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Archivio riviste |
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L'Ancora
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Rivista bimestrale a cura del Centro Psicopedagogico Etico Spirituale dei Silenziosi Operai della Croce
per operatori sanitari
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Editoriale Eliminare la sofferenza o il sofferente? I diritti fondamentali restano sempre a rischio per le persone in situazione stabile di particolare debolezza. La dignità dei Figli di Dio non è mai intaccata dall'aggressione del male, sopravvivendo anche alla morte (GGTorre).
Testimonianza Battista Conti Tra gli operai della prima ora È il 1966, quando l'Associazione "Silenziosi Operai della Croce" apre una casa a Montichiari (Bs). Una preziosa occasione per iniziare nuovi sentieri e incontrare persone valide per la diffusione dell’apostolato che vede il sofferente come protagonista attivo di un’efficace azione pastorale; vero soggetto di azione nella chiesa e nella società. Tra questi protagonisti, “operaio della prima ora” nella vigna del Signore, c’è Battista Conti, dinamico collaboratore di don Remigio Fusi, allora assistente ecclesiastico del CVS della diocesi di Brescia. Remigio Fusi
Documenti Documento di consenso dei Medici Cattolici sui valori etici irrinunciabili Tutela della vita umana: Noi vogliamo tutelare la vita umana dal concepimento alla morte naturale. E' questa la più urgente questione sociale del nostro tempo.
L'Ancora nell'unità di salute Percorsi di vita tra scienza e fede
Fondata nel 1978 da mons. Luigi Novarese, la Rivista raccoglie il contributo a carattere scientifico che l'apostolato per la promozione della persona sofferente (Centro Volontari della Sofferenza) trae dalla sua esperienza e dalla riflessione critica di collaboratori con differenti qualifiche professionali. L'Ancora nell'Unità di Salute, proprietà dell'associazione Silenziosi Operai della Croce, raccoglie ed esprime contributi relativi a due grandi aree di interesse per la pastorale sanitaria: le attività socio assistenziali e, più specificamente, l'animazione apostolica del mondo della sofferenza attraverso l'azione diretta delle persone affette da malattia o disabilità. Il riconoscere alla persona sofferente il compito di animatore delle realtà sociali ed ecclesiali che direttamente lo riguardano, costituisce l'intuizione fondamentale di mons. Luigi Novarese che ha affidato ai Silenziosi Operai della Croce (SODC) ed al Centro Volontari della Sofferenza (CVS) il compito di qualificare in tal senso la pastorale della salute. Nel pieno rispetto della dignità di ogni battezzato, tali associazioni operano per una formazione idonea allo svolgimento di uno specifico apostolato, senza collocare il sofferente, o la persona comunque emarginata, in una situazione di permanente passività. L'Ancora nell'Unità di Salute, in ambito sociosanitario e pastorale, divide i suoi contenuti in tre aree di base: umanistica, teologica e associativa, corredando il materiale a carattere scientifico con recensioni bibliografiche e testimonianze.
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Area Teologica La pastorale della salute al Convegno Ecclesiale nazionale di Verona
Il cammino di riconoscimento, di
integrazione e di partecipazione dei sofferenti alla vita della Chiesa
ci dice che la fede cristiana è una fede che va vissuta assieme: il
cristianesimo lo si vive e lo si trasmette facendone esperienza,
sperimentandolo. Il modo di soffrire tocca il volto stesso della nostra
fede. Vi sono alcuni rischi da avversare, ponendosi nel cammino
pastorale accanto ai sofferenti: il rischio di una Chiesa che si riduce
al ruolo di gendarme di un costume pubblico che la cultura non sa più
difendere; il rischio di un cristianesimo piegato alle funzioni di una
religione civile rassicurante ma poco profetica e poco utopica; il
rischio di una Chiesa che si modella sullo stile delle grandi
organizzazioni, molto attive e attente a rispondere ai singoli bisogni
dell’umanità, ma poco capaci di elaborare un progetto globale, che dica
l’identità profonda dell’uomo, attraverso la partecipazione di tutti gli
uomini. La sofferenza stessa è una sfida che si erge a contrastare tutti
questi rischi. Si tratta di radicarsi come comunità cristiana in quel
centro che è la verità cristologia, sul quale vanno ad infrangersi le
domande, i rimproveri, le attese, le capacità di futuro che dall’ascolto
dei sofferenti continuamente emergono. Nasce pertanto il crescente
impegno di suggerire, ad una Chiesa troppo appiattita sulla gestione del
bisogno religioso, l’istanza di una ripartenza profetica dall’azione
dell’annuncio, dell’evangelizzazione e della missione.
I significati della presenza sanante del volontario Vi sono numerosi pericoli e trappole in cui può incorrere il volontario, che si lasci condizionare dalla presunzione o dall’improvvisazione. Diventa così importante accompagnare il cammino formativo di quanti intendono spendere parte di sé nel servizio agli altri, delineando piste propositive o orientamenti costruttivi per una presenza efficace nel mondo della salute. Più che soffermarsi sul “fare” o sugli aspetti tangibili che caratterizzano il volontario, occorre focalizzare l’attenzione sul modo di “essere”, sul significato della sua testimonianza nella cultura odierna, nelle istituzioni sanitarie e accanto al malato. Arnaldo Pangrazzi: Docente di Pastorale dell'Istituto internazionale di Teologia Pastorale Sanitaria Camillianum.
