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Tappa n. 1Avvento - Natale |
Il percorso di questa tappa vuole sottolineare come la nostra vita è un cammino straordinario, di costante ricerca della nostra identità di figli di Dio. Scopriamo la necessità di un impegno continuo per costruire e realizzare noi stessi e le nostre comunità cristiane.
1°
scheda - Damasco: la via della vita nuova
(At 9, 3-4).
Tutta la vita dell'Apostolo è
segnata dall'evento della sua conversione, dall’esperienza straordinaria
vissuta sulla via di Damasco. È questo il momento propizio, per Paolo
persecutore, di bloccarsi e di ritornare indietro, cambiando direzione. E' il
cambiamento del cuore e della mentalità, il tempo del ritorno. L’occasione
per rivolgersi a Dio, vivendo in stretto rapporto personale con Cristo, in un
cammino di sequela.
Vi sono alcuni aspetti di tale
esperienza di conversione che ci aiutano a verificare il nostro impegno di
apostolato, considerando la grazia ed il dono di Dio. L’esperienza di un
incontro coinvolgente ("vedere il
Signore"; cfr. 1Cor 9, 1) e la comprensione del proprio compito
missionario ("mi scelse… mi chiamò…
si compiacque di rivelare… perché
lo annunziassi"; cfr. Gal 1, 15-16). È questo, per l’apostolo,
il tempo di una nuova ricchezza.
Riflettiamo sul nostro cammino di
conversione e sulla nostra esperienza di Dio. Anche noi siamo chiamati ad
esprimere, nell’apostolato condiviso con il nostro gruppo, i frutti del nostro
cammino di maturazione umana e cristiana.
Proponiamoci, per svolgere l’attività di apostolato, degli obiettivi chiari, condivisi da tutti nel gruppo e verificabili.
2°
scheda - La conoscenza di Gesù (At 9, 5-6).
Paolo vive l’esperienza della
conversione, mentre sta vivendo fortemente il proprio impegno di fedeltà alle
tradizioni giudaiche. Paolo afferma che la Parola di Dio lo ha colto mentre era
in pieno possesso di valori ritenuti fondamentali, conquistati a caro prezzo: «sebbene
io possa confidare anche nella carne» (Fil 3, 4). Al centro dell’esistenza e
dei propri interessi c'era questo suo possesso, la sua verità, i tesori che gli
erano stati affidati e da cui si sentiva giustificato, meritevole del gradimento
di Dio.
Nel momento stesso in cui Paolo è
messo di fronte al suo errore, diventa destinatario di una missione nuova. Il
Dio del Vangelo e della misericordia è Colui che nell'istante in cui fa capire
l’errore, di aver messo se stessi al posto di Dio, perdona e dà fiducia
chiamando al suo servizio, affidando la sua stessa Parola.
Riflettiamo sull'esperienza del
soffrire che ci innesta in questo dinamismo di debolezza, aperta ad una missione
nuova. Deboli e fragili, riconosciamo la fiducia che il Signore ha in noi e la
missione che, proprio a noi, affida.
Impegnamoci a riconoscere la
presenza del Signore nella comunità dei cristiani, specialmente in coloro che
condividono il nostro medesimo impegno di apostolato. Guardiamo le altre persone
come se fossero Gesù, mettendo fine ad ogni atteggiamento di avversione, spesso
sottile e tagliente, nei loro confronti.
3°
scheda - La cecità come splendore di Dio (At 9, 8-9).
La cecità, nella Scrittura, è
chiaramente collegata con il peccato, con il disorientamento dell'uomo incapace
di trovare la giusta direzione.
La comunità cristiana ai tempi di
Paolo, come oggi nel nostro tempo, era soggetta a dissensi, rivalità,
divisioni, fazioni che ad un certo punto prendono il sopravvento in ogni
decisione. Anche noi, se non siamo attenti e ci lasciamo prendere da certi
atteggiamenti abitudinari, possiamo soccombere sotto il peso di situazioni
oscure e negative.
Dobbiamo riconoscere che chi si lascia condurre da Dio, oltre a vivere un cammino personale, trova la sua piena e totale realizzazione in un cammino comunitario. In questa esperienza ci proponiamo di migliorare la nostra capacità di collaborare con gli altri, evitando di voler prevaricare, lasciando a tutti spazio per esprimersi ed opportunità da sperimentare.
Centro Volontari della Sofferenza - Direzione Generale
- Via dei Bresciani 2 - 00186 Roma - tel. 06 - 6877127
E-mail: roma@sodcvs.org
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