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…il film…

27 Settembre 2009

Un mese d’ Italia sono passati nel tempo di un respiro, e senza rendertene conto c’è già un’aereo per te , là pronto a riportarti nei tuoi giorni africani.

Un mese e la tua valigià è già piena di ogni cosa, quella valigia che in fondo non avevi mai svuotato completamente. E ora si riparte, i pensieri sono molti, le preoccupazioni altrettanto, ma c’è molto entuasiasmo e voglia di ricominciare…

Questo mese è stato come un sogno, come un film al cinema, dove ti guardi e ti fai domande sul personaggio principale, ti immedesimi in lui, cerchi di capire perché fa questo e quello, ti accorgi che tu non sei lui, ma allo stesso tempo lo sei talmente tanto che quasi è un sollievo starlo solo a guardare.

 

Un film pieno di incontri, gente nuova e familiare che fa capolino nella storia del protagonista lasciando un po’ di se, e prendendosene un po’. In certi momenti la storia prende un ritmo più frenetico: treni, viaggi, posti nuovi, mare e grasse risate…e tanto tanto cibo( perché lo stomaco non sta  solo a guardare!!); in alcuni tratti tutto diventa più lento e introspettivo, riflessioni, discussioni e grandi chiacchierate…poi arriva il momento della discesa nella tristezza di questo nostro personaggio, che vive il dolore di una perdita inaspettata in un modo che tu, spettatore, non riesci a capire fino in fondo, ma che ti coinvolge e che ti fa restare incollato allo schermo aspettando con trepidazione la svolta, che inaspettatatamente arriva, in un momento del racconto che sembrava solo un passaggio insignificante, ma che diventa uno dei momrenti più importanti del film. Questo succede in un attimo di semplice vita quotidiana, ma che fa nascere quel sorriso sincero e profondo che risolleva l’animo del personaggio aiutandolo a superare quell’istante, a respirare e ricominciare ritrovando passo dopo passo le sue caratteristiche iniziali.

In realtà questo film non è ancora finito, e in fondo tu che lo stai a guardare ora ti accorgi che non ricordi assolitissimamente neanche qual è stata la prima puntata, sempre se c’è mai stata…

E poi ti domandi se stai guardando ancora il film o se ne sei entrato a far parte, certo è che non riesci a staccarti da questa storia…certo è che che speri che non arrivi mai la scritta THE END.

                                                                                                                               daniela

…attraverso…

10 Settembre 2009

 

Attraverso i suoi occhi

la terra.

Attraverso i suoi occhi

uno specchio,

l’anima trema.

Attraverso i suoi occhi

gioia,

dolore,

un pensiero.

Attraverso i suoi occhi

buio,

luce,

calore.

Attraverso i suoi occhi

la terra si specchia

nella mia anima

che trema,

gioia e dolore

danno vita a un pensiero,

che si colora

tra il buio e la luce

attraverso i suoi occhi.

 

…ovunque sei, fai buon viaggio piccola mia…

 

…ammirerò le tue ali da qui…

 

daniela

 

 

 

 

 

 

 

…ora…

5 Agosto 2009

26 luglio 2009

 

Ora fuori è silenzio…

Ora fuori è quasi sempre la pioggia….

Ora si sentono solo le gocce che si posano su ogni cosa…si posano sulla terra donandogli la vita, si posano sul cemento delle case rinfrescando i muri, si posa sui tetti in paglia delle capanne impregnandole, si insinua nelle fessure e tamburella sui tetti in lamiera…

Ora la voglia è solo di coricarsi e dormire cullati da queste gocce…

Ora…

Ora la stanchezza si fa forte dopo una giornata intensa: la festa della solidarietà dei sarè…un lauto pranzo dove riso, carne e pane hanno sazziato più o meno tuuti, innaffiato da succo, birra cocacola e bil-bil…poi le danze, e che danze! Non tradizionali, per le feste si balla come in discoteca, quasi latino, un tocco di disco, in un miscuglio dove fianchi e fondoschiena hanno la meglio tra donne, uomini, e bambini…dove tutti ballano un po’ come esce, tranne alcune canzoni molto conosciute che hanno una determinata coreografia che tutti conoscono…oggi ho dato del mio anche io, visto che in teoria ne sarei il presidente ma sapete com’è ho dei seri problemi a muovermi così in pubblico…così tra un bambino e l’altro con la scusa di farli ballare me la sono cavata…

E stato divertente, soprattutto perché dopo il pranzo Diguir, un ragazzo che lavora nel sarè dei più piccoli, lamentandosi che il sarto non aveva fatto in tempo a fare la sua tenuta…ah! Tra parentesi, tornando alla moda a fricana di avere  una divisa per la festa,  anche noi oggi eravamo tutti vestiti con lo stesso pagne!

