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Archive del 1 Agosto 2008

UN MONDO DI LINGUE

Venerdì, 1 Agosto 2008

Qui in Camerun,esiste una straordinaria pluralità di lingue,ufficialmente si parla il francese e l’inglese,francese al nord e inglese al sud,é un po’ un fatto raro che in uno stesso stato per metà sia parlata una lingua e per l’altra metà un’altra,quindi chi dal nord va al sud si trova completamente spaesato infatti qui al nord conoscono solo il francese e nulla dell’inglese ,viceversa al sud,proprio perché anche a scuola vengono insegnate lingue diverse,cio’ dipende dal fatto che in passato il nord del Camerun é stato un territorio che apparteneva al Ciad ex-colomia francese.Queste poi sono le lingue ufficiali,parlate solo dai giovani o comunque da chi ha potuto frequentare la scuola.In realtà esiste un universo di lingue locali,qui per esempio nella zona in cui mi trovo si parla il fufuldi’ e il rimsiki’,un po’ come i dialetti da noi in Italia,ma con la differenza che una lingua locale rispetto ad un’altra é completamente diversa e cambia molto da un villaggio ad un altro distanti anche pochi chilometri,infatti mi spiegavano che esiste poi una lingua chiamata fufuldi’ comune al nord del Camerun che funge da lingua veicolare per la comunicazione tra villaggi della stessa zona.La difficoltà di imparare queste lingue locali (il cui studio é necessario se si vuole entrare in relazione con la gente) é che non esiste una grammatica con regole scritte,sono tutte lingue che si tramandano oralmente,per questo poi sono lingue anche in continua evoluzione,infatti un padre del pime che vive qui da quai 20 anni e da anni si dedica allo studio di queste lingue,dice che ogni anno al dizionario che sta scrivendo deve aggiungere diverse decine di nuove espressioni.Mentre da noi i dialetti locali stanno scomparendo qui invece continuano a persistere anzi per alcuni é l’unica vera lingua.

Enrica

ROUMSIKY

Venerdì, 1 Agosto 2008

Oggi,con padre George (un padre del pime di una parrocchia vicino a Mouda) e a due ragazze di Milano anche loro qui in Africa per un’esperienza di missione,mi sono regalata una giornata di vacanza a Roumziky,un posto spettacolare sulle montagne nell’estremo nord del Camerun al confine con la Nigeria.Raggiungere il luogo non é impresa facile,servono circa due ore di macchina di cui una parte su strada asfaltata e gran parte su strade tortuose in pendenza e semidistrutte dalle piogge di queste settimane,la strada non aveva buche ma voragini,uno sballottamento continuo,con la jeap che di tanto in tanto si impantanava,un’arrampicata su per ripidi pendii dove a fatica riesci a salire in prima.Ma ne é valsa la pena,lo spettacolo che ci attendeva era da togliere il fiato.Dalla cima di queste montagne,si vedeva un paesaggio indescrivibile,ampie vallate dalle quali emergono speroni di roccia nera,perché sono montagne di origine vulcanica,tutto poi,ricoperto da una ricca vegetazione di piante mai viste,che da noi non esistono,regnava u silenzio assoluto,gli unici rumori erano il vento e le capre,nel raggio di chilometri non vi erano città ma solo qualche capanna sparsa qua e là.La vallata principale,che segna il confine Camerun-Nigeria,é circondata da un gruppo di montagne e ad un’estremità si ergono due speroni,questo luogo é chiamato Roumsiky perché secondo la leggenda che la gente del luogo si tramanda,in un passato lontano un giovane guerriero,chiamato Roumsiky,fuggi’ dal suo regno e si nascose tra le caverne di queste montagne,un giorno conobbe una fanciulla e se ne innamoro’,ma il loro amore non era possibile poiché i due giovani appartenevano a regni diversi,allora i due decisero di lottare contro il loro infelice destino e vissero nascosti per sempre tra le rocce di queste alture e si dice che questi due speroni sporgenti siano emersi poi uno di fronte all’altro a rappresentare i due giovani,come testimonianza del loro amore. Potrei dilungami per ore a descrivere questo luogo,ma la sensazione di pace,armonia che si prova é impossibile da spiegare,sono quelle cose che si possono solo provare di persona.Era la prima volta nella mia vita che mi trovavo in un luogo cosi’ incontaminato,fuori dlle tradizionali mete turistiche,dove si vedono ampi orizzonti,ampi spazi senza insedaimanti umani per chilometri,un luogo che sembra essere stato dimenticato dal resto del mondo ,che bellissima sensazione!

Enrica