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L'Ancora
nell'unità di salute

Sommario n. 3
Maggio - Giugno 2007


 

Rivista bimestrale a cura del Centro Psicopedagogico Etico Spirituale dei Silenziosi Operai della Croce

per operatori sanitari


Editoriale

Vorremmo aprire una pagina, dentro una libreria…

Dopo un cammino editoriale di oltre vent’anni, L’Ancora nell’Unità di Salute, rivista di pastorale sanitaria a carattere scientifico, si affaccia nelle librerie. Abbiamo scelto di entrare in modo diverso nelle librerie,  sostanzialmente per incontrare. La pastorale sanitaria rischia, infatti, di essere concettualmente un ambito di “nicchia”, uno spazio dedicato agli esperti, l’occasione per una rivista specializzata, soddisfatta dal tramite di un abbonamento postale. Ma in verità, ciò che attiene alla sofferenza, alla salute, al male e alla sfida di perseguire una vita ricca di gioia duratura, possiede esistenzialmente un carattere di universalità, che esige luoghi di incontro più ampi, fuori da cornici ristrette. Crediamo che le librerie siano uno spazio prezioso, un richiamo a deporre tra le mani di molti l’occasione per fare proprio un messaggio, un’idea, un traguardo in più (GGTorre).

 

 

 

  

 

L'Ancora

nell'unità di salute

Scienza e fede

a servizio della persona

 

 

  L'Ancora nell'Unità di Salute: tre aree di interesse per favorire, nell'ambito sociosanitario e pastorale, la piena dignità della persona sofferente. L'area umanistica coglie, nell'ampio spettro delle scienze, le comprensioni più idonee a promuovere l'apostolato specifico della persona sofferente. Più specifiche dell'orizzonte apostolico dei Silenziosi Operai della Croce (Associazione internazionale proprietaria della rivista), le aree teologica e associativa.

  L'azione diretta e responsabile delle persone disabili e ammalate, una precisa responsabilità pastorale come soggetti attivi nella società e nella Chiesa, sono gli intenti che la rivista si propone.

  Fondata dal 1978 da mons. Luigi Novarese, iniziatore dell'apostolato per la promozione integrale della persona sofferente, la rivista accoglie contributi a carattere scientifico, collocandoli all'interno di percorsi multidisciplinari. Punto di convergenza per ogni studio è comunque dare luce e profondità alla dignità di ogni umana esistenza e al valore di salvezza che essa riveste in virtù dell'incarnazione di Dio, in Cristo Gesù.

 

Area Teologica

Un documento attuale di pastorale sanitaria (nn. 1-4)

Nella solennità di Pentecoste 2006 è stata emanata la Nota pastorale della Commissione Episcopale per il Servizio della carità e la salute “Predicate il Vangelo e curate i malati” continuando un cammino pastorale nel mondo sanitario molto fecondo in un momento particolare della sua evoluzione.
Mons. Montenegro, vescovo presidente della Commissione, presentando la Nota pastorale, afferma: «L’esigenza di un documento sulla pastorale della salute in continuità con quello pubblicato nel 1989 a cura della Consulta Nazionale per la Pastorale della Sanità, era avvertita già da tempo davanti ai mutamenti in atto in ambito socio-culturale, nel mondo sanitario e nella pastorale».
Italo Monticelli: Responsabile della Pastorale della Salute della Regione Lombardia.

      

Il ministro straordinario della santa comunione e l'Eucaristia agli infermi nel Giorno del Signore

Le seguenti considerazioni, sul ministro straordinario della santa comunione e l’Eucaristia agli infermi nel Giorno del Signore, seguono quelle dell’articolo precedente sulla visita agli ammalati. In questa seconda parte delle nostre riflessioni ci soffermeremo sull’Eucaristia come comunione sacramentale con Cristo, comunione ecclesiale con i fratelli e rimedio di incorruttibilità e di immortalità.
Filippo Urso: sacerdote dell’Arcidiocesi di Taranto, è Dottore in Teologia. E’ membro della Consulta Nazionale CEI per la Pastorale Sanitaria. Direttore per la Pastorale della Salute a Taranto e in Puglia.
  

Le persone con ritardo mentale e la catechesi: alcune tappe che hanno reso possibile questo incontro
Per secoli l’attenzione della Chiesa alle persone con disabilità si è resa evidente soprattutto in alcuni Istituti religiosi, che, nella cura dei malati e dei ‘diversi’, hanno trovato il proprio carisma, Istituti che per lo più si sono sostituiti anche alle strutture statali, assolutamente carenti in questa direzione. Il progressivo riconoscimento dei diritti dei disabili a livello sociale e soprattutto l’inserimento di questi ultimi nel percorso scolastico ‘comune’ a tutti gli studenti, ha creato una consapevolezza diversa tanto nelle famiglie in cui sono presenti portatori di handicap, quanto nel senso comune delle persone cosiddette ‘normali’. Tutto questo ha avuto un graduale contraccolpo, negli anni, anche sulle prospettive della Chiesa e delle Parrocchie nei confronti della disabilità.

