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Tappa n. 2

Quaresima - Triduo Pasquale


Affidàti al Signore e alla sua Parola

L'itinerario proposto vuole richiamare il bisogno profondo di dare senso alla vita. Interroghiamoci sulle motivazioni che danno vita al nostro impegno apostolico e consideriamo il cammino del credente come reale risposta al bisogno di gusto e di sapore, nel tempo di sofferenza. Siamo provocati ad individuare gli strumenti necessari per crescere nella ricerca di un senso pieno per la propria esistenza.

Scheda n. 4 Scheda n. 5 Scheda n. 6

4° scheda - Conversione e delusione (At 9, 19-21).

Dopo la conversione, Paolo comincia a predicare. Inizia per lui un tempo difficile ed oscuro, le autorità giudaiche reagiscono e suscitano una tale opposizione, che Paolo deve fuggire. Sono anni di solitudine, di silenzio, di sconforto.

È forse successo anche a Paolo ciò che avviene nelle grandi conversioni: all'istante tutto appare nella luce migliore, ma quando poi si tratta di riprendere la vita quotidiana, l'uomo ritrova se stesso con i suoi vecchi limiti. Ci vuole tempo, pazienza e perseveranza perché il nuovo modo di essere e di vedere le cose possa integrarsi nella propria personalità.

Nel cammino della ricerca di Dio noi desideriamo chiarire sempre meglio le nostre motivazioni, ma sappiamo bene che ciò non sempre va d'accordo con l'esperienza immediata, con ciò che viviamo insieme con gli altri. Ciò induce a comprendere come sia fondamentale camminare insieme, annunciare insieme. Insieme nell’associazione CVS, ma anche con la Chiesa locale, sempre.

Gli altri non sono concorrenti nell’azione apostolica, ma collaboratori. Ci impegniamo a rafforzare la nostra capacità di condivisione, imparando a vivere e lavorare insieme.

5° scheda - Un discorso pastorale (At 9, 15-16)

La conversione si apre ad un'azione in cui il Dio di Gesù Cristo, che ha fatto udire la sua voce sulla strada di Damasco, coinvolge Paolo, chiamato a divenire apostolo, e la Chiesa rappresentata da Anania, che ha il compito di guidare ed illuminare Paolo. Nel discorso dell’apostolo a Mileto, c'è uno sguardo retrospettivo alla sua vita che illumina tale comprensione. «Voi sapete come mi sono comportato con voi fin dal primo giorno…: ho servito il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e tra le prove che mi hanno procurato le insidie dei Giudei» (At 20, 18-19).

Paolo si riferisce all'esperienza che gli altri hanno fatto nei confronti della sua azione. Il suo è un ministero fondato sulla condivisione: è consapevole di essere stato un esempio per gli altri ed ha vissuto tutto questo come un servizio a Cristo ed alla comunità. Stupenda è questa libertà dell’apostolo: non deve niente a nessuno, se non a Cristo; e attraverso lui, poi, a tutti.

Le lacrime e l'umiltà sono atteggiamenti che qualificano l'attività pastorale di Paolo. L'umiltà è socievolezza senza pretese, colma di affetto e di attenzione. Comporta anche distinzione, correttezza, un certo riserbo, un'educazione profonda. L’umiltà riguarda anche la coscienza di sé. Si tratta di un giudizio di valore su di sé, valutandosi in modo giusto ed equilibrato.

Riflettiamo sul modo in cui viviamo la nostra presenza ed in nostro servizio all’interno delle nostre comunità cristiane: nella parrocchia, con altri associazioni e movimenti.

6° scheda - Conversione e rottura (At 9, 26-27)

Nel testo, «Barnaba lo prese con sé», è presente lo stesso verbo greco usato da Gesù che prende per mano Pietro mentre sta per affondare nel lago, durante la tempesta (cfr. Mt 14, 31). Paolo si trova a Gerusalemme, smarrito, a confronto con una comunità diffidente, memore del suo passato di persecutore. Barnaba va, gli tende la mano, si fa garante della sua appartenenza alla comunità dei cristiani.

Attraversando vicende diverse, Paolo viene condotto a concentrare sempre di più la sua attenzione sulla missione apostolica non come impresa propria, ma come azione di Dio nel mondo.

Educhiamoci a vivere e condividere atteggiamenti che favoriscono l’accoglienza. Certo non costruisce comunione alimentare sospetti ed antipatie, dare spazio a pregiudizi e a diffidenze. Comportiamoci come persone che sanno farsi carico degli altri, in modo particolare di chi è timido e ha bisogno di essere incoraggiato; di chi è aggressivo e ha bisogno di essere amato; di chi ha paura di rischiare e ha bisogno di essere stimolato.


Direzione Generale:

Centro Volontari della Sofferenza - Direzione Generale
- Via dei Bresciani 2 - 00186 Roma - tel. 06 - 6877127
E-mail: roma@sodcvs.org


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Ultimo aggiornamento
sabato 10 dicembre 2005