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Archivio di Luglio 2008

CINQUE EURO E NOVANTA

Sabato, 26 Luglio 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Vi siete mai chiesti quanto valore abbiano effettivamente le cose che fanno parte della nostra vita quotidiana??

I soldi, per esempio, ci fanno vivere: si trasformano in cibo, acqua, casa, movimento, divertimento…

Io oggi ho avuto la prova che sono qualcosa di molto più grande: con cinque euro e novanta ora come ora non ci si fa molto, ma, possono avere un valore altissimo!

Possono trasformarsi in speranza e in amore…un piccolo gesto per un cuore grandissimo, il cuore di piccoli grandi eroi!

Tre piccoli eroi che mi si sono presentati pochi minuti fa, con grandi sorrisi e una scatola di cioccolatini in mano, che conteneva la dolcezza più grande: cinque euro e novanta. Raccolti con entusiasmo improvvisando una bancarella con gli amichetti.

“Questi soldini sono per i bimbi quando andrai da loro a settembre, e ne raccoglieremo degli altri!”

Cinque euro e novanta e tre piccoli sorrisi, possono avere lo stesso valore di tutto l’oro del mondo, di tutto l’amore del mondo!

 

Daniela

IL CIELO

Giovedì, 24 Luglio 2008

Come ogni sera verso le 21 dopo cena,mi stavo recando verso la mia camera,il solito tragitto che sempre percorro dopo un’intensa giornata ,pensando al mio talamo che attende di accogliere le mie dolci membra,ma questa sera qualcosa attira la mia attenzione,una strana luce illumina il mio cammino,volgo lo sguardo verso il cielo e vedo per la prima volta nella mia vita uno spettacolo indescrivibile,un cielo limpido,costellato da una miriade di stelle.Mai prima avevo visto cosa piu’ bella!Sono spettacoli che la natura ci offre,difficili da descrivere,che solo qui in Africa é possibile ammirare,da noi ormai c’é troppo inquinamento luminoso,qui invece per chilometri non vi é luce,la città piu’ vicina é piuttosto distante e qui alla missione la corrente c’é fino alle 22 quando il generatore viene spento,poi cala il buio totale.Come spiegarlo?Da noi il cielo appare come una pietra nera incastonata di diamanti sparsi qua e là,qui invece appare come un insieme luccicante di infiniti diamanti,in Italia infatti riusciamo a vedere solo le stelle piu’ luminose,mentre qui anche quelle la cui luce é piu’ tenue,flebile,sembra quasi che il cielo brilli di luce propria.E’ uno spettacolo surreale difficile da esprimere,una di quelle apparizioni che ti fanno percepire l’infinito,lo splendore di questo nostro mondo,che ti fanno sentire di appartenere a qualcosa di piu’ grande,come se per un istante riuscissimo a cogliere quella dolce melodia che ogni notte il cielo suona per noi.Di fronte a cosi’ tale magnificenza,non si puo’ che ammettere che questo nostro creato non puo’ essere il frutto del caso,ma che dietro vi sia un grande artefice. 

Enrica

IL DIVERSO

Martedì, 22 Luglio 2008

Guardandomi attorno,mi rendo conto che qui la gente nonostante abbia una vita difficile,dura,é serena,non vedo nei loro occhi rabbia,odio,depressione,tristezza pur avendo tutte le ragione per esserlo.Nonostante tutte le loro difficoltà,cercano di vivere,qui nessuno si lascia andare,qui i suicidi praticamente non esistono.Tra di loro e anche con me,bianca,sono cordiali nei rapporti.Qui c’é un’apertura e una fiducia verso l’altro che da noi non c’é molto,per esempio l’altro giorno passeggiando tra le capanne di Mouda,la gente mi salutava e mi invitava ad entrare nella propria casa,da noi in Italia é il contrario,se vediamo aggirarsi attorno a casa nostra un nero lo guardiamo con sospetto e non solo non lo invitiamo ad entrare anzi magari cerchiamo pure di allontanarlo.Il diverso é accettato e visto con curiosità,certamente tra me e loro ci sono differenze per cultura,stile di vita,ma si crea comunque una relazone perché l’altro é visto in quanto persona nella sua essenza.Quando vediamo l’altro come persona capiamo che in fondo é uguale a noi:come noi ha bisogno di amare e di sentirsi amato.Pero’ non fraintendetemi,non é che questo sia u piccolo eden dove dove tutti si amano e vanno d’amore e d’accordo,ma certamente tra la gente si percepisce un clima aperto e rilassato.

Enrica

UNA MATTINA AL MERCATO

Lunedì, 21 Luglio 2008

Questa mattina passeggiavo per il mercato di Maroua(una piccola città poco distante dalla fondazione) con Mari’,una sorella dei sodc ed una ragazza che lavora nel centro,la giornata era molto calda con il sole forte(qui quando il sole batte,batte proprio forte non siamo molto lontani dall’equatore),stanche e accaldate ci siamo fermate a comprare una bottiglia di acqua da bere,e in men che non si dica ce la siamo bevuta tutta;istintivamente da occidentale mi é venuto spontaneo cercare un cestino della spazzatura per gettare la bottiglia ormai vuota,ma guardandomi attorno mi sono resa conto che qui non ne esistono,qui non si getta via nulla,qui anche una banale bottiglia di plastica che per noi non vale nulla,é qualcosa di prezioso,infatti poco dopo un bambino di strada,vedendomi con in mano la bottiglia vuota,mi ha fermata per chiedermela e poi mi ha pure ringraziata con un bellissimo sorriso come se gli avessi donato chissà che cosa.Attonita,guardavo quel bambino allontanarsi felice e pensavo quanto sia relativo il valore delle cose e percio’ che le cose non hanno valore in se stesse,in quanto tali,ma hanno il valore che noi decidiamo di attribuirgli.

Enrica

MARTIN

Lunedì, 21 Luglio 2008

Qui nella fondazione in cui sono ospite,vivono circa una trentina di bambini,alcuni di pochi mesi fino ai piu’ grandi di 6/7 anni,orfani di madre o spesso di entrame i genitori,non avendo nessuno che si possa occupare di loro vengono accolti qui al centro.Qui sono seguiti e curati benissimo non gli manca proprio nulla sia sul piano materiale che affettivo.Tutti questi bambini hanno un sorriso,una vitalità straordinaria,é facile innamorarsene,quando mi vedono mi corrono in braccio per farsi coccolare,voglio a tutti molto bene,ma mi sono affzionata in particolare ad una bambina si chiama Martin,é malata di malaria,ma ce la farà,qui cibo e medicine non mancano.I prim giorni quando sono arrivata era molto debole,quando al tenevo in braccio sentivo il suo piccolo corpicino fragile,inerte,un pianto debole e due occhietti che ti guardavano chiedendoti aiuto.Ogni giorno dopo colazione,la prima cosa che faccio é andare a vedere come stà.Giorno dopo giorno le sue condizioni migliorano,Martin vincerà la sua battaglia.In Africa i bambini muoiono,é normale,perché denutriti o per semplici malattie che non vengono curate dato che le strutture sanitarie sono inadeguate o comunque molto costose,quindi inaccessibili ai piu’.Ma anche qui in Africa,nonostante le pessime condizioni generali,a volte accadono i miracoli,Martin sconfiggerà la malaria :questa volta la vita vincerà sulla morte.MARTIN

Enrica