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L'Ancora
nell'unità di salute

Sommario n. 4
Luglio - Agosto 2007


 

Rivista bimestrale a cura del Centro Psicopedagogico Etico Spirituale dei Silenziosi Operai della Croce

per operatori sanitari


Editoriale

Una Chiesa dalle porte aperte

Negli anni Sessanta, mentre in Sudafrica si incrudeliva la guerra tra fautori ed oppositori dell'osceno sistema politico basato sulla separazione razziale, sulla facciata della cattedrale cattolica di Durban svettava un allegrissimo striscione multicolore. «In questa chiesa si applica la discriminazione razziale: possono entrare solo i peccatori» (GGTorre).

 

 

 

  

 

Testimonianza

Andrea Grosso
«Un sogno realizzato»

Alla luce della testimonianza di Andrea è comprensibile il valore del carisma che Monsignore ha ricevuto dallo Spirito Santo ed ha trasmesso alla Chiesa. E’ comprensibile la sua affermazione: “L’ammalato è, per molti motivi, oggetto della carità e dell’attenzione della Chiesa e della Società, ma prima di tutto e soprattutto è soggetto di azione e di apostolato”, perché “La sofferenza è una vocazione ad amare di più, a partecipare all’infinito amore di Dio per l’umanità” (Giovanni Paolo II, nel 40° di fondazione del Centro Volontari della Sofferenza).

Remigio Fusi: Sacerdote dei Silenziosi Operai della Croce.

 

 

L'Ancora

nell'unità di salute

Scienza e fede

a servizio della persona

 

 

  L'Ancora nell'Unità di Salute: tre aree di interesse per favorire, nell'ambito sociosanitario e pastorale, la piena dignità della persona sofferente. L'area umanistica coglie, nell'ampio spettro delle scienze, le comprensioni più idonee a promuovere l'apostolato specifico della persona sofferente. Più specifiche dell'orizzonte apostolico dei Silenziosi Operai della Croce (Associazione internazionale proprietaria della rivista), le aree teologica e associativa.

  L'azione diretta e responsabile delle persone disabili e ammalate, una precisa responsabilità pastorale come soggetti attivi nella società e nella Chiesa, sono gli intenti che la rivista si propone.

  Fondata dal 1978 da mons. Luigi Novarese, iniziatore dell'apostolato per la promozione integrale della persona sofferente, la rivista accoglie contributi a carattere scientifico, collocandoli all'interno di percorsi multidisciplinari. Punto di convergenza per ogni studio è comunque dare luce e profondità alla dignità di ogni umana esistenza e al valore di salvezza che essa riveste in virtù dell'incarnazione di Dio, in Cristo Gesù.

 

Area Teologica

Luci e ombre nel mondo della sanità (nn. 5-13)

La descrizione di tutto quello che di positivo e di negativo è presente nel mondo della sanità spinge tutti noi cristiani a rendere sempre più attiva la propria presenza nella società, cosicché si intensifichino sempre di più la luce della verità e il bene dell’uomo, specie se sofferente. Continuiamo con il lettore la riflessione - iniziata sul numero 3 di questa rivista (pp. 200-206) - sulla Nota pastorale della Commissione Episcopale per il Servizio della carità e la salute “Predicate il Vangelo e curate i malati” emanata nella solennità di Pentecoste del 2006.
Italo Monticelli: Responsabile della Pastorale della Salute della Regione Lombardia.

      

Il ministro straordinario della santa comunione e la visita agli ammalati

La figura del ministro straordinario della santa comunione si va sempre più rivelando come preziosa nella collaborazione con i sacerdoti per il dono dell’Eucaristia agli ammalati e agli anziani della parrocchia o ospiti negli ospedali e nelle case di cura. Le seguenti considerazioni - che divideremo in due articoli, uno sulla visita e l’altro sulla santa comunione agli ammalati -, hanno come obiettivo di riflettere e approfondire come la visita agli infermi sia espressione della sollecitudine e della carità di Cristo e della Chiesa e come l’operatore pastorale è chiamato non solo a dare Gesù Eucaristia, ma a saperLo dare, attraverso una visita significativa, che esprima tutta la vicinanza e presenza della comunità cristiana vicina a chi soffre. In questa prima parte considereremo la cura dell’ammalato attraverso la visita, il conforto nel Signore, l’aiuto fraterno e il colloquio personale e la preghiera.
Filippo Urso: sacerdote dell’Arcidiocesi di Taranto, è Dottore in Teologia. E’ membro della Consulta Nazionale CEI per la Pastorale Sanitaria. Direttore per la Pastorale della Salute a Taranto e in Puglia.
  

