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Archivio riviste |
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L'Ancora
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Rivista bimestrale a cura del Centro Psicopedagogico Etico Spirituale dei Silenziosi Operai della Croce
per operatori sanitari
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Editoriale Eutanasia, cartina di tornasole di una società malata
Leggevo qualche giorno fa che “…anche la volontà si può ammalare”.
Testimonianza
Giada Menicagli Il vescovo di Livorno, monsignor Diego Coletti, che aveva ben conosciuto Giada, era rimasto colpito dalla sua persona, dalla sua fede, dalla sua preoccupazione per gli altri e chiese ai genitori di raccogliere le sue memorie e le testimonianze. Da questa raccolta è nato un libro, “Schegge”, dal quale traggo queste mie riflessioni. Remigio Fusi: Sacerdote dei Silenziosi Operai della Croce.
L'Ancora nell'unità di salute Scienza e fede a servizio della persona
L'Ancora nell'Unità di Salute: tre aree di interesse per favorire, nell'ambito sociosanitario e pastorale, la piena dignità della persona sofferente. L'area umanistica coglie, nell'ampio spettro delle scienze, le comprensioni più idonee a promuovere l'apostolato specifico della persona sofferente. Più specifiche dell'orizzonte apostolico dei Silenziosi Operai della Croce (Associazione internazionale proprietaria della rivista), le aree teologica e associativa. L'azione diretta e responsabile delle persone disabili e ammalate, una precisa responsabilità pastorale come soggetti attivi nella società e nella Chiesa, sono gli intenti che la rivista si propone. Fondata dal 1978 da mons. Luigi Novarese, iniziatore dell'apostolato per la promozione integrale della persona sofferente, la rivista accoglie contributi a carattere scientifico, collocandoli all'interno di percorsi multidisciplinari. Punto di convergenza per ogni studio è comunque dare luce e profondità alla dignità di ogni umana esistenza e al valore di salvezza che essa riveste in virtù dell'incarnazione di Dio, in Cristo Gesù.
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Area Teologica Una guarigione in sinagoga
Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di
sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. Ed erano stupiti del
suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non
come gli scribi. Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno
spirito immondo, si mise a gridare: “Che c’entri con noi, Gesù Nazareno?
Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio” . E Gesù lo
sgridò: “Taci! Esci da quell’uomo” . E lo spirito immondo, straziandolo
e gridando forte, uscì da lui. 27 Tutti furono presi da timore, tanto
che si chiedevano a vicenda: “Che è mai questo? Una dottrina nuova
insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli
obbediscono!” . La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni
della Galilea. (Mc 1,21-28) La speranza che non delude: natura, impegno, concretezza (nn. 19.37; n. 47)
La seconda parte della Nota pastorale
“Predicate il Vangelo e curate i malati. La comunità cristiana e la
pastorale della salute” della Commissione Episcopale CEI per il servizio
della carità e la salute, è tutta incentrata sulla speranza, che la
chiesa propone al mondo della salute come un messaggio gioioso; nello
stesso tempo essa invita i credenti ad impegnarsi nel testimoniarla con
azioni e iniziative concrete. Mai come in questo periodo storico di
profondi cambiamenti nel settore sanitario va affermata con urgenza la
certezza della fede in Cristo Risorto, “con l’annuncio della parola, la
celebrazione dei sacramenti, la preghiera, i segni della comunione
fraterna e del servizio amorevole e competente verso quanti soffrono”
(n. 21).
Comunità cristiana, salute e pastorale integrata
Il dolore innocente: un segreto condiviso Area Umanistica Accanto al malato: operatori sanitari, volontari e operatori pastorali
Non è facile l’incontro con l’ammalato,
con l’uomo e la donna che soffrono. Spesso è arduo e faticoso, talvolta
lo si vuole evitare. Eppure, nella malattia, la persona vive
l’esperienza di una lacerazione nel corpo e nello spirito e la sua
sofferenza è una invocazione di aiuto. Questa invocazione devono
raccogliere gli operatori professionali e pastorali, che, mossi dalla
competenza, dalla solidarietà e dalla fede, si pongono in atteggiamento
di aiuto. Aggressività e sofferenza: l'influenza dei mass-media nel comportamento dei minori
L'attuale società della comunicazione fa
vivere i bambini e gli adolescenti all'interno di un mondo nel quale
sperimentano sempre meno direttamente ed acquisiscono una conoscenza
sempre più "mediata". Il connubio comunicazioni-tecnologia alimenta ed
influenza la vita mentale, affettiva e sociale di tutti, in particolare
quella dei soggetti in età evolutiva, che proprio dai mezzi di
comunicazione di massa traggono elementi rilevanti per costruire la
propria identità. L'atteggiamento dei ragazzi è dunque piuttosto
propositivo ed articolato. Accanto alle potenzialità positive di una
diffusione dei media (radio, tv, telefono...) e in particolare dei new
media (videogame, PC, internet...), esistono anche dei possibili rischi
per lo sviluppo equilibrato della loro personalità in crescita, che non
possono essere sottovalutati. Sviluppo del rapporto di amicizia
Il termine amicizia deriva dal latino
“amicitia” il cui significato è quello di scambio d’affetto tra due o
più persone, che condividono reciprocità, stima e affinità”. Questa
parola deriva dal termine latino “amicus”, che significava amico ed era
collegato con il verbo “amare”. Numerose sono le ulteriori definizioni
date a questo termine.“Affetto vivo e reciproco tra due o più persone”
(Vocabolario Zingarelli, 2001); “Reciproco affetto, costante ed operoso
tra persona e persona, nato da una scelta che tiene conto della
conformità dei valori e dei caratteri ed è costituita da una prolungata
consuetudine” (Vocabolario Devoto, 1971).
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Ultimo aggiornamento
mercoledì 02 luglio 2008