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Archive del 2 Agosto 2008

UN SOTTILE FILO CI SEPARA

Sabato, 2 Agosto 2008

Ho trascorso poche settimane qui in africa,troppo poche per creare relazioni profonde soprattutto con le persone africane del luogo,ma ho avuto la sensazione,confermata anche da chi qui ci vive da anni,che tra noi ,bianchi,e loro neri,benchè siamo comunque persone,certamente con enormi differenze culturali,ma comunque persone,rimane sempre un certo distacco.Per quanto si possano creare relazioni anche molto ravvicinate come l’amicizia,ma da parte loro il bianco viene sempre visto come qualcuno di irraggiungibile,diverso da loro,di cui comunque non si potrà mai fidare completamente,come se tra bianco e nero ci fosse sempre un sottile filo che li separa.Questo perchè loro associano al bianco il denaro,se tu sei bianco sei ricco e quindi potente puoi fare ciò  che vuoi.Probabilmente questa loro visione affonda le radici nel colonialismo del passato,infatti questo distacco non esiste con i bambini,ma è solo con gli adulti,spesso accompagnato dall’idea che tu bianco sia in debito con loro,che tu gli debba qualcosa.Visto il passato ed anche molte situazioni attuali di sfruttamento da parte dei paesi occidentali sull’Africa,comprendo la loro diffidenza,anche se non la condivido quando è cosi’ generalizzata,anche quando è rivolta verso missionari e volontari che sono qui in Africa con loro e non contro di loro,sono qui con l’unico fine di aiutarli e lo dimostrano ogni giorno attraverso il loro lavoro quotidiano nelle missioni.

Enrica

LA COMUNICAZIONE

Sabato, 2 Agosto 2008

Comunicare con la gente del posto non è facile,alcuni parlano il francese che peraltro io non conosco,lo stò imparando giorno per giorno,anche se lo avessi studiato,il francese parlato qui è ben diverso dal vero francese qui è un pò modificato,comunque vi dò un consiglio se avete intenzione di fare un’esperienza è meglio avere una conoscenza base del francese.Quando però ci si sposta nei villaggi più lontani dalle città,pochi conoscono il francese i più parlano lingue locali per noi assolutamente incomprensibili,mi è capitato giorni fa  a Toulum,un piccolo vilaggio al confine con il Ciad,è un luogo lontano da città e non è una meta turistica,quindi vi lascio immagginare nessuno o quasi parlava il francese,se con me non ci fosse stato a guidarmi un prete che qui vive da 20 anni e conosce bene la lingua locale non so proprio come avrei fatto.Nonostante la mia comunicazione qui sia limitata se non nulla,riesco comunque a sentirmi in relazione con le persone,una relazione fatta di gesti,di sguardi,a volte infatti basta un semplice sorriso,a volte le parole sono superflue,di fronte ad un bambino sofferente non servono parole,anzi sarebbero inutili,basta un sorriso ed una carezza,in fondo si dice che quasi il 90% della comunicazione tra persone non sia verbale,un semplice sguardo o un abbraccio valgono più di tante parole:è il linguaggio del cuore.

Enrica