Così ho donato gentilmente il mio completo a lui con il risultato che per poco tutti non ce la facevamo sotto dalle risate, compreso lui che vi giuro stava veramente bene vestitto da donna!

Così ora anche questa è fatta…

 

Ora mancano solo le ultime incombenze, rapporti vari, fiches di valutazione,programmi…lavoro d’ufficio…noiosissimo! Ma bisogna…

 

Manaca poco alla partenza e ora l’urgenza di stringersi si fa bisogno incontrollabile…

Stringersi tra noi, che sentiamo troppo vicino il distacco fisico da questo Noi che è stato la nostra forza e la nostra energia, la nostra consolazione e la nostra famiglia, il nostro nido e la nostra libertà…

Stringersi a quelle creature che hanno dato concretezza al nostro servizio, con i loro sorrisi, i loro pannolini cambiati e i loro pianti asciugati…

Ora quando li incontro il mio primo pensiero è se li rivedrò tutti al mio ritorno, se qualcuno se ne sarà già andato…non lo so ma qui il tempo è beffardo…un mese può essere tutta una vita e passare in un’attimo e quindi devi essere pronto a tutto…

 

Abbiamo festeggiato questo primo periodo di “NDRA AR  LE’EN”…abiamo fatto una bella festa al bar dell villaggio: “da Yaya”, tutti insieme con la maglietta del gruppo…e abbiamo dato spettacolo anche li…nel senso che tra uan risata e l’altra, un ballo e l’altro e Gaiwe che dava di suo, bè sembrava di stare dentro a un teatro!

Andare nei villaggi e presentare il frutto del nostro lavoro, portare un messaggio, un messaggio di integrazione e unione mi ha fatto scoprire molte cose, soprattutto osservando le varie reazioni delle persone, la loro partecipazione, a volte più rumorosa di altri.

Mi ha dato un nuovo motivo per continuare…ora nella testa ci sono molte idee, progetti, ai quali dare forma e vita…

 

Il mio amico Moustafà è tornato a casa e ora rimane il suo sorriso, rimangono i suoi abbraccie  e le sue corse tra le mie braccia come un calore infinito che mi riempie mi fa andare oltre la sua mancanza…perché ora più che mai so che ogni incontro, che sia prolungato o no, fa in modo che la tua storia non sia più solo tua, ma fa in modo che si incroci, si confronti e si arricchisca con le altre storie, tanto da non essere più solo la tua…Mustafà se lo rivedrò o no questo non mi è dato da sapere, dovrebbe tornare ma qui è tutto molto relativo,ma so che lui fa parte di me come io di lui, perché il seme che lui aveva l’a piantato nel mio e in tanti altri cuori…e ora sta crescendo: come i suoi capelli che sono di nuovo neri, come i suoi grandi occhi!

 

Anche Madi se nìè andato, in una serata di pioggia…si è lasciato andare…un grande uomo costretto su una sedia a rotelle da anni, movimenti quasi inesistenti, rallentati, che riempiva la veranda del centro con il suo sguardo attento, penetrando l’anima di chiunque gli passasse accanto…riempiva la veranda con le sue domande, innumerevoli domande a volte scomode e imbarazzanti, a volte profonde come i suoi occhi.