Annalisa Caputo: è ricercatrice presso la cattedra di Ermeneutica filosofica del Dipartimento di scienze filosofiche dell’Università degli studi di Bari e insegna Linguaggi della filosofia nella Laura Magistrale in Filosofia dell’Ateneo barese.
  

"Signore, cura le nostre ferite d'amore!"
La poesia come terapia nel tempo della sofferenza e della malattia

Cos’è veramente la poesia? Chi può chiamarsi poeta? Le risposte possono essere infinite, perché infiniti sono i canoni che definiscono l’identità dell’una e dell’altro. La recente raccolta di poesie “Vie d’amore e di speranza” della Casa editrice “Centro Volontari della Sofferenza” merita la massima attenzione, perché fa conoscere una nuova voce poetica degna della migliore tradizione cattolica, perché offre agli operatori pastorali e sanitari e ai malati un prezioso sussidio per crescere nei sentieri della speranza e dell’amore.
Leonardo Nunzio Di Taranto: è Direttore dell’ufficio per la pastorale della salute di Bari.

   

San Giovanni di Dio
San Giovanni di Dio non ha vissuto molti anni, cinquantacinque, però ha avuto una vita intensa nella santità e nella sanità. Fondatore dell'ordine dei Fatebenefratelli nasce nel 1495 in Portogallo al tempo di Giovanni II, di Ferdinando e Isabella di Spagna e sotto il pontificato di Alessandro VI. La sua fama si sparse in fretta e fu canonizzato nel 1690. Papa Leone XIII lo dichiarò patrono degli ospedali e di quanti operano per restituire la salute agli infermi.
Gian Maria Comolli: Teologo, sociologo, cappellano Centro Sant’Ambrogio, Cernusco S/N (Mi).

   

Area Umanistica

Mass Media e disabilità (II parte)

Raccontare e curare i disagi fisici e psicologici dei bambini e delle famiglie
La comunicazione mediatica è uno degli aspetti principali che caratterizza il mondo contemporaneo. In particolar modo, ciò che viene comunicato riguardo temi tanto delicati e rilevanti dal punto di vista sanitario ed etico - come quello delle disabilità e delle malattie in età pediatrica - deve poter andare dritto al cuore del problema, sensibilizzando la collettività oltre che fornire delle conoscenze necessarie e funzionali sia per chi vive in prima persona il problema della disabilità, sia per chi se ne occupa da un punto di vista prettamente professionale. La prima parte dell’articolo è stata pubblicata sull’Ancora nell’Unità di Salute n.2/2007 pp. 141-148.
A cura della Redazione
  

Autocoscienza e relazioni nella promozione integrale della persona

Il Centro Volontari della Sofferenza si propone, come finalità principale, quella di diffondere nella Chiesa e nella società l'idea che i disabili devono essere inseriti a pieno titolo nella comunità, con gli stessi diritti e gli stessi doveri di qualsiasi cristiano e cittadino. Migliaia di aderenti al Centro ne fanno positiva esperienza nella loro vita ma, allo stesso tempo, è esperienza di tanti disabili che incontriamo la fatica del vivere quotidiano e dello sperimentare sulla loro pelle quanto sia difficile essere riconosciuti e trattati come persone.
A cura della Redazione
  

Area Associativa

Disabili e lavoro

Il lavoro ha un particolare significato agli occhi di Dio, una prospettiva fondamentale nel disegno di Dio per l’uomo. Questa verità la troviamo già all’inizio della sacra Scrittura, nel libro della Genesi, che presenta come lavoro l’opera creatrice compiuta da Dio in sei giorni e indica nel comando di Dio ad Adamo ed Eva di “soggiogare la terra” la partecipazione dell’uomo, mediante il suo lavoro, all’opera stessa creatrice di Dio.
Tutto il progresso dell’uomo nelle arti, nella scienza e nella tecnica altro non è che il segno della grandezza di Dio.
Pasquale Caracciolo: Delegato regionale CVS dell’Umbria.
  

Testimonianza

Luigi Rocchi

«La sofferenza va anche evangelizzata»

La salma del Servo di Dio Luigi Rocchi - delegato ed animatore del CVS della sua città per diversi anni - è stata traslata il 24 ottobre dello scorso 2006, dal Camposanto all’interno della Concattedrale di San Catervo di Tolentino (MC), nella Cappella attigua a quella del sarcofago dello stesso San Catervo ed accanto ai resti di alcuni vescovi dei secoli passati.
Sicuramente Luigi Rocchi non è fra i “testimoni” più conosciuti del CVS, ma altrettanto certo è che, con la sua pur breve esistenza, ha dato pienamente luce a quelli che sono stati i principali suggerimenti del nostro Fondatore per ciò che concerne la valorizzazione della sofferenza e la necessità di “evangelizzare” la sofferenza stessa. E’ per questo motivo che ci è sembrato utile presentarvi un profilo di un personaggio che ha sempre dichiarato di voler essere supporto per “i crocifissi vivi” e per i “cestinati dalla società”.

Romolo Sardellini: Silenzioso Operaio della Croce.

 


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Ultimo aggiornamento lunedì 02 giugno 2008