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Archivio riviste |
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L'Ancora
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Rivista bimestrale a cura del Centro Psicopedagogico Etico Spirituale dei Silenziosi Operai della Croce
per operatori sanitari
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Editoriale La Chiesa diocesana verso il IV Convegno Ecclesiale Nazionale La Chiesa italiana mette al centro del Convegno Ecclesiale di Verona questa proclamazione: Gesù, il Crocifisso, è Risorto! Quattro le tematiche di riflessione (GGTorre).
Testimonianza Don Silvio Morson Una fraternità ricca di gioia è un vero dono ai fratelli «Abbiamo perso un vero apostolo della sofferenza. Questo è stato il cordoglio unanime ai funerali di don Silvio Morson, presieduti dal vescovo mons. Poletto e partecipati da un gran numero di fedeli il 10 aprile u.s. a Ocenico Superiore. Tre cose mi colpirono sempre in lui: l'umiltà, l'amore alla Madonna ed ai sofferenti». Remigio Fusi
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Area Teologica Limiti e risorse della cultura nel riconoscere il valore, il rispetto e la promozione della persona
La La cultura è il complesso dei
comportamenti, dei vissuti, delle relazioni umane. Essa si esprime,
anzitutto, nel linguaggio ma anche attraverso i modi di fare, di dire,
di pensare. Diceva un grande capo indiano che la cultura “è una tazza
dalla quale un popolo beve alle sorgenti della vita”. A riguardo della
sofferenza, la cultura contemporanea occidentale ha un atteggiamento
diffuso: è quello della fuga. Si tende a fuggire la sofferenza ed anche
a considerarla inutile. La malattia è da espellere, da abolire, da
cancellare. “La malattia”, scriveva una studiosa americana — Susan
Sontag — lei stessa malata di cancro, “è oscena, è una di quelle cose
che, oggi, la cultura non vuole vedere, oppure confina in spazi
appositi: ospedali, case di riposo, oppure gli istituti”.
Comunità cristiana, disabili e compito pastorale dell'annuncio del Vangelo La presente riflessione non nasce nel contesto di una specialistica competenza pastorale o catechetica. Nasce, piuttosto, dall’esperienza ecclesiale di accompagnamento nell’ambito del Centro Volontari della Sofferenza (CVS). A partire da questa esperienza vengono proposte alcune piste di riflessione teorica, che paiono suggestive per la prassi e il dibattito non solo nella comunità cristiana, ma anche nella società civile, di cui la Chiesa è parte integrante, anche nelle sue scelte politiche. Verrà proposta dunque una riflessione in forma schematica, quasi una traccia sintetica di quella che parrebbe una corretta comprensione teologico-pastorale sul tema della disabilità. Maurizio Chiodi: Docente di Teologia Morale alla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale e alla Scuola di Teologia del Seminario di Bergamo.
"Testimoni di Gesù risorto, speranza del mondo" Molte felici attese si erano addensate sull’inizio del nuovo Millennio. Ma il cielo non molto splendente allora, rimane tuttora imbronciato ed oscuro. Nella mentalità corrente e dentro il cuore di tanta gente, l’epoca in cui viviamo è sotto il segno della paura, di una accresciuta insicurezza e di sfiducia amara verso questa vita. Nel modo di pensare diffuso “il futuro ha cambiato di segno e da sinonimo di promessa è divenuto sinonimo di minaccia. Sì che suscita paura più che speranza, incita a ripiegamento su di sé e non allo slancio creativo e progettuale”. Dal futuro si fugge e lo si ignora, Il segno, simbolo dell’enigmatico presente è uno sconcertante e inquietante punto interrogativo. Mario Morigi: Sacerdote assistente diocesano del CVS di Cesena.
