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Archivio riviste |
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L'Ancora
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Rivista bimestrale a cura del Centro Psicopedagogico Etico Spirituale dei Silenziosi Operai della Croce
per operatori sanitari
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Editoriale Per uno splendido compleanno Il 2007, anno in cui si celebra il sessantesimo dalla nascita del Centro Volontari della Sofferenza (17 maggio 1947) e dei cinquant'anni di vita comunitaria dei Silenziosi Operai della Croce nella loro "casa madre", presso il Santuario "Salus Infirmorum" a Valleluogo di Ariano Irpino (GGTorre).
Testimonianza Il venerabile fr. Luigi Bordino dei Fratelli di San G.B. Cottolengo
Trent’anni fa moriva santamente al
Cottolengo di Torino, ove aveva vissuto la sua vita religiosa di
Fratello infermiere, il Venerabile Andrea Bordino. Michele Salcito
Documenti Per il coraggio di vivere e di far vivere
MANIFESTO
L'Ancora nell'unità di salute Percorsi di vita tra scienza e fede
Fondata nel 1978 da mons. Luigi Novarese, la Rivista raccoglie il contributo a carattere scientifico che l'apostolato per la promozione della persona sofferente (Centro Volontari della Sofferenza) trae dalla sua esperienza e dalla riflessione critica di collaboratori con differenti qualifiche professionali. L'Ancora nell'Unità di Salute, proprietà dell'associazione Silenziosi Operai della Croce, raccoglie ed esprime contributi relativi a due grandi aree di interesse per la pastorale sanitaria: le attività socio assistenziali e, più specificamente, l'animazione apostolica del mondo della sofferenza attraverso l'azione diretta delle persone affette da malattia o disabilità. Il riconoscere alla persona sofferente il compito di animatore delle realtà sociali ed ecclesiali che direttamente lo riguardano, costituisce l'intuizione fondamentale di mons. Luigi Novarese che ha affidato ai Silenziosi Operai della Croce (SODC) ed al Centro Volontari della Sofferenza (CVS) il compito di qualificare in tal senso la pastorale della salute. Nel pieno rispetto della dignità di ogni battezzato, tali associazioni operano per una formazione idonea allo svolgimento di uno specifico apostolato, senza collocare il sofferente, o la persona comunque emarginata, in una situazione di permanente passività. L'Ancora nell'Unità di Salute, in ambito sociosanitario e pastorale, divide i suoi contenuti in tre aree di base: umanistica, teologica e associativa, corredando il materiale a carattere scientifico con recensioni bibliografiche e testimonianze.
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Area Teologica Quale speranza per la città?
Da quando la vita civile nel tempo della
postmodernità è segnata da una caduta di tensione collettiva circa i
grandi ideali sociali, sembrerebbe quasi fuori luogo parlare di speranza
nello spazio della vita civile. Ciò che possiamo sperare sarebbe
confinabile nell’orizzonte del “privato” e comunque nella
insindacabilità della coscienza personale. In realtà non si può sperare
per sé soli dissociandosi o illudendosi di essere ai margini degli
influssi e dell’orizzonte della vita sociale. Dunque ci si può e ci si
deve chiedere come l’essere cittadini di una polis oggi possa essere
segnato da pratiche che testimoniano una attesa di futuro buono. Allora
si possono fare alcune osservazioni al riguardo, tenendo conto che
nell’ultimo convegno della Chiesa italiana svoltosi a Verona dal 16 al
20 ottobre una dimensione della vita, nella quale ci si è provati a
confrontare e a raccontarsi fra cattolici italiani, è stata proprio
quella dello sperare nell’orizzonte dell’essere cittadini e nei problemi
odierni del vivere insieme in una comunità civile diversificata e
complessa.
La famiglia a servizio della vita: la procreazione responsabile
A trent’anni dall’enciclica Humanae Vitae
di Paolo VI, dedicata al tema della trasmissione della vita e al modo
“umano” del suo attuarsi, l’autore propone di riaffrontare la questione
della famiglia di fronte al compito di servire la vita nell’aspetto
particolare della generazione. Il punto di vista è quello
teologico-morale. Questa prospettiva ci impegna nel precisare i valori
coinvolti, compresi nella fede, di fronte ai quali è impegnato il
libero, consapevole e responsabile decidersi della coppia. La
contraccezione artificiale da una parte e la procreazione artificiale o
assistita dall’altra rendono di fatto possibile una scissione tra
sessualità e procreazione che nel tempo tende ad approfondirsi e ad
ampliarsi, e può trovare espressione in una mentalità che renda estranea
la categoria del “dono” dalla realtà dell’amore coniugale e della
generazione della vita.
Il malato come soggetto attivo e responsabile
Come vivere il tempo della sofferenza Remigio Fusi: Sacerdote dei Silenziosi Operai della Croce.
Area Umanistica Eliminare il dolore, tra liceità e doverosità
Tentare di eliminare il dolore con
tutti i presidi disponibili (farmacologici e non) è assolutamente lecito
per un medico, in ogni situazione e la sintesi estrema con cui ho chiuso
questo primo interrogativo vuole sottolineare il rispetto dovuto a chi
sta soffrendo, evitando di perdersi in sofismi e casistiche quanto mai
improbabili.
Il dolore come senso
La sensibilità dolorifica ha un
ruolo di primaria importa per gli esseri viventi perché consente di
evitare gli stimoli nocivi e di sviluppare comportamenti utili alla
sopravvivenza. Per l’uomo, però, il dolore riveste un significato molto
più ampio che va ben oltre il mantenimento delle funzioni biologiche in
quanto evoca reazioni emotive che influenzano profondamente tutta la
sfera psicologica individuale e relazionale. Sentieri sensibili: per una farmacologia del dolore
Ed ecco che arriva l’ora del dolore.
Il diritto alla salute
Materiale per un lavoro interdisciplinare per lo
studio di una concreta fattibilità di un HUB¹ -sanitario cattolico
nell’ambito del sistema sanitario nazionale.
Umanizzazione della pena e individualizzazione del trattamento: la persona del detenuto
In ogni società e in ogni epoca si è
cercato di combattere la delinquenza, quei comportamenti lesivi per
l'integrità personale ed per i principi fondamentali della società
stessa. Le sanzioni penali sono sempre state il principale strumento di
controllo sociale criminoso. La pena rimane «un irrinunciabile strumento
di controllo sociale, non essendo possibile, senza il ricorso ad essa
organizzare, gestire, far funzionare qualsiasi tipo di società» diceva
G. Ponti (1991). Questa affermazione può apparire ostica, in quanto
riflette un concreto realismo che vede nel susseguirsi storico delle
varie culture, il mutare delle modalità attraverso le quali è stata
erogata la pena nonché la valutazione delle condotte suscettibili di
punizione. |
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Ultimo aggiornamento
lunedì 02 giugno 2008