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L'Ancora
nell'unità di salute

Sommario n. 5
Settembre - Ottobre 2007


 

Rivista bimestrale a cura del Centro Psicopedagogico Etico Spirituale dei Silenziosi Operai della Croce

per operatori sanitari


Editoriale

Il superamento del male

Nel considerare l’esperienza di chi soffre vi sono elementi inevitabili, legati alla limitatezza creaturale e insieme alla specifica identità di ogni persona. In effetti, dell’essere umano, si può affermare sia che ha un corpo, sia che lo è. L’esperienza umana oscilla tra queste due affermazioni, tra un principio identificativo necessario e una tensione di superamento e trascendenza. Il corpo tutela la fedeltà al compito fondamentale di esprimere un atto di volontà conforme alla propria identità personale. Un compito che si radicalizza nel momento tragico in cui la sofferenza ferisce l’intera personalità minacciandone la sussistenza (a cura della Redazione).

 

 

 

  

 

Testimonianza

Lella Garotti
Dallo scoraggiamento alla gioia

Lella parla del suo travaglio, delle difficoltà ad accettare il suo stato, del timore di rimanere paralizzata, con umiltà e sincerità, in una testimonianza fatta il 22 novembre 1987: "La malattia mi ha colpita all'età di tre anni e precisamente il morbo di Pot alla schiena (colonna vertebrale)...nonostante le cure dei migliori professori di allora, la malattia mi stava intaccando tutti i corpi vertebrali dorsali e di conseguenza ebbe inizio la deformazione...Quante volte andavo a letto la sera con la speranza di risvegliarmi al mattino con la schiena diritta!!!!...Entrai in piena crisi morale e spirituale; mi arrabbiai anche con Dio e dovevo trovare dentro di me il perchè del mio vivere nella sofferenza".

Remigio Fusi: Sacerdote dei Silenziosi Operai della Croce.

 

 

L'Ancora

nell'unità di salute

Scienza e fede

a servizio della persona

 

 

  L'Ancora nell'Unità di Salute: tre aree di interesse per favorire, nell'ambito sociosanitario e pastorale, la piena dignità della persona sofferente. L'area umanistica coglie, nell'ampio spettro delle scienze, le comprensioni più idonee a promuovere l'apostolato specifico della persona sofferente. Più specifiche dell'orizzonte apostolico dei Silenziosi Operai della Croce (Associazione internazionale proprietaria della rivista), le aree teologica e associativa.

  L'azione diretta e responsabile delle persone disabili e ammalate, una precisa responsabilità pastorale come soggetti attivi nella società e nella Chiesa, sono gli intenti che la rivista si propone.

  Fondata dal 1978 da mons. Luigi Novarese, iniziatore dell'apostolato per la promozione integrale della persona sofferente, la rivista accoglie contributi a carattere scientifico, collocandoli all'interno di percorsi multidisciplinari. Punto di convergenza per ogni studio è comunque dare luce e profondità alla dignità di ogni umana esistenza e al valore di salvezza che essa riveste in virtù dell'incarnazione di Dio, in Cristo Gesù.

 

Area Teologica

Un uomo miracolato dentro e fuori (Lc 5, 17-26)

La missione di Gesù consiste nel restituire all’uomo l’immagine divina sbiadita e smarrita con il peccato. Il perdono è il mezzo privilegiato per tale terapia. La guarigione fisica, visibile, favorisce la comprensione del perdono, invisibile. Tutto l’uomo deve essere risanato.
Mauro Orsatti: Insegna esegesi biblica allo Studio Teologico Paolo VI del Seminario di Brescia; è professore ordinario di esegesi del Nuovo Testamento alla Facoltà di teologia di Lugano (Svizzera). È professore invitato all'università di Cluj-Napoca (Romania), Facoltà di Teologia greco-cattolica, Dipartimento di Blaj.

      

Il sofferente fra fragilità e salute

Inizio questa riflessione, sul tema “Il sofferente fra fragilità e salute”, citando un passo tratto dalla lettera A Diogneto e definendo i due termini fragilità e salute.
Questo scritto, che si può far risalire al II° secolo d.C., parlando dei cristiani afferma:
«Dimorano nella terra, ma hanno la loro cittadinanza nel cielo».
Tale affermazione delineando la dimensione storica e trascendente del nostro essere cristiani ci indica l’ottica entro la quale va letta ed interpretata la tematica che vogliamo approfondire e cioè quella della speranza cristiana, la salvezza.
Affermava mons. Mansueto Bianchi al convegno sul tema Salute e salvezza tenuto nel 2003: «La salvezza cristiana guarda al suo compimento oltre la storia ma non senza la storia bensì attraverso e attraversando la storia. La salvezza cristiana parla di una “vita eterna” cominciando a ravvisarla e a costruirla dentro la fragilità e la labilità dei nostri calendari».
Alberto Russo: cappellano al Policlinico universitario di Napoli. Segretario della consulta regionale della Campania per la pastorale della salute.
  

La cura del malato e la formazione del personale (nn. 14-18)
Gli ultimi numeri della prima parte della Nota pastorale "Predicare il Vangelo e curare i malati" della Commissione Episcopale per il Servizio della carità e la salute (CEI) che stiamo commentando (nn. 14-18) ci richiamano due problemi molto vivi e attuali del mondo sanitario: il problema della cura che si deve al malato e il problema della formazione del personale sanitario.

Mauro Orsatti: Professore ordinario di esegesi del Nuovo Testamento alla FTL e professore inviato alla Facoltà di Teologia di Blaj (Romania).
      

