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Maestro, è bene che stiamo qui

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Breve dinamica per gli esercizi spirituali.
Sono iniziati gli esercizi spirituali per gli aderenti al Centro Volontari della Sofferenza, uno degli appuntamenti formativi più importanti, a cui il Venerabile Mons. Novarese ha affidato la crescita e la maturazione della fede, nonché l’adesione ai cammini apostolici di ognuno.

Consapevoli o poco consapevoli, decidere di andare a fare gli esercizi spirituali è sempre un desiderio di essenzialità, prima di qualsiasi altra cosa. Può darsi che lo sappiamo, oppure no. In ogni caso, se glielo consentiamo, Dio ci porterà a compiere un percorso di spoliazione e di riempimento che supererà ogni nostra attesa, ogni nostra aspettativa.
Qualunque sia la motivazione che ci spinge a dare la nostra adesione agli esercizi, Dio la purificherà se, nei giorni che gli dedichiamo, ci porremo come discepoli a seguirlo, ad ascoltare la sua Parola e a metterla in pratica.

Cosa è essenziale? È questa una prima domanda che provoca e sfida il nostro cuore non appena giungiamo agli esercizi e siamo sollecitati ad entrare in un clima di silenzio e di raccoglimento. Compiamo così i primi passi del discepolo che, per esser tale, deve poter dire in libertà: “Ecco, noi abbiamo lasciato ogni cosa e ti abbiamo seguito; che ne avremo dunque?” (Mt 19, 27). Certo, questa è la domanda dei discepoli che si decidono ad una sequela incondizionata. Ma può anche essere la nostra domanda quando iniziamo gli esercizi: abbiamo lasciato le nostre case, i nostri familiari, le nostre abitudini, i nostri bisogni… in cambio di che? Di una Parola per la vita e anche di una esperienza di condivisione: con chi è malato e ha bisogno di un supporto umano per poter lasciare la propria casa, e con chi è sano e ha bisogno di essere sollecitato a non affannarsi nelle molteplici cose da fare.
Ma davvero lasciamo “ogni cosa” quando andiamo a fare gli esercizi? Davvero vogliamo incontrare Gesù e dirgli, come i discepoli: “Maestro, è bene che stiamo qui; facciamo tre tende”? (Lc 9,33).

Il dono molteplice - sussidio Esercizi Sp. 2010Ridefinire i comportamenti essenziali. Durante gli esercizi facciamo dei gesti che di solito non fanno parte della nostra quotidianità: ascoltiamo attentamente la Parola di Dio nelle diverse celebrazioni: quando sostiamo nel percorso della lectio divina quando preghiamo con i salmi, quando partecipiamo all’Eucarestia… c’è una Parola data in abbondanza e nella quale fatichiamo a rimanere concentrati. Poi, celebriamo i sacramenti: la Confessione, l’Eucarestia, la Comunione. Inoltre siamo invitati alla meditazione personale e alla verifica che la Parola di Dio fa della nostra vita: come viviamo ogni giornata, cosa decidiamo, come ci comportiamo, cosa diciamo, cosa tratteniamo e cosa doniamo… e fra tutte le modalità di comportamento, sempre la Parola ci spinge verso ciò che è essenziale. Per questo è importante domandarci: “Maestro, che devo fare di buono per avere la vita eterna?” (Mt 19, 16). Non si compie il percorso trasformante degli esercizi se non ci si pone seriamente questa domanda sulla propria esistenza.

Discernere l’essenziale nel quotidiano. Gli esercizi durano solo 3 giorni e le Giornate di studio subito ci invitano a riversare su una espressione visibile il desiderio di Dio che è sempre desiderio di salvezza per ogni uomo. Certo, si torna a casa con un piccolo progetto di vita in cui abbiamo opportunamente definito alcuni impegni spirituali ma anche apostolici perché uno degli obiettivi degli esercizi è proprio quello di farci sperimentare con forza la compagnia e la consolazione di Dio perché poi anche noi, “mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione” (2 Cor 1,4). Dio ci chiama a sé e poi ci rimanda agli altri, pieni di lui. Il suo Spirito santo continuerà a pronunciare il nome di Gesù Cristo dentro di noi e ci spingerà verso gli altri in libertà e fecondità.

In compagnia di Maria. “La Vergine Immacolata è l’anima dei nostri Esercizi Spirituali. Il partecipante entra nei Santi Esercizi con il proposito di mettersi alla scuola di Maria Santissima per sentire come meglio conoscere ed imitare Gesù” (Venerabile Mons. Luigi Novarese). Se ci affidiamo a Maria, ne siamo certi, porteremo frutti buoni nella vita e andremo nel mondo con il vangelo nel cuore, desiderosi di gratuità e di essenzialità.

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