Personaggio così ingombrante che a volte era pure troppo e ti ritrovavi a percorrere vie alternative perché Madi era in veranda, e non ne avevi la ben che minima voglia di affrontarlo…

Tutti lo “odiamavamo”…nel senso che lo odiavamo e amavamo allo stesso tempo…un grande rompiscatole che andandosene ha lasciato un vuoto pesante sotto quella veranda che era il suo regno e il suo mondo…lui pensava che tutti sraebbero stati contenti della sua dipartita…ma era l’orgoglio che parlava…

Davanti alla sua stanza, davanti al suo corpo freddo, eravamo in tanti, moltoi probabilmente solo per curiosità, ma alcuni occhi erano velati, come i miei…quel velo che ti copre anche il cuore quando ti rendi conto che un pezzo del mondo se ne andato…quando ti rendi conto che ora tutto sarà diverso…

Durante il suo interramento, nel cimitero di Maroua, fissavo il suo corpo avvolto in una stuoia, sul retro dell’auto…siamo nulla una volta morti, e quella ne era l’immagine…siamo nulla perché il nostro corpo non è nulla…ma è solo il nostro corpo, perché ciò che ci rende uomini immortali è ciò che alberga di noi nelle altre persone…Madi non sarà quell’ultima immagine che ho di lui…Madi non è mai morto veramente…il suo corpo non c’è più è vero, e dove sia ora non lo so…mussulmani, cattolici o altro non è l’importante… ogni volta che passo dalla veranda penso a lui, mi aspetto di trovarlo con una nuova domanda per me…ho pianto la sua morte ma non lo rimpiango perché lui è ancora qui, nella mia storia, in quella di ogni persona del centro e ora anche nella vostra, ora che sapete di lui.

 

Ambra mi ha raccontato la vera storia delle farfalle bianche, termiti che scampano alla morte andando sotto terra e che poi rinascono in veste nuova e bellissima…

Così ora ne ho la conferma, quel regalo che un giorno una persona speciale mi aveva fatto ora prende un significato ancora più profondo…quelle farfalle, quei voli sono ancori più speciali…

 

Ora i giorni si possono contare senza perderne il filo…così la tendenza è nel guardarsi indietro per vedere che è stato…cosa si è fatto e cosa non si è riusciti a portare a termine, che si è dato e che si è preso…è un bene tirare le fila di un viaggio, ma credo che sia meglio partire da ora, con la coscienza del passato e guardare a quello che sarà…

 

Ora…

Ora fuori è tornato il sole…

 

 

 daniela

…ci sono ancora!

14 Luglio 2009

E un po’ che non scrivo…e non per cause drammatiche, ma perchè avrei voluto dire un sacco di cose ma ho  in fin dei conti mi ritrovavo a pensare: che dico?

Ragionamento contorto, ma poi capirete.

La vita dopo la tempesta continua in modo “normale”, dopo i primi giorni in cui tutti ci sembrava di vivere un’atmosfera surreale, dove chi più chi meno  è tornato alle attività di sempre, la fiera delle mattine passate a fare le pendolari tra maroua e mouda, tra ospedali e farmacie e mercato è ricominciata.

Ma stavolta non si aveva l’urgenza di qualcosa di così grave e catastrofico…e quindi quasi è diventata una fastidiosa routine, nella quale qualche volta è capitato di alzarsi la mattina e il primo pensiero era: “chi ha voglia di andarci ancora stamattina…”ma che si deve fare, questo è…

Molti, quasi tutti, i bimbi sono rientrati a casa e la fondazione è svuotata, qua è la si sente un sommesso vociare dei piccoletti e degli handy, ma comunque sembra di stare in un altro mondo.

Una sera abbiamo passato qualche tempo al sarè delle ragazzine, per salutare le ultime che partivano ed è stato il delirio tra loro che volevano farsi fotografare nelle pose più strane, e poi con quelle che volevano per forza fotografarci in continuazione…davvero impossibile! E poi tutte han voluto abbracciarci forte…senti il calore…un dolce calore…

 

Il tempo è cambiato, piove molto più spesso e certe volte c’è un vento così forte che sembra che il mondo debba crollare da un momento all’altro, ma poi viene solo tanta tanta acqua dal cielo…così tanta che il tetto in tolla sembra la cassa di un concrerto metal!!! A volte insopportabile!

Per questo sono iniziati i lavori del campo, chi il mais, chi il miglio, arachidi, gombo e legumi vari…e quindi i villaggi durante il giorno sono vuoti e anche gli ospedali han meno pazienti: ora la priorità ce l’ha il campo…tutto il resto dopo!