I mediatori secondari della guarigione
Valorizzazione e apprezzamento per attori non protagonisti

La salute è da sempre un bene prezioso che uomo cerca di salvaguardare con somma cura. In caso di perdita o di salute compromessa, numerosi e svariati sono i tentativi per ripristinarla. Il recupero è spesso un felice impasto tra umano e divino. Lo possiamo constatare già nel mondo antico e pagano, ancora più nel mondo cristiano. L’impegno “terapeutico” di Gesù mira soprattutto a debellare il male che si annida all’interno dell’uomo, quello che noi chiamiamo “peccato”. Ma egli non disdegna di favorire anche una guarigione fisica che diventa segno epifanico di una salute integrale, capace di rendere l’uomo sano fisicamente e bello moralmente.

Mauro Orsatti: Professore ordinario di esegesi del Nuovo Testamento alla FTL e professore inviato alla Facoltà di Teologia di Blaj (Romania).
      

Beato Luigi Maria Monti
Un figlio della Chiesa lombarda a servizio del malato

“E’ una vocazione tipicamente evangelica e profondamente umana assistere i malati”. Con queste lapidarie parole la Regola di Vita del Beato Monti fissa la linea evangelizzatrice della sua Congregazione (i Figli dell’Immacolata Concezione). E’ nel Vangelo che troviamo, difatti, i tre indirizzi missionari: andate in tutto il mondo, predicate il vangelo e battezzate; scacciate i demòni; guarite i malati (Mc 16,15-18). Il Beato e la sua Congregazione esplicitano la missione evangelica annunciando il regno di Dio attraverso la carità. Gli atteggiamenti pratici sono: una grande capacità d’amare il prossimo e di comprenderlo e un’accurata preparazione professionale.
Aleandro Paritanti: Vicario generale della Congregazione e Superiore dell'Istituto di Saronno.
  

Area Umanistica

Il significato profetico delle strutture sanitarie cattoliche

L’ospedale, come rispecchia l’etimologia, dovrebbe essere il “luogo ospitale” che accoglie e cura. Ha origine in Occidente, nella romanità in via di cristianizzazione. I primi nosocomi erano luoghi d’accoglienza dei poveri poi, con il trascorrere del tempo, cresce l’attenzione alla malattia ma non si smarrisce la connotazione
umana e religiosa. Per esempio, in Francia, l’ospedale era denominato “l’Hotel du bon Dieu” (l’Albergo del buon Dio), dove vigeva il motto: “Se sei malato vieni e ti guarirò, se non potrò guarirti ti curerò, se non potrò curarti ti consolerò”.
Gian Maria Comolli: Teologo e sociologo.
  

Welfare: un termine che non deve diventare un alibi

Il welfare è diventato per il mondo socio-assistenziale un nirvana o un tabù dei quali è bene capirne i contenuti, anche perché tutto in questo campo è in divenire. Il dibattito sulle politiche sociali ed il processo di riforma dell’assistenza nel nostro Paese, si inseriscono nel quadro di una tendenza mondiale che vede lo Stato ridimensionare gradualmente il proprio ruolo, rinunciando all’esclusiva come unico artefice del bene comune, anche in quanto gestore e fornitore di servizi.

Paolo Cavagnoli: Dottore in psicologia, presidente dell'associazione di Trento APPM (Associazione Provinciale Problemi Minori)
  

Media e minori: una sfida per l’educazione

L’attuale società della comunicazione fa vivere i bambini e gli adolescenti all’interno di un mondo nel quale sperimentano sempre meno direttamente ed acquisiscono una conoscenza sempre più “mediata”. I media hanno finito per soppiantare in termini di quantità di tempo le primarie agenzie di socializzazione. Anzi, essi stessi hanno assunto un ruolo importante come agenzie di socializzazione, con funzioni educative. Il connubio comunicazioni - tecnologia alimenta ed influenza la vita mentale, affettiva e sociale di tutti, in particolare quella dei soggetti in età evolutiva, che proprio dai mezzi di comunicazione di massa traggono elementi rilevanti per costruire la propria identità. L’atteggiamento dei ragazzi è dunque piuttosto propositivo ed articolato.

Armando Aufiero: Silenzioso Operaio della Croce è assistente nazionale per l'apostolato CVS
  

Area Associativa

Il volontario della sofferenza: un identità in cammino

Un’indagine effettuata su un campione molto ampio (1372) di Volontari della Sofferenza e simpatizzanti, convenuti a Re nel gennaio 2004 per partecipare ad alcune giornate di spiritualità, ha voluto dar voce al malato e ascoltare il suo punto di vista su aspetti importanti, legati alla propria condizione di malattia: dalla vita in famiglia, al ricovero ospedaliero, dall’esperienza di fede, all’inserimento e alla testimonianza in parrocchia e nell’Associazione. Come il Volontario della Sofferenza
parla del suo dolore e del dolore degli altri?
Franca Feliziani
  


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Ultimo aggiornamento lunedì 02 giugno 2008