Area Umanistica Elaborazione del lutto e sofferenza nell'anziano come fondamento di una relazione terapeutica La perdita di una persona cara per ciascuno di noi rappresenta un evento significativo, in grado di tracciare una linea di confine netta tra le esperienze della vita passata e la modalità con la quale ci si accinge ad affrontare quella futura. Questa linea ideale separa i nostri vissuti (esperienze passate, immagini di vita) da quelle presenze care che non faranno più parte della nostra vita, non li avremo più al nostro fianco ad accompagnarci lungo il cammino, ma solo nei ricordi. La conseguenza ditale evento determinerà in ognuno di noi, in misura maggiore o minore “un cambiamento del modo di percepire la nostra stessa esistenza”. Nazzareno Caporaso: Psicologo ad orientamento reorogersiano, collabora alle attività didattiche e di ricerca presso la Cattedra di Psicologia Dinamica, Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
La Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i Diritti Umani Commento e valutazione del documento dell'UNESCO da parte del Pontificio Consiglio per la Pastorale della Salute Nello spirito del pluralismo culturale in materia di bioetica, la Conferenza generale dell’UNESCO ha ritenuto opportuno, con la sua Dichiarazione Universale sulla Bioetica e i diritti umani, adottata dalla 33ª sessione della Conferenza Generale il 19 ottobre 2005, proclamare delle norme universali rispettose della dignità umana, dei diritti fondamentali dell’uomo e delle libertà della persona. Il Direttore Generale dell’UNESCO fu invitato, sulla base della Risoluzione 32 C/24, a proseguire la elaborazione di un progetto di Dichiarazione che riguarda norme universali in tale materia. In un primo momento rileviamo, molto sommariamente, l’iter del processo della sua elaborazione, dopo ci soffermiamo sul contenuto e seguirà infine una valutazione. A cura della Redazione.
La psicologia della crisi: i quattro atteggiamenti verso la sofferenza Il modo di affrontare la sofferenza deriva dalla visione antropologica che abbiamo dell’essere umano e dal modo in cui interpretiamo gli eventi. Le nostre convinzioni sulla vita influiscono sul modo in cui ci rapportiamo alla sofferenza. Un crisi di elevata gravità potrà avere un esito molto differente se la persona che la affronta avrà una visione materialistica, positivistica o legata alla cultura freudiana oppure se si confronterà con essa a partire da una prospettiva dotata di senso spirituale. Gli angeli presenti nella prospettiva religiosa sono stati trasformati in demoni dall’antropologia freudiana, cosicché non potessimo incontrarli. Francesco Lepri: Psicologo, esperto in respirazione olotropica, dottore di ricerca, collabora all'attività didattica e di ricerca della cattedra di Psicologia della personalità, Università di Roma "La Sapienza".
Area Associativa La Confederazione Internazionale dei CVS “Quando si sogna da soli, è solo un sogno. Quando si sogna tutti insieme, è il principio della realtà”. Lo sosteneva l’arcivescovo mons. Helder Câmara da molti ancora ricordato per il suo strenuo impegno a favore dei poveri del Brasile e per la sua testimonianza evangelica della carità. Questo pensiero ben di adatta alla fase di straordinaria importanza che sta vivendo il CVS: l’avvio della Confederazione internazionale dei Centri Volontari della Sofferenza approvata il 21 gennaio 2004 dal Pontificio Consiglio per i Laici. . Pasquale Caracciolo: Delegato Regionale CVS dell'Umbria e membro del Consiglio Direttivo CVS Italia.
Pastorale sanitaria e Centro Volontari della Sofferenza Il tema che l’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute ha presentato per la XIV Giornata Mondiale del Malato (11 febbraio 2006) «Alla scuola del Malato» è significativo di un importante cammino che la Chiesa, particolarmente in Italia, ha fatto nella riflessione del ruolo specifico che il malato riveste nella Pastorale che lo riguarda. Lo studio vuole indicare alcune tappe di questo cammino di cui è iniziatore e protagonista il SdD Mons. Luigi Novarese che ha incarnato il suo ideale apostolico nella Associazione Centro Volontari della Sofferenza, espressione concreta e viva del carisma che lo Spirito Santo gli ha affidato a servizio della Chiesa Universale. Antonio Giorgini: E' sacerdote dei Silenziosi Operai della Croce.
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Ultimo aggiornamento
lunedì 02 giugno 2008