 

Il nostro tour per ora ha chiuso le date…causa pioggia sempre…ma siamo davvero davvero fieri e contenti di come è andata! Abbiamo dovuto rimandare solo l’ultimo villaggio che è impossibile da raggiungere, ma si è rimandato solo a settembre…quest’esperienza mi ha dato davvero molto, mi ha fatto capire quanto il lavoro di squadra sia importante, ma che può funzionare solo se ogni singolo si impegna in quanto tale,dona quello che ha e poi l’insieme fa il resto…mi ha fatto sentire forte la soddisfazione per una riuscita sopra ogni aspettativa…e mi ha dato tanta tanta voglia di continuare e tanto entusiasmo per mettermi ancora in gioco…anche se certe volte è stata dura…ma questo è il bello no???

 

Finalmente sono riuscita ad andare a trovare la mia piccola Gerardine…il viaggio è stato durissimo…quasi insopportabile a tratti…ma ci tiravamo su il morale a vicenda scherzandoci su, e facendoci delle grasse risate! La compagnia era composta da Charle, l’autisata signore che non si scompone mai, Gondam l’assistente sociale che sembra un’orso tenero…orso per la stazza!!!!

Poi io completamente furi di me dalla gioia di riabbracciare la bimba, Odille una ragazza che lavora alla creche che accompagnava la piccola Angeline al suo villaggio, e lo zio di quest’ultima, Moise, che aveva passato del tempo con lei in fondazione.

Un’allegra combricola alle prese con il fango, l’acqua, le buche…chi lottava con Sangeline che si dimenava e faceva una gran confusione nella macchina, mangiando e bevendo in continuazione le cose sue e pretendendo con urla e pianti anche quelle degli altri! Il particolare interessante, per farvi comprendere meglio, è che la bimba è sorda ed ha due anni…quindi hai voglia tu a sgridarla…impossibile contenerla anche perché già di suo ha un bel caratterino!

Così ad ogni lago di fango Gondam diceva a Odille di pregare e cantare, Moise che se la rideva stuzzicando la piccola, io che scherzavo con Gondam cercando inseme di combinare il matrimonio tra Odile e Moise.insomma siamo arrivati alla prima destinazione stremati dalle risate e dalla strada impossibile.

In tutto questo Charle non ha fatto una piega, ha guidato senza un errore…tanto di cappello per lui!

La prima sosta è stata Gobo, e dopo aver cercato mamma papa di gerardine al campo assieme al nonno, siamo tornati a casa loto perché lei se ne era andata da un’altra parte, ma poi l’hanno portata…ed io…io appena l’ho vista ho sentito il cuore scoppiarmi nel petto…lei era bellissima, cresciuta e cicciottosa come non lo era mai stata…era lei e ce l’avevo davanti agli occhi! Quasi avevo paura di prenderla nelle mie braccia, per paura che questo mio sogno svanisse…

L’ho tenuta per tutto il tempo mentre lei mangiava bigne è biscotti, mentre parlavamo con la famiglia…ed a ogni attimo che passava mi accorgevo che non sarebbe mai potuta stare meglio di così…che non potevo sperare di meglio!così quando siamo partiti da lei non ero triste, ero solo tanto tanto tanto contenta di vedere il mio piccolo angelo volare così in alto!!

Poi abbiamo ripreso il cammino, sempre buche, sempre acqua…sempre risate…fino a passare la frontiera con il T-Chad…e  siamo arrivati al villaggio della piccola peste Angeline. L’accoglienza è stata molto calorosa…l’aspettavano, e tutti con un sorriso si rivolgevano a lei come se non se ne fosse mai andata…la famiglia: che cosa stupenda quando è tale anche nelle difficoltà! Dopo le formalità e una tazza di te calòdo ma buonissimo abbiamo salutato tutti e ce ne siamo andati, lasciando Odille, Moise e la piccola in questo nuovo mondo.

Mentre rifacevamo la stessa stressantissima strada verso casa, con gli stessi salti, le stesse buche e la stessa acqua pensavo alla giornata….stanchissima, ma contenta…una buonissima giornta! Pensavo alla mia piccola e avevo quel sorriso stampato , che quasi mi sentivo stupida!!!

 

Ora che si contano i giorni e si deve cominciare a organizzare il tempo che resta in funzione alla partenza , sento forte l’urgenza di fare e stare con le persone…anche se so benissimo che a ottobre sarò ancora qui.