I sentieri della Chiesa e il senso cristiano
della vita Carmine De Angelis: Responsabile Diocesano per la Pastorale della Salute.
Giornata Mondiale del Malato 2006: disagio
mentale Luciano Sandrin: Preside dell'Istituto internazionale di Teologia pastorale sanitaria Camillianum di Roma.
Area Umanistica La comunicazione inautentica: la banalizzazione della relazione interpersonale basata sul modello della “Comunicazione Nonviolenta” Prima parte Il modello della “Comunicazione nonviolenta” del dr. Marshall Rosenberg sta facendo sempre più proseliti in tutto il mondo. Anche in Italia si sta insinuando in ambienti istituzio-nali, come ad esempio le scuole. Corsi in comunicazione nonviolenta sono stati fatti, sotto il patrocinio della Comunità Europea, a bambini delle scuole materne ed elementari e, suc-cessivamente, si sono estesi anche ad alunni ed insegnanti di scuole medie e superiori. A noi sembra che questo strumento sia efficace solo in apparenza ma che i suoi effetti colla-terali siano di gran lunga più dannosi rispetto ai suoi benefici; ancor più gravi, se si tratta di bambini o adolescenti. Questa tecnica si presenta come metodo linguistico per la risoluzio-ne dei conflitti, ma altro non è che un prodotto della cultura laicista che cerca di insinuarsi subdolamente nella mentalità cattolica, con sospette finalità. Ci siamo occupati di svelarne gli errori per mettere in guardia coloro che, come noi, cercano faticosamente di resistere alle fascinazioni dei moderni illusionisti della psicologia da baraccone.
Massimo Selis: studioso di
Tradizione
La contenzione nell’anziano: problemi etici e giuridici – 2ª parte Quando si parla di contenzione non si intende solamente quella che prevede l’utilizzo di presidi fisici, ma esiste un altro tipo di contenzione che prevede l’utilizzo di psicofarmaci ed è questa la contenzione farmacologica. La persona anziana assume generalmente più farmaci, prescritti anche da medici diversi. Questa assunzione, non sempre corretta, può comportare danni dovuti alle interazioni tra i vari farmaci che in alcuni casi possono non avere gli effetti attesi proprio perché assunti impropriamente. Inoltre una scarsa comunicazione tra il medico e il paziente è causa della maggior parte dei casi di morbilità e di mortalità associate con un uso non corretto di farmaci.
Franco Davide Pilotto: Dirigente
medico Az. Usl 15 Regione Veneto, docente di Bioetica Università di
Verona. Nuove forme di assistenza per gli anziani Vi sono, nell’assistenza agli anziani, molti progetti che intendono dare vita a forme di solidarietà efficaci, rendendo meno gravosa la vecchiaia, superando il diffuso pregiudizio che emargina questa età, rinchiudendola in una sorta di anticamera della morte. La scarsità delle risorse, la loro distribuzione e il loro utilizzo rimangono oggi i problemi più spinosi, quelli che suscitano maggiori contrasti e competizioni spesso ignobili. Prezioso è invece il contributo che gli anziani possono offrire alla crescita della società e per la gestione della famiglia, per le quali hanno sostenuto lotte e sacrifici. L’accoglienza e la cura nei loro confronti può permettere che, oltre al giusto riconoscimento del prezioso contributo offerto in passato, l’anziano sia coinvolto nell’offrire ancora i propri beni preziosi, educati dal tempo e dall’esperienza. Gian Maria Comolli: teologo, sociologo e cappellano ospedale San Giuseppe di Milano
L'enigma della sofferenza psichica La "malattia" è un momento di verità, come spesso è stato invocato nelle interpretazioni teologiche della psicoanalisi. Non una verità individuale, patologica, ma una verità che riguarda la condizione umana. L’ammalato sente con maggior acutezza una domanda di senso che affligge, più o meno, l’intera "civiltà" e ne mette in luce la fragilità o il vuoto. Nella ricerca di un rimedio, bisogna riconoscere che non ci sono alternative allo psicologo, spendibili sul mercato. Dire ad un depresso o ad un drogato che il suo problema non è la depressione, ma il "senso" della sua vita, fa sorridere. La depressione richiede risposte efficaci nel breve termine e lo psicoterapeuta sembra avere la capacità di darle, magari con l’aiuto di qualche farmaco. Senza entrare nella disputa sull’uso dei farmaci, va considerato che la psicoterapia gode oggi di un certo margine di successo, senza del quale non si spiegherebbe la sua capacità di stare sulla scena. Giuseppe Mazzoccato: Docente di Teologia morale presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale
Area Associativa Il volontario della sofferenza: un'identità in cammino
Ha inizio qui la pubblicazione delle
riflessioni sul questionario presentato nel numero di . Franca Feliziani
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Ultimo aggiornamento
lunedì 02 giugno 2008