La spiritualità di suor M. Benedetta Frey
Monaca "crocifissa" di Viterbo

L’esperienza vissuta da Suor M. Benedetta (monaca cistercense) è stata quella di prendere la croce della malattia e seguire ogni giorno il Crocifisso. Ella si è fidata di Dio totalmente e lo ha dimostrato accettando e offrendo a Gesù e a Maria Addolorata, le sue sofferenze, durate per 52 anni nel letto, attraverso un cammino fatto di santità. La vocazione cristiana alla santità costituisce un elemento essenziale della vita e la condizione di malattia non la elimina anche se la rende più difficoltosa.
Gianluca Scrimieri: Studente di Teologia Pastorale Sanitaria al “Camillianum”di Roma
  

Area Umanistica

Qualità ed umanizzazione: un binomio indispensabile per la cura

Il mondo occidentale dispone oggi delle tecniche sanitarie migliori della storia sia a livello diagnostico che terapeutico; un’assistenza estesa nelle prestazioni a tutta la popolazione, una discreta autonomia del paziente, accettabili standard alberghieri… eppure, troppe volte, ci troviamo di fronte ad episodi di “malasanità” e ad ammalati insoddisfatti per la disumanità delle strutture e delle cure.
In questo contributo vogliamo offrire alcune piste di riflessione riferendoci a due termini: qualità e umanizzazione, convinti che l’attenzione alla “qualità”, accompagnata dalla cultura/filosofia dell' “umanizzazione”, è il presupposto ineludibile per soddisfare validamente le attese e i bisogni del sofferente come pure le esigenze e le aspirazioni degli operatori sanitari.
Gian Maria Comolli: Teologo, sociologo, cappellano del Centro Sant'Ambrogio
  

Pace nel mondo e rispetto per la vita: uno sguardo nel futuro

Uno sguardo in avanti„ riguarda un gruppo di giovani studenti di medicina, i quali, tra le diverse discipline, studiano anche la lingua Inglese. Anche attraverso l’insegnamento della lingua Inglese è possibile parlare di pace ed infondere il rispetto per la vita. In particolare è possibile invitare gli studenti a porre maggiore attenzione alle persone che soffrono, le quali più degli altri hanno bisogno di essere ascoltate ed aiutate a superare il senso di abbandono e sconforto in cui spesso si ritrovano.

Lucia Priore: Docente di lingua Inglese - Corso di laurea specialistica in Scienze delle professioni sanitarie, area tecnico assistenziale. - Università Federico II, Facoltà di Medicina e Chirurgia
  

Scommetti?

La comunicazione epistolare come sostegno psicologico nel vissuto di lutto: un caso
Sai cosa ho perso? È l’inizio di un messaggio di posta elettronica, denso di dolore, giunto ad un’associazione dedicata all’accompagnamento psicologico di persone in lutto. Nella comunicazione epistolare si intrecciano emozioni intense e riflessioni pacate, la ricerca di un cammino autentico che non può lasciare indifferenti, che mette in gioco la vita di tutti coloro che accettano, ancora una volta la scommessa della vita. Raccontare ciò che viene, anche se inconsapevolmente, censurato dagli altri; “libera cittadinanza al dolore”; nuovi gesti di amore e di perdono che aprono ad una comprensione differente della vita, che riappare ancora una scelta possibile; il dolore trova parole, diventa comunicabile, l’impresa impossibile è agita e compresa, approvata e sostenuta con delicatezza e umiltà, sinceramente.

Nicola Ferrari: Responsabile servizi di sostegno psicologico alle persone in lutto dell’Associazione Maria Bianchi
  

L'amicizia nelle relazioni dei disabili

Il termine intimità indica uno stato o sentimento d’intesa “interiore” (in latino intra significa “dentro”, quindi sta ad indicare ciò che è più “dentro”). Essa avviene dentro sé stessi. Nella relazione può sorgere un problema di natura narcisistica, l’incompiutezza dei partner. In una relazione intima, i membri sanno di possedere una particolare ricchezza interiore, essi riconoscono anche le loro differenze. I piaceri e le ricompense che emergono dal rapporto sono inconsci. La persona consapevole riconosce le caratteristiche e le esperienze di un amico intimo.

Arianna Paglierani: Dottoressa in psicologia clinica e di comunità
  

Area Associativa

L'incerto bisogno di sicurezze

Formazione per animatori dei Settori giovanili del CVS

I giovani sono inevitabilmente la risorsa più preziosa di un gruppo organizzato, per un traguardo che va al di là delle vicende dei singoli e disegna un orizzonte per tutti, che duri nel tempo. Una grande risorsa di rinnovamento cui il CVS si rivolge, offrendo uno specifico aiuto per una crescita autentica, come uomini e come cristiani. I settori giovanili (bambini, adolescenti, giovani) concretizzano, nelle proposte formative e di animazione, questa attesa di rinnovamento e questa offerta di continuità armonica. Nel suo insieme, la proposta apostolica del CVS vuole dare spessore ed efficacia alla sfida per vincere il non senso della sofferenza, una lotta che si combatte senza quartiere, senza fasce di età, senza zone franche. Il momento unificante di appartenenza, nei gruppi di avanguardia, apre il cammino di ogni singola persona alla ricchezza di un percorso formativo che, dopo sessant’anni di condivisione, non ha ancora smarrito la voglia di rimettersi in gioco.
Maurizio Chiodi: Docente di Teologia morale alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale e alla Scuola di Teologia del Seminario di Bergamo
  


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Ultimo aggiornamento lunedì 02 giugno 2008