cameroun, capitale di quel luogo che mi ha rubato il cuore e l’anima.

Mi sono alzata  e vestita in fretta, e assieme a Rita, compagna di viaggio che gentilmente mi ha ospitato nei giorni della formazione, via verso l’aereoporto di Fiumicino.

L’ auto e sovraccarica e il padre di Rita si è messo alla guida con al fianco la moglie, persone stupende che non finirò di ringraziare per la loro disponibilità.

In aeroporto ci raggiungono anche le altre due compagne di avventura: Chiara e Ambra; coda e check-in e poi all’imbarco dopo i saluti.

Ci fanno salire e ambra sembra come un bimbo eccitato e spaventato ad una gita, lei fa il “battesimo dell’aria”!!!

Appena preso posto mi son detta: “oramai ci siamo!”, ma non mi sono resa conto bene fino ad ora che sono davvero tornata!!!!

Arrivate a Zurigo iniziano le comiche perché Ambra perde per un soffio la navetta che ci porta al terminale dove parte il nostro aereo e quindi si comincia a ridere … e non abbiamo ancora finito … e spero non finiremo mai!!!!!!!

Dopo questa parentesi siamo di nuovo sedute hai nostri posti e comincia la carrellata di foto tipo vacanza … e alla fine è quello il clima che si è creato, ed è un bene, chi ha unite e ci ha fatto affrontare il viaggio con molta serenità … e se devo dire la verità era da tanto tempo che non me la ridevo di gusto così per delle cavolate!!!!

Subito al decollo dell’aereo ecco che una voce impanicata ci giunge da dietro facendoci scompisciare dalle risate: “mon Dieu mon Dieu … ohhohhohh!!!!” … più che paura dell’aereo sembrava altro … ( senza sottolineare cosa!!!)

Sonnecchiando e mangiando, mangiando e sonnecchiando arriviamo a Yaoundè …

A questo punto mi si stringe lo stomaco … passati i vari controlli  troviamo Emmanuel, l’autista che subito mi sorride gentile riconoscendomi … è un omone  buono e simpatico, che nei miei viaggi precedenti  ho avuto il piacere di conoscere.

Carichiamo l’auto all’impossibile, chiudendo con della corda di cauciù il baule e quattro dietro e due davanti, più l’autista, si parte!!!

Arrivati a destinazione dove dormire la notte io parto con Emmanuel per prendere da mangiare, mentre le altre si sistemano.

Parlando con lui e guardando le strade della città ritrovo colori e suoni che avevo nel cassetto della memoria, e la sensazione è di non essere mai andata via.

Pollo, planten fritte e baton di manioca è la nostra cena, il tutto servito in buste di plastica, per me normale e per le altre una scoperta divertente che trasforma la cena nell’ennesimo momento comico che degenera in scene da ubriache … senza aver bevuto niente!!! Messe veramente male direi!

La notte passa tranquilla, colazione e via per la stazione a prendere i bigietti per il lungo viaggio verso il nord, dove sta la Fondazione, meta ultima di questo viaggio.

La sera alle cinque e mezza un “porteur” ci accompagna allo scompartimento e ci aiuta con le valigie … ma poi arriva il momento di pagarlo e li scatta la discussione , come sempre, ma che degenera perché siamo bianche e lui non sa che per me non è una novità tutto questo, e quindi finiamo per litigare per circa un quarto d’ora … alla fine io sono stanca e veramente veramente arrabbiata e per non peggiorare la situazione salgo un po’ col prezzo e lui se ne va.

Il treno parte, scosse e rumori impossibili ad ogni fermata … ma noi non ci lasciamo intimidire e anche li scatta il momento “vacanza” … tutte e quattro sulle cuccette superiori facciamo bisboccia con pane e salame ridendocela come matte … poi scatta il momento “gita” e con chitarra alla mano (di Chiara) cominciamo con “le bionde trecce” e così via, dando spettacolo per tutto lo scompartimento …

Ad ogni stazione bimbi e donne vendono i frutti della terra, tenuti in  grandi vassoi sulla testa, tutti si sporgono dai finestrini e comprano di tutto, perché qui la frutta e la verdura costa di meno che al nord.

Tra una dormita e l’altra arriviamo finalmente a Ngaunderé, e si scende, sempre con il “porteur” e sempre con la solita discussione, questa volta un po’ meno lunga e animata per fortuna!!!

Poi un’attesa che sembra interminabile sotto il sole, con occhi che scrutano tutti attorno, quelli curiosi dei bambini e un po’ sprezzanti degli adulti, siamo le uniche bianche ed è così … è una sensazione strana alla quale ancora non mi sono abituata del tutto, ti fa capire quanto sia difficile essere la minoranza, il diverso … io credo che se dai ascolto a quasta sensazione ti si apre tutto un mondo nella testa e guardi chi ti sta attorno con occhi diversi.

Arriva il car ( pullman) e le mie peggiori previsioni prendono forma: e il modello vecchio, piccolo e con il portabagagli sopra … classico e scomodissimo car africano.

Ci stipiamo in fondo in cinque tutti stretti stretti, ma qua è così … inizia la lunga salita verso il nord, il paesaggio cambia ad ogni ora e noi siamo stanche, ma ad un certo punto, quasi alla fine stremate, scatta il momento “gita” a tirarci su di morale, cominciamo a cantare o sole mio a squarciagola con l’approvazione di tutti gli altri passeggeri, che ci invitano a continuare a cantare un po’ per divertimento e anche un po’, sotto sotto, perché ci stanno prendendo in giro!!!!

Da sole mio passiamo ad altre canzoni con l’ausilio del canzoniere.

Scende la sera e siamo praticamente alle porte di Mouda, dove ci aspetta Rosa.

Penso che il mio cuore batta come quello delle altre …

Scendiamo e questo viaggio è iniziato … verso cosa non posso dirlo ora, l’unica cosa che so è che ne varrà sicuramente la pena …

( e confido che i nostri momenti “gita” non siano finiti!!!!!!!!!!!!!!!)

 

                                                                                                         daniela