Sento tutte addosso le emozioni di quest’anno, le immagini mi si presentano nella mente come una lungo film…spero che di  tutto il lavoro fatto rimanga qualcosa, spero che di tutte le vite incrociate e vissute rimanga la gioia dello scambio…spero che le persone con cui ho vissuto fin’ora..la mia famiglia rimanga sempre tale anche se i modi e i tempi muteranno…

 

Alla fine ci sono state tante cose…e anche di più di quelle che ho scritto…ma come fare?certe volte bisogna vivere e scrivere diventa troppo…

 

Sento già il cambiamento…

Ora bisogna solo prepararsi a ciò che sarà…

Io sono pronta..

 

daniela

…l’urlo…

12 Giugno 2009

Voglio raccontarvi la mia giornata di oggi…

Giovedì 11 giugno…fuori tutto tace…è notte…

Un giornata strana…

Come è strana la calma dopo la rempesta!

Sembrava un clima surreale…

Stamattina mi sono alzata dopo l’ennesima notte tormentata tra sogni strani, incubi e preocupazioni…l’altro giorno anche asta ci ha lasciati e io non faccio altro che sognarla di notte che respira sotto quel telo freddo che ho portato tra le miei braccia…

Sono uscita nel mondo e mi sentivo come fuori da me, ho fatto molti lavori d’ufficio e organizzativi arrivando a mezzogiorno e mezzo senza neanche rendermene conto…

Il pomeriggio ho fatto un giro alla creche…non so neanche io perché l’ho fatto, ma era quel luogo che mi metteva inquetudine…forse l’ho fatto per farmela passare…

Sembrava un mondo parallelo…niente febbri, nessuno sotto perfusione, tutti contenti, che giocavano e…io me li sono spupazzati tutti ma avevo la strana sensazione che dovesse succedere qualcosa da un momento all’altro…come se dovesse scoppiare una bomba o che ne so…

E avevo un gran voglia di andarmene…

Ma quei piccoli sorrisetti…basile che è diventato il doppio da quella notte in cui mi chiedevo se ce l’avrebbe fatta…ci sono stata un po’, combattendo contro quella sensazione…

Poi è giunta l’ora dei preparativi per la nostra prima di teatro…del mio gruppo: “ NDRA AR LE’EN”.

Confesso che fino ad un’attimo prima farlo o meno non mi importava un granchè, tanto la mia mente era persa, ma poi mentre arrivavano tutti, mentre li vedevo emozionati e fieri…ho cominciato a risentire e risentirmi…

Abbiamo avuto dei piccoli problemi di luce risolti in fretta e poi il tutto è iniziato…secondo dopo secondo, scena dopo scena le mie risate si sono fatte più di cuore, e la sensazione strana che mi ha accompagnato per tutta la giornata si è sciolta…fino a quando a spettacolo terminato sono andata dietro le quinte e ho guardato la mia amica doudou negli occhi e fiera di lei e di loro abbiamo gridato insieme come le donne guiziga…quell’urlo che ti viene da dentro e che ha liberato un po’ il mio respiro…

Mentre eravamo seduti tutti in cerchio al bar, davanti a qualcosa da bere, commentando la serata, mi sono estraniata un’attimo e i pensieri si sono fatti più leggeri…

Ho passato ogni attimo della giornata sperando di rivedere quei due visini che tanto mi mancano,

sperando che non ci fosse più una boimba pronta a scoppiare, sperando che l’incubo non sia mai

 esistito…sperando di essermi svegliata…ma non ho mai dormito, e quello che ora è reale e quello che la vita ancora ci propone, e sta negli occhi dei piccoli mostrini alla creche, sta nell’orgoglio di chi mostra il frutto del prorpio lavoro credendo fino in fondo a quello che fa, sta negli abbracci di chi ti esprime il suo affetto, sta nel lavoro che ogni giorno facciamo…sta anche in quei piccoli visini che mi verranno a cercare nei sogni per non dimenticare…

 

Ogni attimo è un battito d’ali…e ora sento che si deve ricominciare a volare, ma davvero…La mia farfalla è sempre stata qui solo che il mio cuore non era pronto a vederla…ora sembra che ci stia provando…

 

                                                                                                                                    daniela